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ROSSANA CASALE – Intervista alla cantante per il progetto con Grazia Di Michele e Mariella Nava

ROSSANA CASALE – Intervista alla cantante per il progetto con Grazia Di Michele e Mariella Nava

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Rossana Casale è una cantante, musicista che non ha bisogno di presentazioni. In occasione del progetto Cantautrici che la vede in compagnia di altri due grandi nomi della musica italiana come Grazia Di Michele e Mariella Nava e per l’uscita del singolo “Segnali Universali” a cui ne seguirà un album completo nel 2021, l’ho raggiunta via Skype per un’intervista molto interessante. Di seguito il resoconto dell’intervista.

Ciao Rossana, come stai? Benvenuta su Tuttorock! E’ un vero piacere parlare con te!
Ciao Fabio, tutto bene grazie! E’ un piacere anche per me!

Ti va di parlarmi subito di questo nuovo trio che ti vede collaborare con altre due grandi artiste come Mariella Nava e Grazia Di Michele?
L’idea è nata in maniera abbastanza naturale. Eravamo in una conferenza stampa, sedute una affianco all’altra e io le ho guardate e ho detto “Ma perché non facciamo un concerto insieme noi tre?”. Grazia ed io è dai tempi del Festival di Sanremo che non lavoravamo più insieme. E’ stata poi Mariella a proporre di scrivere insieme un brano anche a sostegno del tour. Abbiamo iniziato così a scrivere un brano, poi due, poi tre, poi quattro, poi abbiamo trovato un arrangiatore. Abbiamo quindi già quasi terminato un album, anche se abbiamo ancora del lavoro da fare. Speriamo di farlo uscire nella primavera del 2021, con la speranza di poter ripartire con il tour, perché abbiamo perso un sacco di concerti. Uscirà fuori un lavoro molto interessante perché siamo tre artiste molto diverse l’una dall’altra. Con Grazia avevamo già trovato un terreno comune, non tanto con “Amori Diversi”, con un brano che non ricordo bene, ma doveva essere interpretato da Massimo Ranieri o da Gianni Morandi e poi ci siamo ritrovate, grazie a Lucio Fabbri che aveva avuto un’ottima intuizione, insieme a Sanremo. Abbiamo poi scritto insieme alcuni album per me e per lei. E’ stato un incontro molto importante anche perché quando degli artisti si incontrano devono trovare un terreno dove far nascere le cose e con Mariella ero molto curiosa di come potevamo trovare questo incontro ed è sempre la musica etnica che alla fine ti fa incontrare, oltre ai testi, ai principi, ai valori e delle cose di cui vuoi parlare e ne vuoi parlare in maniera molto profonda ed importante. “Segnali Universali” è stato il primo brano che abbiamo scritto insieme a cui è seguito un altro brano che abbiamo già presentato in concerto e che si intitola “Cantautrice” e che dà anche il titolo al nostro progetto. “Segnali Universali” è nato da un giro di accordi e dalla voglia di dire delle cose. Questo giro di accordi ci ha fatto creare una melodia e adattare il testo. All’inizio l’idea era di parlare di amori universali, ma poi abbiamo optato per i segnali universali che arrivano dal Dio dell’Universo, che poi ognuno può chiamarlo come vuole, amore o Dio o anche Universo o quello che è. E’ nato così questo testo e devo dire che ci abbiamo lavorato molto intensamente.

Essendo appunto tre artiste molto diverse tra voi, tu più vicina al jazz, Mariella e Grazia più vicine al cantautorato e per me siete sempre state anche negli anni 80 le artiste più impegnate in Italia sia musicalmente che nei testi, quale è stato il vero punto di incontro che vi ha permesso di scrivere i brani del futuro album?
Sicuramente le radici, gli ascolti che tu hai fatto, Mariella ama molto la musica brasiliana, etnica e la musica di tutti i popoli, anche la musica africana, lei ha una partenza con la musica etnica sicuramente più forte di noi, perché lei è del sud, i ritmi che lei sente sono molto legati all’uomo, molto tribali. Grazie anche al nostro arrangiatore, Phil De Laura che ha una moglie in parte indiana e ha un coro e usa la voce per dei canti indiani, ci ha portato lentamente, attraverso le percussioni ad avere questa cadenza indiana. Pensa che avevamo anche pensato di fare un video tipo Bollywood, ma poi il lockdown ci ha fermato e abbiamo trovato queste due artiste strepitose che hanno ideato il video.

