DARIO DISTASI – Intervista al cantautore e musicista che presenta il nuovo singolo

In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Where The Wind Blows”, uscito per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy ho avuto il piacere di intervistare Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi), cantautore e musicista italiano dal respiro internazionale, attivo sulla scena da oltre dieci anni. La sua proposta musicale è un pop senza tempo, capace di unire la complessità tecnica del suo background strumentale a una scrittura essenziale ed evocativa, pensata per emozionare un pubblico trasversale (target “teen+”, dai 15 ai 40 anni e oltre).

Ciao Dario e benvenuto su Tuttorock, “Where The Wind Blows” è il tuo nuovo singolo da me molto apprezzato, come sta andando a livello di critica e di ascolti?

Ciao Marco! Innanzitutto, sono felice che questo nuovo singolo ti piaccia.

Per me è un brano che è un po’ un mondo a sé, devo dire che sono entusiasta del responso che sta ricevendo e dell’impatto che il singolo ed il video stanno avendo.

Raccontami un po’ la genesi del brano.

Where The Wind Blows è nata nel modo più semplice possibile, chitarra acustica e voce, perché cercavo proprio un brano onesto, minimale. Poi è seguito un lavoro di arrangiamento che ha portato il brano dove doveva andare…

Parla di rifiutarsi di essere chi qualcuno, magari anche una persona importante, vorrebbe che fossimo quando questo va in conflitto con la nostra integrità.

Per il video ti sei affidato completamente al regista o sei partito da una tua idea?

Avevo chiaro in mente il tipo di mood che avrei voluto trasformare in immagini. Misurato, elegante, qualcosa che mi ricordasse un film di Woody Allen. Diego Mercadante, il regista, e la sua troupe sono stati molto bravi a realizzare quello che immaginavo. Il video è impreziosito dall’aggiunta di un riferimento ad un’opera di Marina Abramovic.

Quando e com’è avvenuto il tuo avvicinamento alla musica?

È partito tutto da un riff, che ho ascoltato da bambino: da quel momento ho deciso che sarei stato un chitarrista.

Ho girato l’Italia per studiare e perfezionarmi, ma nel frattempo nasceva in me la passione per il songwriting e per il canto.

Hai affrontato un lungo periodo di studi, quanto ritieni sia importante la parte didattica per fare della musica un lavoro?

Ognuno approccia il songwriting a suo modo, ma credo che apprendere e interiorizzare sia importante. È quello che ho cercato di fare. Poi devi dimenticare, nel senso che l’uso dei tuoi strumenti e metodi deve diventare naturale, istintivo.

Hai vissuto per 5 anni a Manchester, cosa ti ha dato quell’esperienza?

Consapevolezza. Sono andato a fare il songwriter – in inglese – a casa di chi ha inventato quella musica. Difficile, da incosciente, ma incredibilmente rewarding.

Ti faccio la stessa domanda riguardo al periodo passato a Nashville negli Stati Uniti.

C’era qualcosa nella mia ricerca del suono che doveva passare da lì. Le mie influenze da questo punto di vista hanno sempre a che fare con il mare: sono d’oltremanica o d’oltreceano, ma per quanto riguarda il lavoro in studio credo di cercare una produzione più US-oriented. Il lavoro fatto in Tennessee ha fatto molto per scolpire la mia identità sonora.

Ti chiedo quali sono i dieci dischi dai quali non potresti mai separarti.

Dieci sono pochi… in ordine casuale:

Dave Matthews Band – Before These Crowded Street

Muse – Absolution

Alter Bridge – Blackbird

Oasis – Definitely Maybe

Rush – Moving Pictures

Audioslave – Audioslave

The Beatles – The White Album

Metallica – Black Album

Elton John – Goodbye Yellow Brick Road

Bryan Adams – Reckless

Qual è il tuo più grande sogno artistico?

Sono innamorato delle colonne sonore. Scriverne una per un film con la partecipazione di Michele Placido è stata una grande soddisfazione, mi piacerebbe ripeterlo, magari anche con un mio singolo.

Quali sono i tuoi prossimi impegni musicali?

Per l’immediato futuro, sto lavorando a nuovi singoli, videoclip e alla dimensione live. Non mi fermo qui, è una fase piena di progetti.

Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.

Grazie a te.

Ai lettori dico che ci sarà molta musica in questo 2026 e di seguirmi sul mio canale YouTube.com/dariodistasi e sui social instagram.com/dario_distasi ; facebook.com/dariodistasi

MARCO PRITONI