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BOYLER FEST II @ CLIQUE Bologna 23-9-2023

BOYLER FEST II @ CLIQUE Bologna 23-9-2023

BOYLER FEST festival commemorativo dedicato a Mauro Mazzoli (alias Dj Boyler) @ Clique (ex Giostrà) via E. Mattei 46/L Bologna 23-9-2023

Cinque band, un evento unico a ricordare una grande persona oltre che un grande personaggio: lo testimonia la fantstica risposta da parte di organizzatori, musicisti e pubblico – tutti pronti a rispondere SI! alla chiamata di Max Mazzoli, fratello di Mauro, al secolo DJ Boyler, ma più semplicemente IL Boyler. Per chi non sapesse di chi stiamo parlando, Mauro era un DJ e musicista rock, dotato di grande affabilità, conoscenza musicale e con un grande cuore – che sapeva farsi volere bene e che sapeva riunire “popoli” diversi, pronti a ballare fino allo sfinimento se in consolle c’era lui: dark, new wavers, metallari, ‘billies, punk, goth, rocker, glamsters… dove arrivava il Boyler cadevano le barriere, c’era solo la musica e questo lo sapevano dal Piemonte alla Puglia – e non solo. Improvvisamente scomparso ormai due anni fa, ha lasciato un vuoto difficile da colmare e che il fratello Max prova a lenire organizzando annualmente un festival lui dedicato e che ne prende il nome: il Boyler Fest. Se la prima edizione è stata magniloquente, la seconda cerca di essere un po’ più contenuta senza perdere di efficacia: confermata la location, il Clique (ex Giostrà) di Bologna, la scelta dei gruppi è andata dall’ hard rock melodico dei Saints Trade alle super cover proposte dai Rock Doc, dal modern metal delle Snei Ap (unica band da fuori provincia) all’ Heavy Metal granitico dei Tarchon Fist, fino allo Street Hard Rock degli imolesi Speed Stroke – garantendo qualità ed eterogeneità per tutti i rockers presenti.

Le porte del Clique aprono poco prima delle 20, nonostante la tempesta pomeridiana le band ci sono già tutte , l’affluenza è inizialmente timida ma è tempo di cominciare: la prima band a salire sul palco sono i Saints Trade. Forti di una formazione a quattro, i bolognesi non risentono troppo dei problemi audio che perdureranno per tutta la serata e si lanciano a testa bassa con l’onere ed onore di aprire le danze per un pubblico ancora poco numeroso. La scaletta è quasi tutta incentrata sul loro ultimo lavoro The Golden Cage, ponendo l’accento sul singolo Casino Royale – dedicato al Boyler – e con la presenza del batterista Marco Pavone come ospite speciale in sostituzione di Pino Rimondi. Il momento topico dell’esibizione è su The Rose, quando Claus cambia chitarra sfoggiandone una custom altamente appariscente, ricca di led cangianti a formare scritte e figure – regalando la giusta dose di ignoranza all’esibizione dei Trade.

Mezz’ora passa in fretta e dopo un rapido cambio palco ecco i veterani Rock Doc, cover band affermata nel bolognese nella cui formazione è presente anche Franco Nipoti, già chitarrista dei seminali Metal Gods Crying Steel. I cinque musicisti presentano una scaletta di grandi classici come la opener Come Together, classico dei Beatles qui presentato in chiave Gotthard, la sempreverde Jump – ottima per fare ballare il pubblico e un medley interessante di Billy Idol. La loro mezz’ora si chiude con una bella interpretazione di Keep the Faith dei Bon Jovi (un plauso al loro cantante David Bonini) e God gave rock n roll to you dei Kiss, un brano simbolo e perciò dedicato sentitamente alla memoria del Boyler.
E’ ora delle “quote rosa”: sono le 21,30 circa quando sul palco salgono le Snei Ap, band che negli anni ha saputo crearsi una buona reputazione, calcando palchi in Italia e all’estero e condividendoli anche con band veterane. La loro cantante Angie gioca in casa, avendo frequentato per anni Bologna ne conosce l’atmosfera ed il pubblico sa infatti rispondere al muro sonoro massiccio delle cinque ragazze: dalle “italiane” Io sono un problema, Pedine d’affetto e Tutta colpa dell’amore a brani incisivi come Bullet, Escape o l’efficacissima Lucifer. Le Snei Ap hanno grinta e attitudine e sanno dare il meglio di sé nella mezz’ora concessa – convincendo appieno l’audience.