Infatti è un bel video, quindi l’idea di cambiarlo è stato per l’impossibilità di girare video per via del lockdown?
Queste due artiste collaborano da anni con Grazia, ognuna di noi ha il suo mondo creato, abbiamo anche caratteri diversi, io sono più pragmatica, Grazia è più concentrata sull’ascolto e sulla scrittura sul pianoforte e ha nel tempo costruito la sua vita artistica incredibile, perché lei oltre a fare album produce anche giovani cantautrici, scrive libri e si dedica anche al teatro e Mariella oltre ad avere una sua etichetta discografica, produce giovani musiciste. Io ho portato alcuni miei musicisti nella band del tour. Le due artiste che ti dicevo si chiamano Fabiana Iacolucci e Valentina Calvani e hanno fatto un grande lavoro, hanno impiegato molto a farlo perché ogni singolo frammento deve dire qualcosa ma sena essere troppo didascalico, hanno usato quindi una simbologia, hanno usato l’arte, ad un certo punto c’è Mariella che vola come nei quadri Chagal, succedono molte cose nel video e ci sono molte belle immagini. Poi noi siamo ritratte anche in una maniera giusta caratterialmente.

Hai accennato prima che ci sono altri brani pronti per l’album che uscirà il prossimo anno. Sono sempre musicalmente vari? Puoi anticiparci qualcosa?
Diciamo che una strada l’abbiamo presa, saranno vari me neanche troppo perché abbiamo trovato un punto d’incontro. Ci sarà un brano che ho scritto che racconta di una valigia, che poi è la mia vita, la vita di un artista, una valigia piena di cose, non solo di oggetti, ci sono anche i pensieri, le gioie, i dolori, i propri principi e il proprio credo. Questa valigia è vecchia e molto usata ed è stretta con un laccio, ma è una valigia molto fedele e ha una rotella rotta, l’ho chiamata “la rotella anarchica”, quando la trascino con me è come se ballasse e quest’immagine rappresenta la mia vita. Mariella invece quando ha messo le mani sul pianoforte ha scritto un brano alla Paolo Conte, è un brano bellissimo, molto strano e particolare e stranamente è partito dalla mente di Mariella che solitamente non scrive brani con influenze jazz e nasce così questa voglia di incontrarsi, infatti in questo album ci sarà un brano che ognuna ha scritto per l’altra, Grazia ha scritto un brano per me, io per Mariella e Mariella per Grazia e lì nascono delle cose molto belle. E’ un album fatto di tante cose, parliamo sicuramente dei mille discorsi che ci facciamo anche perché ci sentiamo tutte le mattine, anche molto presto, ci scriviamo anche e parliamo di tutto, di quello che sta succedendo e parliamo anche come cittadine della terra, come madri e come amanti anche degli animali, sono dialoghi molto ampi di tre donne che fanno arte.

Tutto questo, tutti questi vostri dialoghi sono finiti poi in parte nei vostri testi?
Assolutamente si!!

Oggi sembra non solo che il mondo stia impazzendo, ma è l’umanità che sta impazzendo secondo me. Si pensa solo a innalzare muri, si semina odio. Cosa sta succedendo secondo te? A me sembra che stiamo tornando indietro di tantissimi anni!
Noi cerchiamo con le nostre canzoni di trasmettere un richiamo. Ogni cosa che facciamo nella vita dovrebbe servire a qualcosa. Sento tante persone che non sono mai contente di niente, sempre a lamentarsi in un periodo così difficile, per me vuol dire non ascoltare e di non essere presenti perché quello che sta succedendo non è solo quello che sentiamo nei telegiornali, non è solo cronaca, ma è quello che sta succedendo all’essere umano, ai nostri figli, alla natura. In “Segnali Universali”, che abbiamo scritto in tempi non sospetti, quando hanno iniziato a parlare di pandemia, noi ci siamo guardate e ci siamo dette, noi abbiamo scritto nel testo “arriva una tempesta che ci farà cambiare” e “Che abbiamo tutti lo stresso destino e beviamo tutti lo stesso vino e mangiamo tutti lo stesso pane”. Abbiamo detto delle cose che erano già nell’aria. Stiamo troppo violentando la terra, la natura, stiamo alterando troppo le cose e prima o poi la natura stessa e l’universo, devono ritrovare il proprio equilibrio e lo fa in una maniera così violenta, ma tutto questo lo creiamo noi, io già avevo cantato “…e la pace che non c’è devi coltivarla in te” e che è un credo che io ho e sono principi che io insegno a mio figlio, gli dico sempre” tutto quello che tu sposti, prima o poi dovrà ritrovare un suo equilibrio”. Dobbiamo stare quindi molto attenti a come ci comportiamo, anche all’odio che uno butta fuori, anche la rabbia, il dolore, la tristezza, noi siamo proiettati sempre verso noi stessi, abbiamo questa telecamera sempre puntata verso di noi, è un selfie perenne e ci mettiamo sempre in primo piano e al centro dell’universo, ma non lo siamo e prima o poi la natura ci chiederà il conto ma in maniera molto forte. Cerchiamo di apprezzare quello che abbiamo, anche le piccole cose e non è una cosa religiosa, ma è per la nostra vita. Per me l’uomo ha perso il controllo di se stesso e questo è pericoloso. Tutto questo è “Segnali Universali”, avevamo bisogno di dire quello che sentivamo dentro. Abbiamo scritto anche un altro brano, “Sotto Questo Cielo”, dove noi abbiamo immaginato una donna con in braccio il figlio su una di queste navi e c’è una speranza, il testo dice “mio figlio vedrà un altro cielo, un cielo che non si spaventa, che non ha giudizio e che non pone distanza”. E’ il sogno di una madre di poter salvare suo figlio dal razzismo, dalla violenza, dalle guerre. E’ un brano a cui ci teniamo tantissimo e mi preme di dire che noi sosteniamo Emergency e in ogni città dove suoneremo ci sarà un rappresentante di Emergency che avrà il suo spazio per parlare.

