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RANCID – Tomorrow never comes

RANCID – Tomorrow never comes

Emersi dalle paludi dei colletti blu di Berkley, in California, i Rancid sono ormai una band punk rock viva e che respira da oltre un quarto di secolo. A quanto pare, niente può ucciderli. Nel 1991, dopo la scomparsa della loro amata e ancora influente prima band, gli Operation Ivy, i membri fondatori Tim Armstrong (voce, chitarra) e Matt Freeman (basso, voce) decisero di fare l’impossibile: fondare una band ancora migliore. Firmando con la Epitaph Records, la band pubblicò il loro primo album, “Rancid”, nel 1993. Poco dopo, Lars Frederiksen (voce, chitarra) si unì alla band, perché… beh, gli dirai che non può? Il risultato, nel 1994, fu “Let’s Go”. La gente se ne è accorta. Nel 1995, Rancid pubblicò il classico disco di platino “…And Out Come The Wolves”. Ricordi ancora quando l’hai sentito per la prima volta. Hanno seguito con l’ancora più ambizioso “Life Won’t Wait” nel 1998, e nel 2000, Rancid ha pubblicato un altro album intitolato “Rancid”, solo per vedere se qualcuno stava prestando attenzione. Dopo “Indestructible” nel 2003, Branden Steineckert (batteria) si è unito per consolidare l’attuale formazione dei Rancid. Successivamente hanno pubblicato gli album “Let The Dominos Fall” (2009), “Honor Is All We Know” (2014) e “Trouble Maker” (2017). Nonostante tutto, Rancid è rimasto ferocemente indipendente, senza mai perdere la lealtà verso la comunità o l’un l’altro. La loro musica affronta questioni politiche e sociali, bilanciando storie personali di amore, perdita e crepacuore con l’atteggiamento. Rancid offre ai propri ascoltatori una comunità a cui tutti possono appartenere. Portando avanti le tradizioni e lo spirito delle band punk rock originali che sono venute prima, i Rancid sono diventati una leggenda e un’ispirazione per le band punk che sono venute dopo. Sono l’incarnazione vivente del punk di East Bay. E se non sai tutto questo ormai, non stai suonando la loro musica abbastanza forte!

Gran bel ritorno quello dei Rancid, non si può più parlare di rivoluzionare il mondo, ma questo Tomorrow Never Comes è fatto di una carrellata di brani in purissimo stile punk a livello seminale. Da 1 a 2 minuti mediamente la durata, attacchi precisi e aggressivi come l’opening della titletrack Tomorrow never comes, brani accattivanti con i cori di Devil in disquise e Don’t make me do it, non ci sono delle possibili radio hits a prima vista, ma l’album segue una sua linea ben precisa e trasmette una vitalità che porta l’ascoltatore a pogare sotto il palco anche in un ascolto da studio. La qualità è sempre mediamente alta e non ci sono cadute in nessun momento, linee ritmiche nette e potenti, suoni vivi, per ogni amante del punk come si deve questo è un disco che fa bene possedere.

MAURIZIO DONINI

Tracklist:

  1. Tomorrow Never Comes 02:25
  2. Mud, Blood, & Gold 01:12
  3. Devil In Disguise 01:58
  4. New American 02:37
  5. The Bloody & Violent History 02:14
  6. Don’t Make Me Do It 00:58
  7. It’s a Road to Righteousness 02:18
  8. Live Forever 01:21
  9. Drop Dead Inn 02:01
  10. Prisoners Song 02:21
  11. Magnificent Rogue 01:25
  12. One Way Ticket 01:50
  13. Hellbound Train 01:25
  14. Eddie the Butcher 01:34
  15. Hear Us Out 01:26
  16. When The Smoke Clears 01:39

Credits:
released June 2, 2023
Label: Epitaph Records
Produced by Brett Gurewitz
Recorded at: Ship-Rec Studios, Los Angeles, CA.
Engineered & Mixed by: TJ Rivera
Assistant engineer: Sergio Chavez
Mastered by Ted Jensen @ Sterling Sound
Studio techs: Anders Aho, Mike Fasano
Background Vocals: Brett Gurewitz
Managment Kevin Wolff & Dan Hodge @ Ceremony Music Group
Artwork and layout: J Bonner & Tim Timebomb

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VOTO

Band:
Tim Armstrong – Guitar + Vocals
Matt Freeman – Bass + Vocals
Lars Frederkisen – Guitar + Vocals
Branden Steinekert – Drums 

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