LA MUSICA DEI CIELI Dal 4 al 19 dicembre 2026

Un’edizione ancora più speciale in cui verranno celebrati i 30 anni dalla nascita del festival
GIOVANNI LINDO FERRETTI – MONI OVADIA –  DAVIDE “BOOSTA” DILEO – ENZO AVITABILE E PEPPE SERVILLO – MARCEL KHALIFE & RAMI KHALIFE – MARIANGELA GUALTIERI – NAPOLI DEI CIELI – DUO DRAGONFLY – ELENA LEDDA – CYBÈLE LE BUIS KAYAN KHALOR – PANKISI ENSEMBLE – SULAF – PIPO ROMERO – MICHAEL GUTTMAN & JING ZHAO  CAROLINA DESLANDES – THE LOWCOUNTRY GOSPEL SINGERS – GIULIO CONSOLI & LEONARDO MORETTI

Dal 4 al 19 dicembre torna La Musica dei Cieli, la rassegna che porta concerti nelle chiese di Milano e provincia. Il 2026 segna un anniversario significativo: la manifestazione celebra infatti la sua trentesima edizione. Dal 1996 La Musica dei Cieli ospita alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali che, nel loro percorso artistico, hanno sperimentato il rapporto tra musica e spiritualità. Il festival promuove la conoscenza e il dialogo tra le culture attraverso una serie coordinata di concerti nei luoghi di culto della Lombardia, in particolare a Milano. Fin dalla sua nascita, il festival ha offerto l’occasione di ascoltare musiche provenienti da tradizioni antiche o lontane e di riflettere sui nessi antropologici, come il sacro e la spiritualità, che i nostri tempi tendono a semplificare e ad omologare ai processi di comunicazione. Il linguaggio universale della musica può essere un ponte tra civiltà diverse e un’occasione d’incontro vero, non mediato da alcun dispositivo: in definitiva restituzione all’umano della competenza sull’umano.

Anche quest’anno il programma sarà costellato da artisti internazionali e nazionali che si esibiranno in progetti presentati dal festival in prima assoluta.
La rassegna si apre con due concerti presso la Chiesa di San Vincenzo in Prato.
Venerdì 4 dicembre, protagonista sarà Davide “Boosta” Dileo, cofondatore dei Subsonica, che presenterà al pubblico Pianorama, il suo nuovo progetto discografico, in cui la ricerca elettronica incontra nuove suggestioni sonore.
Sabato 5 dicembre, spazio all’incontro tra tradizione e contemporaneità con una prima in esclusiva nazionale del duo libanese formato da padre e figlio, Marcel Khalife & Rami Khalife, nel solco della grande spiritualità musicale mediorientale.

Lunedì 7 dicembre, a Tempio Valdese, saranno protagoniste le atmosfere evocative del duo femminile Duo Dragonfly composto dalla violoncellista Naomi Berrill e dalla violista Danusha Waskiewicz. Martedì 8 dicembre, nell’hinterland milanese, a Cologno Monzese, il dialogo musicale proseguirà con due giovanissimi interpreti: Leonardo Moretti al pianoforte e Giulio Libero Consoli al violino.

Giovedì 10 dicembre doppio concerto nella Chiesa Cristiana Protestante: la voce di Elena Ledda, protagonista di Cantendi a Deus, un progetto dedicato interamente al canto sacro. In apertura la contrabbassista Cybèle Le Buis con un omaggio alle canzoni di Georges Brassens attraverso una rilettura intima ed essenziale.

Sempre Giovedì 10 alla Chiesa di San Gervaso e Protaso, con The Art of Improvisation in Iranian Music, incontro tra improvvisazione e tradizione musicale iraniana che vedrà protagonisti il maestro del kamancheh Kayan Khalor e Kiya Tabassian, virtuoso del setar persiano, per una prima assoluta nazionale.

Venerdì 11 dicembre, la Chiesa Cristiana Potestante ospiterà DUET , progetto che riunisce Enzo Avitabile e Peppe Servillo: un percorso musicale dedicato alla memoria e identità di un Sud che diventa stato dell’animo e della condizione umana.

Sabato 12 dicembre, nella Chiesa di Sant’ Antonio Abate il Pankisi Ensemble, gruppo interamente femminile, porterà in scena la tradizione musicale Georgiana, dai canti epici alle invocazioni sufi fino alle canzoni d’amore. La serata sarà aperta dal progetto Napoli dei Cieli nel quale Peppe Servillo propone un incontro con la musica e la parola napoletana e la rappresentazione che questa cultura ha fatto da sempre dell’aldilà: un universo in cui ironia, senso tragico e spiritualità si intrecciano in un racconto radicato nell’immaginario partenopeo.

Lunedì 14 dicembre, sempre nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, la poesia tornerà protagonista con Mariangela Gualtieri, che, accompagnata da Lemmo metterà in scena Ruvido Umano in un incontro tra parola, voce e musica.

Martedì 15 dicembre, doppio appuntamento. Alla Chiesa di Sant’Antonio Abate, si esibirà Sulaf, cantante, oudista e compositrice sudanese, che intreccia ritmi di radice nubiana, tradizioni devozionali e influenze folk in un universo sonoro ricco di sfumature. Al Tempio Valdese, il chitarrista e compositore spagnolo Pipo Romero, esplorerà le potenzialità del fingersyle, fondendo flamenco, ritmi latinoamericani e influenze folk in un linguaggio musicale originale e coinvolgente.

Mercoledì 16 dicembre, il programma si arricchirà delle contaminazioni artistiche di Guttmann, violinista e direttore d’orchestra belga, atteso al Tempio Civico di San Sebastiano. Nella stessa giornata, alla Chiesa San Martino a Bollate i Gospel Voices Family, non un semplice coro, ma un ensemble in cui le voci si intrecciano in armonie ricche e vivaci, generando un sound potente e trascinante.

Giovedì 17 dicembre, il Tempio Civico di San Sebastiano ospiterà la violoncellista portoghese Carolina Deslandes che porterà per la prima volta in Italia il suo nuovo progetto “Chorar no Club” in trio. Alla Basilica di San Vittore al Corpo sarà invece protagonista Moni Ovada, cantastorie e interprete dalla cultura yiddish, con Laudato si’, spettacolo ispirato all’enciclica di Papa Francesco e accompagnato dalle musiche dal vivo di Stefano Albarello.

Il festival si conclude sabato 19 dicembre nella Basilica di San Vittore al Corpo  con Giovanni Lindo Ferretti, figura chiave della musica alternativa italiana e leader di colossi quali CCCP e C.S.I., che con Percuotendo, in cadenza, intreccia parola, canto e suono attorno a testi poetici e autobiografici. Dopo un nuovo viaggio in Mongolia, tra fede, appartenenza e ritorno alle origini, Ferretti ripercorre giorni, mesi e anni trascorsi tra lo spazio pubblico dei palchi e la dimensione intima della vita sui monti.

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