SUONI DAL FUTURO – AUTUNNO 2026 – Intervista ai 6 protagonisti
In vista della tappa di Torino di SUONI DAL FUTURO, il progetto triennale nato dall’incontro tra Manuel Agnelli, il collettivo di GERMI – LdC e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori -, dedicato alla nuova scena musicale italiana, ho avuto il piacere di fare un paio di domande ai protagonisti della rassegna itinerante che porta ogni anno 12 progetti musicali selezionati nei club di otto città italiane – per questa fase Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino – con 96 concerti complessivi distribuiti in due tranche distinte tra primavera e autunno. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito, per favorire l’incontro diretto tra artisti e pubblico nei luoghi simbolo della musica dal vivo.
Alla fine della stagione 2026, SUONI DAL FUTURO avrà realizzato complessivamente 96 concerti, 196 esibizioni live, 100 ulteriori esibizioni dal vivo @Germi – LdC.
https://www.germildc.it/suoni-dal-futuro/
Le domande che ho fatto sono queste, cui seguono sotto biografie e risposte dei protagonisti!
- Ciao e benvenuti su Tuttorock, quando e com’è entrata la musica nella vostra vita e cosa significa per voi?
- Suoni dal futuro, come sono andate le prime date di SUONI DAL FUTURO, cosa vi aspettate dalla prossima di Torino e, una volta finita questa esperienza, avete già le idee chiare su come proseguire nelle vostre carriere musicali?
LIMONKA
Limonka è un progetto musicale solista che prende forma dal vivo come una band di cinque persone, insieme ad Alexander Puntel, Andrea Cavallaro, Salvatore Libertino e Pietro Coccato. Parte della nuova scena indipendente italiana, unisce una forte dimensione collettiva a un’attitudine spontanea e irriverente, con la voglia di portare sul palco energia, sperimentazione e divertimento.
- C’è sempre stata, l’intro di Mellon Collie degli Smashing Pumpkins mi fa ancora venire la pelle d’oca, la mettevano i miei da bambino. Ma è diventata imprescindibile a 12 anni, quando ho sentito il primo disco degli Arctic Monkeys. Da quel momento in poi non c’è stato nulla che volessi di più che fare musica di quel livello, a quel livello.
- Palermo, Roma, Taranto e Napoli per noi sono state un positivo crescendo, perciò ci auguriamo di continuare così. Le idee chiare sul futuro pensavo di averle, ma in realtà questo tour mi sta cambiando, ed è una cosa che mi piace un sacco. Non ho alcuna intenzione di tradire il ragazzino innamorato degli Arctic Monkeys, ma non sono più lui ovviamente, non si può non invecchiare, ed è bello così.
DOOBIE SNACK
Originari di Magrè di Schio, in provincia di Vicenza, i Doobie Snack sono una formazione di sei musicisti che costruisce un universo sonoro eccentrico e senza compromessi, tra sonorità metal, suggestioni balcaniche e contaminazioni di ogni genere. Al centro del loro immaginario c’è Brollo, un piccolo alieno blu che usa la musica come linguaggio per comunicare con la Terra. Un progetto irriverente, visionario e fuori dagli schemi.
- Abbiamo cominciato a suonare tre anni fa quando quel maledetto nano blu ha preso il controllo delle nostre menti! Mi riferisco ovviamente a Brollo, il vero leader dei Doobie Snack. Noi siamo completamente succubi del suo volere, facciamo solo ciò che ci dice. Ecco, ad esempio ora Brollo vorrebbe che Tuttorock fosse solo “parzialmente rock” al fine di essere un po’ metal e anche un po’ ska, come noi. Forse anche un po’ balcan- punk e psycholiscio, sempre come noi. Vai a capirli sti alieni.
- Le date sono andate tutte benissimo, il pubblico si è rivelato assai interessato al progetto e alla rassegna in generale. Torino per dei perversi come noi, che fanno una bella mischia di generi e danze, dovrebbe rivelarsi per ciò che è: anarchici Vs Savoia (bella tensione e bella movida fertile contraddizione). Insomma le aspettative ci sono. Sul futuro vorremmo aprire delle date che ci diano pubblico per espandere l’anarco- balcan-metal-polka-fusion-hardcore che facciamo. Ci piacerebbero un sacco Angine de Poitrine (veramente tantissimooo), Henge e Primus. Puntiamo in alto, lo sappiamo, ma viva la vita e chi la coltiva! Meglio sciocchi e ambiziosi che gottosi e magari morti.
