FONTAINES D.C. @ UNIPOL ARENA – CASALECCHIO DI RENO (BO) – 26-10-2026
FONTAINES D.C. EU TOUR 2026 – Unipol Arena – Casalecchio di Reno (BO) – 26-10-2026
Una serata, quella all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, che coincide con l’unica data italiana autunnale del tour dei Fontaines D.C. a supporto della loro ultima fatica discografica, quel Dopamine Chamber che sta dividendo gli ascoltatori tra chi lo considera un capolavoro e chi, invece, lo vede come un prodotto troppo distante dalla proposta musicale iniziale del quintetto (sestetto quando si tratta di esibizioni live in quanto è presente il fido componente aggiuntivo Chilli Jesson) irlandese, con un abuso di elettronica, opinione quest’ultima che non mi trova d’accordo anzi, a mio avviso, questa componente è stata utilizzata col giusto dosaggio e va ad arricchire una proposta già valida di per sé.
Ad aprire le danze, in senso letterale, ci pensano i Chalk, duo post-punk industrial proveniente anch’esso dall’Irlanda, in principio nato come trio. Dopo l’abbandono del batterista Luke Niblock, sul palco troviamo Ross Cullen e Benedict Goddard accompagnati dal membro live Fiontan “Finn” McAleavey. 40 minuti di musica elettronica che scaldano a dovere l’ambiente tra brani provenienti dal disco d’esordio Crystalpunk e singoli precedenti ad esso, con il momento di spicco raggiunto con la bellissima “Longer” dai ritmi un po’ meno frenetici.
Arriva il momento più atteso e un pubblico eterogeneo e con una forbice molto allargata in riferimento all’età dei presenti canta a squarciagola l’apertura, affidata ad una registrazione di Se telefonando cantata da Mina, un brano che, a detta del frontman Grian Chatten, è stato fonte di ispirazione dell’ultimo disco.
Inizia così un percorso ipnotico, alienante, che parte da Tongue e trasporta sia i musicisti che i fan più antichi e quelli dell’ultima ora in un viaggio che attraversa decenni di musica alternativa perché, tutto si può dire, ma non che i Fontaines D.C. non sappiano cogliere le parti migliori di quei generi e sottogeneri a cui ormai abbiamo fatto l’abitudine, ovvero post-punk, trip hop, indie rock, synth pop, dark wave, grunge e via dicendo, mischiandoli sapientemente tra loro.
L’amore per l’Italia fa di nuovo capolino nelle poche parole di Grian prima dell’esecuzione di I Love You, brano nato come una dichiarazione romantica e allo stesso tempo di denuncia verso la città di Dublino, e qui dedicata a Paolo Sorrentino, regista di quel gran film che risponde al nome di La Grande Bellezza, fonte di ispirazione durante la scrittura dell’album Romance.
Dall’inizio alla fine del concerto è sempre presente una sincera malinconia di fondo che, oltre a farsi luce attraverso note e parole, si vede negli occhi di Grian, spesso rivolti al cielo, e soprattutto in quelli di Conor Deegan III, musicista iconico unico nel suo talento e nella sua staticità sul palco con il suo basso che fa però tremare le pareti del palasport.
Va fatto un plauso al frontman per aver avuto l’attenzione nel vedere che qualcuno nel pubblico non si sentiva bene, permettendo l’intervento del personale medico, prima interrompendo e poi eseguendo per una seconda volta dall’inizio Happy for You.
La band d’oltremanica ha dichiarato che, alla fine di questo tour, si fermerà per un po’ di meritato riposo, che sicuramente sfocerà in una nuova pubblicazione solista di Grian e in nuove esperienze del combo FDC DJs, che vede impegnati Carlos O’Connell, Conor Curley e Tom Coll, i due chitarristi e il batterista, che vanno ad esplorare la propria passione per la musica dance, spaziando tra house dal groove incalzante, techno e tech house dai bassi profondi, un set che li ha visti protagonisti anche al Locomotiv Club di Bologna dopo il concerto di questa sera.
I Fontaines D.C. si confermano come una band in continua evoluzione, con alcune imperfezioni e alcuni aspetti migliorabili in fase live ma genuini, coinvolgenti, privi di fronzoli e lustrini ma dediti solamente a suonare e a trasmettere energia attraverso i brani più potenti e forti emozioni attraverso quelli più riflessivi, come In the Modern World, tra quelli in assoluto più belli ed intensi giunti alle mie orecchie nell’ultimo decennio all’interno dell’intera discografia mondiale.
MARCO PRITONI
Credits: si ringraziano Comcerto, Studio’s Online, Live Nation e Unipol Arena per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.
Band Fontaines D.C.:
Grian Chatten – voce, tamburello
Conor Curley – chitarra, cori, basso
Carlos O’Connell – chitarra, tastiere, cori
Conor Deegan III – basso, tastiere, seconda voce
Tom Coll – batteria
Membro live:
Chilli Jesson – chitarra, basso, tastiere, cori
Band Chalk:
Ross Cullen – voce
Benedict Goddard – chitarra, synth
Membro live:
Fiontan “Finn” McAleavey – Batteria
Setlist Fontaines D.C.:
Se telefonando (Registrazione della canzone cantata da Mina)
Tongue
Here’s the Thing
Nabokov
Boys in the Better Land
Marianne
Jackie Down the Line
You Miss Me
Roman Holiday
A Hero’s Death
In the Modern World
Happy for You (Eseguita due volte in quanto la prima volta è stata sospesa per permettere l’intervento del personale medico nelle prime file del pubblico)
Big Shot
Death Kink
Mimesis
Bug
Favourite
Starburster
Encore:
Japan
Six Shot Morning
I Love You
Where Is Gone?
Setlist Chalk:
Can’t Feel It
Pain
Claw
Static
Get Fucked
Tongue
Bliss
Longer
Béal Feirste
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.



