MARMOZETS – CO.WAR.DICE
Otto anni possono essere un’eternità per una band. Soprattutto quando quella band, nel 2014, aveva fatto irruzione sulla scena con un disco come The Weird And Wonderful Marmozets, capace di mescolare post-hardcore, alternative rock, math e una dose abbondante di follia adolescenziale. Da allora i Marmozets sono cresciuti, hanno cambiato prospettive, formato famiglia, attraversato una lunga pausa e, soprattutto, hanno dovuto capire se e come tornare a essere una band. CO.WAR.DICE. è la risposta. Il terzo album dei Marmozets, pubblicato da Nettwerk Music Group, arriva infatti senza la pretesa di ricreare il passato. La formazione è oggi ridotta a quattro elementi – Becca Macintyre alla voce, Jack Bottomley alla chitarra, Sam Macintyre al basso e Josh Macintyre alla batteria – e proprio questa nuova dimensione sembra aver restituito al gruppo una libertà diversa.
L’apertura con A Kiss From A Mother mette immediatamente in chiaro che i vecchi Marmozets non sono scomparsi, ma hanno cambiato pelle. Un’atmosfera quasi western, il fischio iniziale, la batteria che costruisce progressivamente la tensione e poi l’esplosione di chitarre e voce. Becca Macintyre conserva quella capacità di passare dalla dolcezza all’aggressività nel giro di poche battute, ma oggi la sua interpretazione appare più consapevole, meno interessata a dimostrare qualcosa e molto più concentrata sul raccontare. Poi arriva New York, con il suo andamento trascinante, quasi dance-rock, e subito dopo Cut Back, probabilmente il brano che meglio riassume il nuovo corso. È anche il pezzo che la stessa band ha indicato come primo ascolto consigliato: riff, groove, energia e un ritornello immediatamente riconoscibile. È qui che emerge la principale differenza rispetto al passato: CO.WAR.DICE. è decisamente meno interessato alla tecnica fine a se stessa e alla furia post-hardcore degli esordi. Le chitarre di Jack Bottomley continuano a essere fondamentali, ma lavorano spesso per sottrazione, costruendo groove e atmosfere invece di lanciarsi continuamente all’assalto. Swear I’m Alive apre una parentesi più intima e sospesa. L’elettronica entra con discrezione, mentre la voce diventa il centro emotivo del brano. È uno dei momenti in cui si percepisce maggiormente quanto siano cambiati i Marmozets: una band che un tempo avrebbe probabilmente trasformato questa materia in un’esplosione, ma oggi sceglie invece di lasciarla respirare. Running With The Sun In Your Eyes recupera movimento e tensione, con una componente noise e indie che si integra sorprendentemente bene nel quadro generale. Dandy, invece, è una vera sorpresa: una ballad delicata, affettuosa, quasi impensabile per i ragazzi che avevano conquistato il pubblico con la furia di The Weird And Wonderful Marmozets. Ma è proprio questo il punto: non sono più quei ragazzi. Like Last Night riporta il disco su territori più muscolari, con un riffing che strizza l’occhio al rock classico e agli Strokes, mentre Mes Désirs rappresenta uno dei momenti più interessanti dell’intero lavoro. Becca si muove attraverso registri differenti, dimostrando una duttilità vocale che probabilmente è uno dei risultati più evidenti della crescita artistica della band. Poi c’è You Want The Truth, appena 2:41 di punk e sfrontatezza: breve, diretto, senza fronzoli. Flowerz torna invece a giocare con la dimensione melodica e introspettiva, preparando il terreno per la conclusiva Keep Going Darling, oltre sette minuti che cercano una dimensione più ampia e dilatata. Ed è proprio nella parte finale che il disco mostra qualche limite. CO.WAR.DICE. funziona molto bene quando alterna aggressività, melodia, elettronica e groove; quando invece insiste sulle atmosfere dilatate, il passo tende a rallentare e la tensione non sempre viene mantenuta. Non è un problema di qualità delle singole composizioni, quanto piuttosto di equilibrio complessivo.
Non vuole essere il ritorno nostalgico dei Marmozets del 2014 e nemmeno la semplice evoluzione del precedente Knowing What You Know Now. È il risultato di persone che hanno vissuto otto anni lontano dai riflettori e sono tornate in studio con un’esigenza diversa. La stessa band ha raccontato di aver costruito molte delle nuove canzoni partendo dalle melodie vocali di Becca, sviluppando poi intorno a esse la componente strumentale: un approccio quasi opposto rispetto al metodo utilizzato per il debutto. Il risultato è un disco più adulto, più melodico e certamente meno aggressivo, ma non per questo privo di mordente. Otto anni dopo, sono ancora qui. Diversi, più maturi, forse meno incoscienti. Ma quando parte Cut Back, viene immediatamente voglia di alzare il volume.
MAURIZIO DONINI
Tracklist:
A Kiss From A Mother – 3:33
New York – 3:22
Cut Back – 3:03
Swear I’m Alive – 4:07
Running With The Sun In Your Eyes – 3:25
Dandy – 3:34
Like Last Night – 3:10
Mes Désirs – 3:37
You Want The Truth – 2:41
Flowerz – 3:39
Keep Going Darling – 7:34
Credits:
Pubblicazione: 15 maggio 2026
Label: Nettwerk Music Group, Bertus
Durata: circa 41’47”
Jonathan Gilmore – produzione
Andy Hawkins – produzione
Mark Rankin – mix
Matt Colton – mastering
Band:
Becca Macintyre (Bottomley) – voce
Jack Bottomley – chitarra
Josh Macintyre – batteria
Sam Macintyre – basso
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.




