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GOOGA – DA UNA CREPA NASCE “FUTURO” IL NUOVO SINGOLO

GOOGA – DA UNA CREPA NASCE “FUTURO” IL NUOVO SINGOLO

Vi presentiamo i Googa, band talentuosa protagonista della nuova scena indie romana. La band indipendente (Francesco Siraco cantante, Eugenio Di Corinto tastierista, Luca Brignone al basso, Alessandro Marroni chitarra e Francesco Marroni alla batteria) torna dopo quasi due anni dal precedente lavoro artistico, il singolo “Lupo Mannaro”, pubblicato ad aprile 2020 durante il primo lockdown – nella fase più acuta della pandemia – suscitando molto interesse e apprezzamenti dalla critica e anche dal pubblico, anche grazie al suggestivo videoclip animato che accompagnava il brano.
“C’è una crepa tra il mondo di fuori che va avanti velocissimo e il nostro che sta praticamente fermo. E’ in questa crepa che è comparsa Futuro, nella forma di una sbalordita e onirica fantasia, di un esorcismo, di una litania da ripetere allo sfinimento per evocare qualcosa.
Qualsiasi cosa”
La progettualità e l’obiettivo della band – come ci raccontano nell’intervista – è quello di pubblicare una nuova serie di brani inediti che vedranno la luce a scadenza periodica nei prossimi mesi.
Oggi vi presentiamo il singolo “Futuro“, uscito il 10 dicembre scorso, frutto di un percorso umano e artistico, scritto nella prima drammatica fase dell’emergenza sanitaria. Un 2021 che non dimenticheremo facilmente.
Un brano importante, ritmato, energico; un’attitudine alla scrittura e un tratteggio dei sentimenti profondo ed intenso che strizza ancora l’occhio al miglior cantautorato.

Li abbiamo raggiunti e intervistati per Tuttorock:

Come nasce Futuro? Quale l’idea narrativa? Sappiamo che avete scritto il singolo durante la prima fase della pandemia:
Il brano all’inizio avrebbe dovuto essere una sorta di chiamata alla costruzione d’un futuro diverso, luminoso e consapevole, che però non siamo riusciti a vedere chiaramente. Quello che è rimasto, come un fumoso panorama, sono una serie di immagini ed evocazioni, prospettive di un futuro che in bene o in male aspettiamo con una certa impazienza. A volte ci sembra di non riuscire a cambiare niente, come individui e come generazione, ma sotto sotto manteniamo un po’ di ottimismo.

Come avete vissuto i vari lockdown?

Non benissimo. Dopo le prime settimane tra yoga, hobby e meditazione abbiamo iniziato a sentirci stretti. Nella band lavoriamo tanto insieme, condividendo idee e scambiando opinioni con gli strumenti in mano. Questo ci è mancato ed è stato un po’ complicato mantenere tutto in piedi.

Parliamo anche del vostro percorso artistico e il progetto che vi vede impegnati con una serie di singoli, di inediti, da fare uscire a scadenza:
Abbiamo alcuni pezzi completamente pronti e altri un po’ meno e ci piace l’idea (che per tanti che come noi non vivono di sola musica è anche una necessità) di mantenere una certa flessibilità, per adattarci a quello che più sentiamo giusto pubblicare in un determinato momento. Un disco potrebbe essere vincolante in questo senso e perciò l’idea è quella di far uscire un numero imprecisato di singoli o piccoli EP, per essere il più possibile liberi e leali con noi stessi.

Dal periodo dei balconi con gli striscioni “Andrà tutto bene” a oggi, nella 4° ondata di fine anno 2021, quanto vi sentite cambiati? Sono cambiate le persone, attraverso i social?
All’inizio insieme alla paura c’era un po’ di eccitazione, l’idea di trovarsi in un film di fantascienza o in un libro di storia, ma è una sensazione che è svanita molto presto e ci ha lasciato di fronte alle nostre quotidianità. Simili a prima, ma più tristi e spaventose.
Crediamo che le persone abbiano sempre meno tempo e meno spazio per comprendere sé stesse, per capire dove si posizionano in questo grande e caotico pianeta e i social sono un veicolo di distrazione, una valvola di sfogo che non esce da nessuna parte e macina e amplifica le frustrazioni. Forse sarebbe meglio spegnere tutto, fermarsi e guardare che cosa stiamo facendo, dove stiamo andando.

Musica e live sono ripartiti: prossimi progetti?
Suonare, tanto, dal vivo e continuare a scrivere e a cercare nuovi punti di vista con cui raccontare.

Alessandra Paparelli