MASS DEMONSTRATION
Nati a Novara nel 2021, i Mass Demonstration sono una band di cinque elementi che fonde garage rock e post-punk in un suono ruvido, teso e viscerale. Chitarre distorte, riverberi e testi diretti in italiano definiscono un’identità musicale energica e senza compromessi, che trova nei concerti dal vivo la sua espressione più intensa.
- Per tutti noi la musica è in primis un mondo in cui ci piace tanto vivere, sia da musicisti che da ascoltatori. Sicuramente in quanto band è un mezzo in comune che abbiamo e che amiamo per esprimere qualcosa, qualsiasi cosa: un’emozione, un pensiero, o anche semplicemente per dare vita a una melodia, e per creare e vivere momenti di comunità come lo sono per esempio i concerti. Quindi è un modo per esprimerci che ci piace tanto e verso il quale c’è stata una tendenza, un’attrazione naturale da parte di ognuno di noi anche se con primi approcci tutti differenti. Riuscire a fare musica con i propri amici, con persone che condividono la stessa intenzione, rende ancora più prezioso e magico il tutto.
- Le prime date del tour hanno spaccato, specialmente Roma. Per Torino non sappiamo cosa aspettarci, ogni data è a sé ma Spazio211 ci ispira e siamo carichi. Dopo il tour abbiamo in programma un bel po’ di cose, specie nell’anno che viene.
VITTORIA DONDA
Cantautrice della nuova scena musicale italiana, Vittoria Donda porta avanti un percorso personale legato al progetto Carne Fresca, da cui nasce anche la sua partecipazione a Suoni dal Futuro. Sta costruendo il proprio spazio attraverso la musica originale e una voce che punta a raggiungere nuovi pubblici.
- Non ricordo il momento in cui la musica si è presentata nella mia vita, immagino ne abbia sempre fatto parte, una compagna che mi ha tenuto la mano sviluppandosi insieme a me. La musica è il motivo per cui mi alzo ogni giorno, è come una droga a cui non posso fare a meno, scrivere è il linguaggio con cui interagisco col mondo, l’adrenalina del palco è ciò che mi fa sentire viva.
- Siamo a metà del tour, le date precedenti sono state un’esperienza incredibile, ogni città è un’emozione e non vediamo l’ora di proseguire. A fine tour non so cosa mi aspetterà, mi piace godermi il momento, sicuramente passerò tanto tempo in studio a registrare e buttare giù idee nuove, non vedo l’ora di scoprire i prossimi passi.
PER ASPERAX
Nati a Taranto, i PER ASPERAX sono un quartetto che fa del rock senza compromessi il proprio linguaggio. Il loro sound attraversa noise rock, post-punk, grunge e metal, intrecciando strutture complesse, melodie abrasive e un’urgenza espressiva che si riflette nei testi, cantati in italiano. Nel disco d’esordio NO (2024), la band mette a fuoco inquietudini personali e disagio generazionale, trasformandoli in un suono viscerale e imprevedibile. Una proposta che rifiuta le etichette e cerca nella contaminazione una propria direzione
- Siamo cresciuti a pane e MTV, più o meno: Green Day, Blink-182, Jet, My Chemical Romance, Top of the Pops e tutta la musica che passava in televisione quando eravamo piccoli. Poi, tra i quattordici e i sedici anni, abbiamo iniziato a suonare. È stata una scelta dettata dalla curiosità e dalla voglia di fare musica, non certo dalla scuola: a lezione facevamo tutti abbastanza cacare in musica! Ci siamo avvicinati alla musica per interesse personale, perché ci affascinava quello che ascoltavamo e a un certo punto abbiamo voluto provare a farlo anche noi. Abbiamo percorsi e ascolti diversi, quindi è difficile ricondurre quello che facciamo all’influenza di una singola band. Ci siamo portati dietro un po’ di tutto, dal pop alle cose più alternative, e continuiamo ad ascoltare musica molto diversa tra noi. Quando scriviamo non ci mettiamo a tavolino a decidere che genere fare o a chi dobbiamo somigliare. Proviamo le idee, ci smanettiamo e vediamo che succede. Non sempre arriviamo subito dove vogliamo, ma è anche questo il bello di suonare insieme.
