SHHE – Thalassa
Pubblicato il 15 maggio 2026 da One Little Independent Records, THALASSA è articolato in sei movimenti per poco più di mezz’ora, seguendo un percorso che va dalla sommersione alla riemersione. Il titolo richiama l’antica dea greca del mare, ma l’acqua evocata da SHHE è tutt’altro che rassicurante: è una presenza primordiale, indispensabile e allo stesso tempo minacciata, capace di accogliere, nutrire e distruggere. Il concept nasce anche dall’esperienza di Shaw ad Alessandria d’Egitto, dove nel 2022 ha trascorso un periodo come musicista in residenza. L’idea originaria era quella di registrare il Mediterraneo attraverso idrofoni, ma la forte militarizzazione della costa rese impossibile effettuare le registrazioni. Da questa impossibilità nasce paradossalmente la forza di THALASSA: invece di riprodurre semplicemente il suono del mare, SHHE cerca di immaginarne una voce.
Ad aprire il viaggio è “Pneuma”, quasi sei minuti nei quali il respiro diventa materia musicale. Inspirazioni, vocalizzi e rarefazioni costruiscono uno spazio sospeso, oscuro, nel quale la voce non comunica attraverso le parole ma attraverso il corpo. È un ingresso graduale nelle profondità, una soglia oltre la quale la percezione cambia. “Katávasi” introduce un movimento più evidente: pulsazioni, sintetizzatori e stratificazioni vocali aumentano progressivamente la tensione. L’eleganza iniziale lascia spazio a qualcosa di più minaccioso, come se la discesa stesse portando verso una zona nella quale la luce non riesce più ad arrivare. Il minimalismo di SHHE non significa però staticità: piccolissime variazioni timbriche modificano continuamente la prospettiva. Con “Allásso” il disco diventa ancora più astratto. Rumori acquatici, interferenze elettroniche, bolle, impulsi e frammenti vocali sembrano provenire da un ambiente alieno. La melodia lascia spazio alla materia sonora e il brano assume quasi la forma di una colonna sonora per una civiltà sommersa. È probabilmente uno dei momenti nei quali emerge con maggiore evidenza la componente sperimentale del progetto. “Emfánisi”, oltre sette minuti, rappresenta uno dei vertici dell’album. Il suono si fa più denso, i sintetizzatori sembrano deformarsi sotto la pressione dell’acqua e la voce viene progressivamente inglobata nell’elettronica. Non c’è una vera esplosione: la tensione cresce per accumulo, attraverso mutazioni sottili ma continue. È musica che chiede attenzione e pazienza, premiando l’ascoltatore disposto a lasciarsi trasportare senza cercare necessariamente una struttura convenzionale. “Peras” è invece il momento più melodico e, contemporaneamente, quello nel quale il lavoro sul sintetizzatore modulare raggiunge la sua massima espressività. Brevi cellule elettroniche vengono continuamente trasformate, filtrate e deformate, passando da minuscoli impulsi a voragini sonore metalliche. Il brano sembra rappresentare il viaggio di ritorno verso la superficie, ma non offre una liberazione immediata: la metamorfosi continua fino a quando un grande respiro sembra finalmente rompere la tensione. Poi arriva “Anodos”, chiusura circolare che riporta il disco al respiro di “Pneuma”. Qui il silenzio assume quasi la stessa importanza del suono. Pochi elementi, vocalizzi più nitidi e una sensazione di fragilità concludono il percorso senza trasformarlo in una rassicurante redenzione.
Dal punto di vista produttivo, THALASSA beneficia enormemente del lavoro di Ben Chatwin, co-produttore, ingegnere e responsabile del mix, mentre il mastering è affidato a Heba Kadry. Tutti i brani sono composti, eseguiti e prodotti da Su Shaw. Il cuore dell’album è un sintetizzatore modulare personalizzato, strumento che permette a SHHE di costruire una materia elettronica estremamente organica, nella quale confini fra voce, strumento e ambiente diventano progressivamente indistinguibili. Un lavoro raffinato, inquieto e sorprendentemente coinvolgente, nel quale sperimentazione elettronica, ambient, voce e sensibilità ambientalista confluiscono in una forma personale e difficilmente classificabile. THALASSA non racconta semplicemente il mare: prova a farci sentire cosa significhi essere immersi in esso, e soprattutto cosa potrebbe accadere quando quell’equilibrio millenario comincia a spezzarsi.
MAURIZIO DONINI
Tracklist:
1 Pneuma 5:45
2 Katávasi 5:36
3 Allásso 4:59
4 Emfánisi 7:27
5 Peras 7:38
6 Anodos 3:07
Credits:
Data di uscita 15 maggio 2026
Etichetta: One Little Independent Records
Durata 34 minuti circa
Engineering e mix: Ben Chatwin
Mastering: Heba Kadry
Copertina album: Aya Tarek
Visual e video del progetto: Nurah Farahat
VOTO

Band:
SHHE (Su Shaw)
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.



