Now Reading
TORCHIO – Intervista al cantautore alessandrino

TORCHIO – Intervista al cantautore alessandrino

Ho avuto il piacere di intervistare il cantautore alessandrino Massimo Torchio, in arte Torchio, che, dopo le esperienze musicali con i Riservato e con i Los Latin Lovers, ha pubblicato lo scorso 10 maggio, su etichetta Ohimeme, il suo primo LP solista “Non vi appartengo”.

Ciao Massimo, benvenuto su Tuttorock, come va?

Si arriva da un periodo complicato per tutti ma ci sono energie buone in movimento.

Il tuo primo disco solista, “Non vi appartengo”, è uscito lo scorso 10 maggio, che riscontri stai avendo?

È un lavoro che mi sta dando parecchie soddisfazioni. Capita di confrontarsi con un pubblico che si sta ampliando. È un bel ripartire, questa esperienza solista, dopo aver fatto parte per tanti anni di una band.

Quando hai scritto i brani?

Sono stati scritti prima della pandemia ma certe riflessioni sugli stati d’animo credo siano sempre attuali.

Solitamente parti da un testo o da una melodia?

In questo caso sono partito dai testi ma non esiste un sistema imperante. In ogni caso ho bisogno che le parole suonino. La lingua italiana è ostica per certi aspetti ma permette di costruire voli ammirevoli.

C’è una canzone in questo disco alla quale ti senti più legato o le metti tutte sullo stesso piano?

Ma sai che ci ho pensato più volte eppure non so rispondere?! Le amo tutte, davvero.

Vuoi presentare i musicisti che hanno suonato con te nell’album?

Le condivisioni e gli incontri sono alla base dell’esistenza. Insieme al mio produttore artistico, Luca Grossi di Flat Scenario, ho coinvolto numerosi musicisti ed amici di estrazione musicale differente e ne sono felice perché siamo arrivati al risultato di cui sentivo il bisogno. Hanno suonato e partecipato una ventina di musicisti e professionisti a questo progetto e ringraziarne solo alcuni mi pare ineducato, così cito due donne meravigliose che sono Chiara Giacobbe e Laura Tartuferi per i cori ed il violino in “La città scollegata” e “Da lungomare” e ringrazio tutti gli altri.

Nei tuoi brani si sentono molte influenze, dal rock al pop senza dimenticare il classico cantautorato italiano, tu ascolti un po’ di tutto?

È indispensabile. Senza curiosità ed un pochino di apertura mentale il mondo si fa piccolo. Sì, ascolto di tutto, ma probabilmente non abbastanza.

Quando e perchè hai deciso di iniziare la tua carriera solista?

Ne avevo semplicemente bisogno, amavo così tanto queste canzoni che dovevo farlo.

Hai avuto più soddisfazioni o delusioni dal mondo della musica?

Mi hanno arricchito l’anima i momenti in cui capisci che qualcuno ti rispetta e ti stima per ciò che fai. Credibilità e coerenza sono parte della bellezza ed indispensabili al mio vivere e senza delusioni non credo ci sia verità, ma non ho mai rincorso vuoti inutili. Sono un combattente sincero e mi prendo dei rischi se devo, è una forma di amore che mi ha dato tantissime soddisfazioni.

Lo chiedo più o meno a tutti, qual è il tuo più grande sogno artistico?

Vorrei fare in un anno almeno cento concerti ed ognuno dovrebbe essere come ospite/spalla di un artista differente e che amo. Lo so, è una sfida impossibile, ma il mio tour successivo sarebbe sicuramente fantastico. A parte le provocazioni penso di avere la necessità di circondarmi nel prossimo album di quei suoni anni 90 alla Whipping Boy di Tripped, per intenderci, senza temere le mode. Poi in un giorno sognante cantare “Non vi appartengo”, e non soltanto, con un’orchestra.

Stai già pensando a qualche live estivo?

Ci stiamo lavorando, fino a pochi giorni fa c’era poca chiarezza. Ora sembra ci siano possibilità, limitate, ma pur sempre possibilità. Intanto il 33 giri è in stampa ed un ritrovo live con coloro che hanno prenotato il vinile certamente si farà (presso Visioni 47 in Alessandria, data in via di definizione). Si parte.

Grazie mille per il tuo tempo, vuoi aggiungere qualcosa per chiudere questa intervista?

Andiamoci ai concerti, andiamo al cinema ed a teatro. La cultura aiuta a stare meglio. Grazie a te Marco, grazie a Tuttorock.

MARCO PRITONI