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ALESSANDRO COLPANI – Intervista al cantautore e musicista

ALESSANDRO COLPANI – Intervista al cantautore e musicista

In occasione dell’uscita di “Confini”, il nuovo album cantautorale, poetico e folk che nasce da lontano, dalla collaborazione con il percussionista, compositore e produttore Francesco Brianzi, ho avuto il piacere di intervistare Alessandro Colpani, musicista e autore di canzoni, che dal 2010 le suona in pubblico accompagnandosi con la chitarra.

‍Da allora ha pubblicato alcuni album solisti, ma la sua musica e le sue parole sono entrate anche in brani e raccolte scritti in collaborazione con altri artisti.

‍Alcune sue poesie e testi hanno ottenuto riconoscimenti di livello nazionale, tra questi il Premio Fabrizio De André, il Premio Lunezia, e altri.

Nel 2018 ha conseguito il Diploma in Chitarra al CPM di Milano, avviando l’attività di insegnante e turnista per diverse realtà.

Ciao e benvenuto su Tuttorock, “Confini” è il tuo nuovo album, che riscontri stai avendo?

Ciao, grazie dell’accoglienza! L’album sta piacendo sia per come è uscito dallo studio, sia nella versione live proposta al concerto di presentazione in questi giorni.

Poesia, racconti e musica si fondono per dar vita a sette bellissimi brani che dimostrano che nell’arte non esistono confini, sei d’accordo con questa mia visuale?

Sicuramente abbiamo scavalcato qualche confine temporale musicando un testo di Dante nella prima canzone, che coesiste con testi scritti da me per gli altri pezzi, ma anche dai poeti nostri contemporanei Luciano Gherardi in “Monte Sole” e Mario Bolognese in “Bambine conchiglie”.

Ho sentito gli echi di un folk che spazia dal medioevo ai giorni nostri passando per la scuola cantautorale italiana, soprattutto quella genovese. Quali sono i tuoi ascolti abituali?

Devo canticchiare almeno una canzone di Francesco De Gregori al giorno, ma subito dopo ci sono i tanti altri che puoi immaginare, elencarli suona ripetitivo, forse a chi viene da altri generi possono interessare nomi meno scintillanti, come Ciampi, Lolli… e il tuo riferimento ai menestrelli di cinque o dieci secoli fa credo si riferisca a un “malandrino confesso”.

Quando e com’è nata la collaborazione con Francesco Brianzi?

Suonavamo insieme, poi sono arrivati un paio di pezzi in cui abbiamo tradotto dall’inglese e rielaborato musiche di altri. Infine con la scrittura di “Monte Sole”, contenuta nell’album e premiata dall’ “Istituto piemontese per la Storia della resistenza e della società contemporanea”, ha avuto inizio la scrittura dell’album. Sull’album, Francesco ha scritto tutti gli arrangiamenti e coordinato i musicisti in studio, oltre a suonare lui stesso insieme a me.

La scelta degli altri musicisti presenti in questo disco è stata difficile o hai pensato subito a loro una volta terminata la scrittura dei brani?

Si tratta di amici, ma amici estremamente qualificati a lavorare coi propri strumenti musicali naturalmente: ogni persona coinvolta era la nostra prima scelta.

“Scarpe nere” è una canzone che parla di disagio esistenziale, un disagio che, una volta terminata l’adolescenza, ha preso per te quale direzione?

Davanti a certi eventi attuali, siamo tutti adolescenti in quanto a disagio esistenziale, paternalisticamente confinati nella massa di coloro che domani capiranno.

La copertina è nata da una tua idea?

La copertina è opera della fotografa Serena Groppelli, che ha tradotto in immagini tutte le canzoni: parte delle fotografie costituisce l’accompagnamento all’ascolto in streaming, come si può vedere su alcune piattaforme. La copertina è un suo scatto, che mi ritrae in un passaggio tra due spazi, su un confine, che divide, che rende comprensibile, divisibile, e allo stesso tempo mette in comunicazione.

Quando e come ti sei avvicinato alla musica?

A casa mia suonavano mia madre, mio padre, sorelle e fratelli maggiori e minori, ho fatto il conservatorio, anche se il diploma l’ho conseguito al CPM di Milano. I miei ascolti da bambino erano un miscuglio di classica, punk, e cantautori. Suonare era ed è molto divertente!

Hai qualche concerto in programma e, se sì, con quale formazione ti presenterai sul palco?

Con Francesco Brianzi sto organizzando alcune presentazioni dell’album, dopo il concerto del 13 aprile per l’associazione Kult, che ha partecipato al progetto ospitando al proprio Alter Fest l’evento “Sconfinamenti” dedicato ai confini. Per ora ci muoviamo in due con chitarra, vibrafono, armonica, e pianoforte, ma sarebbe bello poter coinvolgere alcuni dei “nostri” musicisti.

Grazie mille per il tuo tempo, ti lascio piena libertà di chiudere questa intervista come preferisci.

Grazie a te e a Tuttorock, mi limito ad augurare un buon ascolto di “Confini” ai vostri lettori e a ringraziarvi per l’attenzione!

MARCO PRITONI