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MIMOSA – REAL LIFE

MIMOSA – REAL LIFE

Real Life è il nuovo album di Mimosa Campironi, musicista, compositrice e attrice la cui ricerca nasce nel punto in cui musica e teatro smettono di essere linguaggi separati: il suono diventa gesto, il corpo diventa strumento e la presenza entra nella composizione.

Real Life è un album che nasce dallo stesso corpo di Mimosa davanti a un pianoforte.

In un momento in cui le parole e le forme già conosciute non erano più sufficienti, l’artista comincia a suonare senza una partitura prestabilita, affidando al gesto, all’ascolto e alla memoria musicale la possibilità di costruire una forma nel presente.

Accade per la prima volta nella casa di Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), a Pordenone. Mimosa si siede al pianoforte e lascia che la musica emerga istintivamente. Toffolo riconosce in quel gesto l’inizio di un’opera e, quando lei finisce di suonare, le dice: «La prossima volta te lo faccio trovare accordato».

Qualche mese dopo Mimosa torna in quella casa, appartenuta in passato ad un mago. Nel seminterrato, per quattro giorni, vengono registrate ore di musica. Il pianoforte diventa il centro di un piccolo rito collettivo: intorno ci sono amici, produttori, persone arrivate per caso o rimaste ad ascoltare. È Capodanno, il camino è acceso, si parla, si brinda, si attraversano le stanze. Una gatta di nome Celestina dorme sul petto di Mimosa e poi corre sulla tastiera del pianoforte, producendo con le zampe piccoli cluster di note.

La vita della casa non viene separata dalla registrazione. Le voci, i respiri, il fuoco, il movimento delle persone, il rumore degli oggetti e degli strumenti entrano nella musica e ne diventano parte.

«Real Life non cerca di sottrarre la musica alla vita, ma lascia che la vita entri nella composizione.»

Il materiale musicale nasce attraverso sessioni di improvvisazione. Improvvisare, in questo lavoro, non significa procedere casualmente o suonare “lì per lì”: significa comporre nel presente. Dentro ogni gesto agiscono gli anni di studio del pianoforte, la memoria musicale, l’istinto melodico e l’ascolto dello spazio. Ogni scelta modifica ciò che può accadere dopo e conduce verso una forma non stabilita in anticipo, ma necessaria nel momento in cui prende vita.

Il corpo decide prima che il pensiero possa spiegare. Il peso delle mani, la pressione delle dita, il respiro e la postura modificano il suono e determinano la direzione della musica. L’improvvisazione diventa così una forma rigorosa di presenza: una scrittura che accade mentre viene eseguita e che non può essere riprodotta nello stesso modo.

Anche il pianoforte non viene trattato soltanto come uno strumento, ma come un corpo con cui entrare in relazione. Mimosa ne apre la cassa armonica e interviene direttamente sulle corde con un plettro; vi appoggia piccole catene per alterarne la vibrazione; introduce campanelli e oggetti trovati sul posto. Al pianoforte si affiancano una fisarmonica e un piccolo organo meccanico degli anni Sessanta, la cui ventola produce un respiro sonoro quasi autonomo. Il gesto diventa udibile: il movimento non serve semplicemente a produrre la nota, ma entra nella composizione insieme all’attrito, al rumore e alla vibrazione.

In Real Life agisce anche la formazione teatrale di Mimosa Campironi. Non perché il disco costruisca un personaggio o segua una narrazione, ma perché considera la musica come un evento: un corpo presente in uno spazio, osservato e modificato dalla presenza degli altri. Come in teatro, ciò che accade non può essere replicato esattamente. Può essere attraversato di nuovo, ma ogni volta produce un tempo, una tensione e una relazione differenti.

La casa, il seminterrato, le persone di passaggio, la gatta, il fuoco e gli oggetti non sono uno sfondo. Sono presenze sceniche e sonore che agiscono sull’esecuzione. La registrazione conserva non soltanto le note ma anche il luogo, il gesto e le condizioni irripetibili che le hanno fatte nascere.