Nel comunicato stampa dite che “c’è un urgenza di recuperare la capacità di ascoltare”, oggi quindi non ascoltiamo più?
Si, come ti dicevo prima, ascoltando capisci i rischi che stiamo correndo e regolarci su come affrontare il problema. Basterebbero tanti piccole gesti per poter cambiare le cose.

Oggi infatti abbiamo perso la voglia di ascoltare, vogliamo imporre le nostre idee e basta!
Si, vogliamo imporre solo le nostre idee e basta, senza ascoltare. Poi sui social le imponiamo anche in maniera violenta e te lo dico per esperienza, io per aver espresso un mio pensiero politico ho preso più di 100.000 haters in soli 2 giorni.

Tu oltre ad essere una cantante, sei anche insegnante, hai avuto anche esperienze come attrice, continuerai anche per quella strada?
Io sono principalmente una musicista, poi ho avuto la fortuna nella mia vita di incontrare Pupi Avati e altri bravissimi registi e autori con cui ho fatto bei lavori, ma io devo e voglio continuare con la musica e poi per tutto il prossimo anno sarò impegnata con questo progetto, ma poi torneò a mettere le mani sul pianoforte. Mi manca molto il palco, cantare dal vivo, è una vera sofferenza e anche per chi ci lavora, per molti è un grandissimo problema anche economico ed è anche un grande problema per in giovani che si affacciano in questo mondo.

Hai parlato di giovani e mi viene da chiederti una cosa visto che tu sei stata vocal coach di X-Factor. Oggi sembra che per un giovane artista per far strada debba passare per forza attraverso i talent, mentre una volta si vedeva la creatività e si faceva una forte gavetta e questo penso che tu, Mariella e Grazia me lo potete confermare, è proprio così?
No, non deve passare per forza dai talent, ma il talent è spettacolo e dietro le quinte si lavora tantissimo ed è pieno di professionisti e dietro X-Factor ci lavorano tantissime persone, ma è spettacolo. “E’ la musica che gira intorno” per citare una famosa canzone e che non fa la storia della musica e si spera di tornare poi a un umanesimo musicale dove possano nascere nuovi nomi. Oggi c’è internet e i ragazzi si fanno conoscere attraverso il web.

Ok grazie Rossana, è stata un’intervista molto significativa e profonda. Chiudila tu, un messaggio per i tuoi tanti fan e i nostri lettori.
Il nostro è un progetto che nasce da una sincerità e da una grande passione di 3 donne che fanno musica da tanto tempo e che hanno la stessa passione di un bambino o di un ragazzino che ha appena imparato a suonare la chitarra, è un progetto fatto sicuramente di buoni propositi e non ha niente a che fare con la contemporaneità e andiamo per la nostra strada, però ci sono tante belle parole da ascoltare. Venite a sentirci in tour quando si potrà. Seguire la musica e la sua cultura è importante perché la cultura rende liberi e quello che dico a mio figlio è di non farsi mai manipolare, ma di pensare, perché è molto importante. Pensate! Ascoltate! La musica deve parlare e si deve rinnovare sempre.

FABIO LOFFREDO