Il locale si sta riempiendo, molti sono venuti apposta per loro, la legione dei fan è schierata e la band è pronta a sfoderare le sue armi pesanti: ecco i Tarchon Fist! Doppiamente gasati dall’essere tornati a suonare a casa, i Tarchon presentano uno show speciale ed un nuovo membro dietro le pelli – il batterista Mattia Vescovi, direttamente da Lugano. Nonostante i suoni saturi i cinque metallers regalano 45 minuti di spettacolo puro, con le asce di Lucio Tattini e Sergio Rizzo sempre in evidenza: si apre con la massiccia The flame still burns, percorrendo di brano in brano la storia, l’attitudine e la filosofia metal e senza compromessi di questa grande band. Brani come Sky Rider, la potente Fighters, la classica Eyes of Wolf o l’anthemica We are the Legion parlano da soli: il pubblico risponde, i fan sono appagati, i Tarchon Fist hanno lasciato il segno ancora una volta.

Grandi assenti della prima edizione – a causa di date all’estero pianificate, gli Speed Stroke non potevano certamente mancare in questa versione 2.0 del Boyler Fest, rivelandosi la vera ciliegina sulla torta. Carichi ed in grande spolvero, sporcati solo da un suono un po’ troppo sbilanciato, i rockers di Romagna presentano una scaletta fulminante che va a coprire brani da tutti e tre gli album prodotti in ormai oltre dieci anni di attività, con particolare attenzione all’ultimo e fortunato Scene of the crime. Heartbeat e Nothing’s true (unico estratto dal buon debutto omonimo) sono una buona doppietta per cominciare, la band sa ben coinvolgere e trascinare il pubblico – forte di una grande esperienza sul palco e di brani cardine come Scene of the crime, Demon Alcohol, Soul Punx e Who fkd who, concludono degnamente la prima parte della serata tra i tanti applausi del pubblico.

La sala è satura ma continua ad arrivare gente, è l’ora dello show dei DJ – qui per continuare a farci ballare come anche il Boyler sapeva fare: dal decano Gianni Manson all’affermato Mario Vox – dal “Delfino” Raffa al più metallico Evil One fino a Sonny, Tugno, Matthew, il grande Metal Mike e Nuit Blanche sanno condurre per mano fino al mattino i presenti – tra un po’ di nostalgia, qualche ricordo e tanto divertimento. Un plauso dunque all’ organizzazione, presieduta da Max Mazzoli e da Marc Magnus che, assieme a tanti altri collaboratori, hanno contribuito a tenere viva una fiamma che non si spegne – ma che anzi, si rinnova e sa come sempre unire la scena rock bolognese e non solo, viste le numerose presenza da fuori provincia e fuori regione. Insomma, ancora una volta una serata da non dimenticare sotto il segno e – ne siamo sicuri – la benedizione del Boyler!

SANTI LIBRA

Photoset by ALESSANDRA MERLIN

Band Lineup:
SPEED STROKE
TARCHON FIST
SNEI AP
ROCK DOC
SAINTS TRADE

Set list:
Saints Trade:
–          Neverland
–          Break the chain
–          The Rose
–          Once and for all
–          Casino Royale
–          Lockdown blues

Rock Doc:
–          Come together (The Beatles)
–          Jump (Van Halen)
–          Billy Idol Medley (White wedding – Shock to the system – Rebel yell)
–          Keep the faith (Bon Jovi)
–          God gave rock n roll to you

Snei Ap:
–          Fuck off
–          Io sono un problema
–          Bullet
–          Escape
–          Pedine d’affetto
–          Tutta colpa dell’amore
–          Lucifer
–          ObSexion

Tarchon Fist:
–          The flame still burns
–          Titan of the forest
–          Sky rider
–          Ireland’s rebels
–          Fighters
–          Soldiers in white
–          Eyes of wolf
–          We are the legion
–          It’s my world

Speed Stroke:
–          Heartbeat
–          Nothing’s true
–          The end of this flight
–          Scene of the crime
–          From scars to stars
–          Out of money
–          Demon alcohol
–          Soul Punx
–          No love
–          Who fkd who
–          Believe in me

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