Le influenze del disco appartengono profondamente alla formazione e agli ascolti di Mimosa. Ci sono gli anni di studio pianistico e la sensibilità timbrica di Claude Debussy; c’è l’amore per Keith Jarrett e per la sua capacità di far emergere una forma musicale dall’ascolto del momento, pur senza che Mimosa si definisca una pianista jazz. C’è infine il rock, non necessariamente come sonorità riconoscibile, ma nel modo di trattare l’energia: costruire una struttura, portarla al limite e, quando serve, romperla per aprire una possibilità nuova.

Terminati i quattro giorni di registrazione, rimangono molte ore di musica. Nei mesi successivi Mimosa, Davide Toffolo e il fonico Enrico Berto portano con sé il materiale durante un viaggio in Sardegna. Lo ascoltano in automobile mentre attraversano l’isola, riconoscendo progressivamente i momenti destinati a entrare nel disco. Da quell’ascolto condiviso nascono la scelta dei quattordici brani e la loro sequenza. Il montaggio e la costruzione della scaletta diventano così una seconda fase compositiva: non una correzione di ciò che è accaduto ma il riconoscimento della forma già contenuta nelle registrazioni.

Alla base del progetto c’è un’idea di umanità. La melodia è intesa come ricordo dell’anima e voce che prende la forma del cuore; il tempo come battito irregolare della vita; l’armonia come spazio tra il progetto individuale e la presenza degli altri. L’errore non viene cancellato, perché niente nell’esperienza umana è perfetto, costante o immobile.

Real Life trasforma l’ascolto in un rito condiviso. È un’opera nella quale musica e vita, composizione e imprevisto, suono e rumore non vengono separati. Il disco conserva la traccia di un corpo che incontra uno strumento, uno spazio e altre presenze.

«Non è soltanto musica eseguita davanti a qualcuno: è un gesto musicale e teatrale modificato da chi, in quel momento, è presente.»

In un tempo in cui tutto può essere registrato, archiviato, condiviso, consumato e dimenticato in pochi secondi, in un tempo in cui la musica è ovunque ma spesso non accade più davvero davanti a noi: diventa sottofondo, contenuto, file, immagine, traccia da scorrere, Mimosa Campironi ci dona un regalo enorme, un piccolo gioiello che, per tutta la sua durata, ci fa dimenticare la superficialità dilagante presente nei giorni contemporanei.

Real Life non rifiuta la registrazione né la tecnologia: domanda che cosa possa rimanere di un evento irripetibile quando diventa una traccia. Il disco non cerca di separare la musica dalla vita, ma conserva il momento in cui la vita è entrata nella composizione.

Nella forma dal vivo, anche il pubblico diventa parte integrante della performance. Non è soltanto musica eseguita davanti a qualcuno: è un gesto musicale e teatrale modificato dalla presenza di chi, in quel momento, è lì.

Un disco che non è solo un disco ma un narratore di momenti di vita, di piccole esperienze, in cui l’ascolto torna finalmente ad essere protagonista.

MARCO PRITONI

Tracklist:

01. Fuoco
02. La gatta Celestina
03. Capodanno uno
04. Tu
05. Fare piano a fine serata
06. Senza pensarci troppo
07. L’assenzio col ghiaccio
08. Portapillole
09. Lasciarsi andare
10. Il salice dalla finestra
11. Debussy sulla stufa
12. Nostalgia medicina
13. Camila arriva da lontano
14. Asbrubulandus

Credits:
Una produzione: La Tempesta Dischi
Produzione esecutiva: Davide Toffolo
Produzione artistica: Davide Toffolo, Enrico Berto, Mimosa Campironi
Musica di: Mimosa Campironi
Pianoforte preparato, fisarmonica e organo meccanico: Mimosa Campironi
Registrazione: Enrico Berto presso la Casa del Mago
Mix: Enrico Berto/Psychedelic Box Studio
Mastering: Francesco Marzona/Birdland Studio, Udine
Fotografie: Alice Bertini

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