KRIMEA – ARE YOU HUMAN?
Are you human? è l’album di debutto del duo veneziano Krimea, prodotto negli USA.
In stile nettamente synthpop e electrowave, affonda solide radici nelle sonorità anni ’80. Ne rielabora le atmosfere in chiave malinconica e ballabile, con punte di oscurità e qualche spiraglio di luce a filtrare da quel “mar nero” che circonda il concept del nome stesso Krimea.
Are you human? si presenta con il botto iniziale del primo singolo This Pleasure; dopo un breve fade in, esplode in un energetico riff che si calma solo per lasciar spazio alla voce baritonale di Nick SoLow. Il pezzo entra immediatamente in testa e fa muovere anche i più indecisi in un bel crescendo che non lascia fiato fino alla fine. È così che ci si accosta a Love her eyes, primo inedito dell’album, dove un’atmosfera completamente diversa accompagna un “uomo che cammina verso un mare in tempesta (il Mar Nero?), cercando qualcuno con cui affogare”, metafora della ricerca affannosa di un partner con cui condividere l’incerto viaggio della vita. Con Vivre le sombre si affonda in un baratro di suoni bui e sospesi, in cui il riff di voci sintetiche (choir) descrive irrequietezza nello stato d’animo e paura nel provare dei sentimenti, affidati piuttosto a poesie rimaste nascoste.
Sono solo i primi tre pezzi, ma si ha già un’idea precisa dell’identità di quest’album, che si sviluppa su 12 tracce e 44 minuti. Gli altri due singoli,Die-Monds e Over and over, consolidano il Krimea style, fatto come una tela nera con piccoli fori di luce colorata. La title track ci immerge nell’oscuro ed asfittico spazio delle relazioni umane (veramente umane? ci si chiede) e Ghost town continua il concetto, traslando l’incertezza dalle relazioni ai luoghi stessi di relazione, dove il grigio cielo si fonde col freddo cemento e realizza un tutt’uno. Ogni protagonismo, seppur accompagnato da “baci di compassione”, finisce nella disperazione e nella solitudine di un vicolo cieco.
Are you human? parla di amore, sentimenti, esperienze, desideri, descrive luoghi, spesso figurati, di rifugio e comfort, contrapposti ad eremi di insicurezza e difficoltà di relazioni che portano al limite del sacrificio i rapporti umani. Veramente umani o meno, a questo punto, non importa.
Un virtuale incontro in studio tra OMD, Ultravox, Kraftwerk, Depeche Mode, She Past Away, Twin Tribes, Molchat Doma, Soror Dolorosa, dove la profonda e suadente linea vocale di Nick SoLow va a braccetto con le atmosfere oniriche create dai suoni elettronici del duo e dalla voce di Alice Taylor, con entrambi che sfoggiano una pronuncia pressoché perfetta della lingua inglese e mostrano un affiatamento privo di sbavature, figlio della lunga militanza nei Permanent Joy Division Passion Band, tributo ufficializzato nel 2019 da Peter Hook, bassista e fondatore della leggendaria band inglese.
I Krimea danno vita ad un debutto davvero sorprendente che presenta un livello altissimo di scrittura ed esecuzione dei brani, un debutto che sicuramente riscuoterà successo non solo nel nostro Paese, in quanto ci troviamo davanti ad una produzione dal respiro fortemente internazionale.
MARCO PRITONI
Tracklist:
01. This pleasure
02. Love her eyes
03. Vivre le sombre
04. Die – Monds
05. Dual personality
06. Over and over
07. Lunar atmosphere
08. Deepest side
09. Are you human?
10. Strange things
11. Ghost town
12. Sacrifice
Credits:
Prodotto e masterizzato da: William Benedetti Production – Miami, Florida (USA).
Compositori/Autori (SIAE): Krimea
Nicola Tabacchi (Nick SoLow)/Alice Costantini (Alice Taylor)
Chitarra su “This Pleasure” e “Vivre le sombre”: Cosimo Mitrugno
Foto copertina: Matteo Bosi
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