- Palermo è stata la prima data e non sapevamo bene cosa aspettarci. La città era bellissima, faceva un caldo della madonna e abbiamo mangiato come se non dovessimo più rivedere del cibo. C’era relativamente poca gente, ma noi e le altre band ce l’abbiamo messa tutta. Ci siamo divertiti a suonare e abbiamo avuto modo di conoscere finalmente gli altri gruppi.
Roma, invece, è stata una gran serata. C’era tantissima gente e il pubblico ci ha trasmesso un’energia pazzesca. L’atmosfera che si è creata grazie al coinvolgimento di tutte quelle persone ha reso il concerto davvero speciale.
A Taranto, chiaramente, giocavamo in casa. Allo Spazioporto abbiamo suonato già quattro o cinque volte ed è sempre un piacere tornarci. È un posto a cui siamo molto legati: ci hanno sempre accolti benissimo e l’organizzazione è davvero di alto livello. Anche parlando con le altre band che hanno partecipato al tour, abbiamo ritrovato la stessa impressione. Siamo contenti di avere nella nostra città uno spazio così e di poterci tornare ogni volta. Napoli è stata una bella sorpresa. Il locale era uno studio di registrazione enorme, con una lunga storia alle spalle. Non c’erano cartelli o locandine che segnalassero l’evento e da fuori non si capiva neanche che lì si facessero concerti. Così ci siamo messi a girare per le piazze vicino all’università, a parlare con le persone e a invitarle a venire. Abbiamo fatto un po’ di proselitismo, in pratica, e piano piano il posto si è riempito. La serata è andata alla grande e ci siamo divertiti un fottio. È stato bello vedere tutte le band darsi da fare insieme per portare gente al concerto. Ad Halloween ci aspetta Torino, dove suoneremo insieme ai nostri colleghi Doobie Snack e Whistling Heads. Ci presenteremo in maschera, con la voglia di fare una serata folle e divertirci tutti insieme. Dopo il tour dobbiamo rimetterci sotto con il disco. Abbiamo un sacco di pezzi da registrare e non vediamo l’ora di lavorarci. Suonare è una figata, ma la musica non è soltanto performance: vogliamo prenderci il tempo per concentrarci sui brani e finire l’album come si deve. Per il resto abbiamo altri progetti in ballo, ma non vi anticipiamo niente. Se succede qualcosa di figo, lo scoprirete.
THE WHISTLING HEADS
Nati a Messina nel 2021, i The Whistling Heads sono un quartetto formato da Alberto Zaccaro (voce e chitarra), Santino Mondello (chitarra), Samuele Costa (basso) e Giuseppe “Ziffo” Arnao (batteria). Dopo l’esordio con Dull Boy (2023), la band ha sviluppato un sound che parte dal post-punk e dalla new wave per aprirsi progressivamente a sonorità dance-punk e crank wave, guardando alla scena alternativa britannica. Cresciuti nell’underground messinese e legati al club Retronouveau, hanno portato la loro musica anche sui palchi internazionali, tra Regno Unito e Paesi Bassi. Con un’identità in continua evoluzione e una forte attitudine live, i The Whistling Heads rappresentano una delle realtà più interessanti della nuova scena indipendente siciliana.
- Come band la musica è entrata nella nostra vita nel 2021 dal desiderio comune di esprimere qualcosa che da sempre abbiamo tenuto dentro, benché fosse sempre stata nelle nostre vite sin da piccoli. Per noi la musica è il modo più semplice per comunicare con il mondo e con noi stessi molto di più di quanto possiamo esprimere a parole.
- Le date sono andate molto bene nonostante il clima teso che stiamo vivendo in Italia, Ci aspettiamo molto da questa data a Torino perché non ci abbiamo mai suonato e perché sappiamo che è una città con grande fermento giovanile e musicale. Abbiamo un Ep registrato ad Amsterdam che è pronto ad essere rilasciato di cui già è fuori il singolo “Intelligent Punk Music”. Stiamo cercando ancora il giusto momento per far uscire questo lavoro a cui crediamo molto e speriamo che questo tour possa essere utile a trovare i contatti adeguati per permetterci di alzare il tiro e ottenere una maggiore visibilità.
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.










