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INTERVISTA A ROBERTO FABBRI IN OCCASIONE DEL SUO NUOVO PROGETTO “BATTISTI IN…CLASSICA! …

INTERVISTA A ROBERTO FABBRI IN OCCASIONE DEL SUO NUOVO PROGETTO “BATTISTI IN…CLASSICA! …

In occasione dell’uscita del suo progetto “Battisti in…Classica!” ho intervistato Roberto Fabbri

Roberto Fabbri è uno dei più importanti interpreti della chitarra classica contemporanea. Chitarrista, compositore e docente, è ordinario di chitarra classica al Conservatorio Statale di Musica “Giulio Briccialdi” di Terni, dove insegna da oltre vent’anni. Alla carriera didattica ha sempre affiancato quella concertistica e una significativa attività editoriale: le sue oltre cinquanta pubblicazioni dedicate alla chitarra sono state tradotte in cinque lingue e hanno superato le 300 mila copie vendute.

Una carriera internazionale che lo ha portato a esibirsi e a tenere masterclass nei più importanti festival e nelle principali sale da concerto in Europa, Stati Uniti, Sud America, Russia e Asia. Dal 2013 è legato discograficamente a Sony Music Italy, con cui nel 2023 ha firmato un nuovo contratto in esclusiva. La sua chitarra è protagonista di numerosi progetti discografici, dalle composizioni originali ai grandi temi del cinema, fino alle riletture della musica pop italiana e internazionale.

Ed è proprio da questa capacità di avvicinare la chitarra classica a repertori conosciuti e amati dal grande pubblico che nasce il suo nuovo progetto dedicato a Lucio Battisti. Dopo il libro “Lucio Battisti – 14 grandi successi arrangiati per chitarra”, pubblicato da Hal Leonard Europe, Fabbri ha portato quelle trascrizioni anche sul piano discografico con “I successi di Lucio Battisti in cover per chitarra”, pubblicato e distribuito da Sony Music Italy.

Le canzoni di Battisti vengono così affidate alla voce espressiva della chitarra classica, attraverso arrangiamenti che ne mettono in risalto la straordinaria ricchezza melodica e armonica. Un incontro tra la musica d’autore italiana e il linguaggio della chitarra classica che trova una nuova dimensione nel progetto “Battisti in… Classica!”.

Il progetto sarà presentato dal vivo il 29 settembre, alle ore 20, nella Sala Goffredo Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma. Sul palco, insieme a Roberto Fabbri, ci saranno il Philotes Strings Quartet e l’Ensemble d’archi del Conservatorio “Giulio Briccialdi” di Terni, diretto da Luca Proietti, autore degli arrangiamenti.

Accanto ai grandi successi di Lucio Battisti già presenti nell’album, il concerto proporrà anche tre brani che saranno pubblicati in digitale proprio il 29 settembre: “29 Settembre”, “La luce dell’est” e “Acqua azzurra, acqua chiara”. Un appuntamento che mette al centro la chitarra, gli archi e la grande musica di Battisti, in un dialogo capace di trasformare canzoni ormai entrate nell’immaginario collettivo in nuove pagine di musica strumentale.

Ciao e benvenuto su TuttoRock! Il 29 settembre porterà all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma “Battisti in… Classica!”. Da dove nasce l’idea di trasformare le canzoni di Lucio Battisti in un progetto per chitarra classica e archi?

Tutto nasce dalla pubblicazione mio libro edito da Hal Leonard Europe dal titolo “Lucio Battisti 14 successi trascritti per chitarra classica”, il mio editore aveva acquisito i diritti di pubblicazione ed era un mio antico desiderio quello di arrangiare per chitarra sola le sue canzoni, una volta uscito il libro che ha un cd allegato dove eseguo tutti i brani, lo proposi alla Sony a cui interessò molto il progetto ma mi suggerì di aggiungere gli archi e devo dire che fu’ un’intuizione felice che fece nascere la playlist distribuita da Sony Music Italy “I successi di Lucio Battisti in cover per chitarra”.

Che cosa succede a una canzone pop di Battisti quando viene affidata al timbro della chitarra classica e a un ensemble d’archi?

Questa rilettura dei brani di Battisti mette in luce l’assoluta valenza musicale dei suoi pezzi, il suono morbido e caldo della chitarra unito agli archi conferisce ai pezzi un colore ed un calore unici tramutandoli in musica strumentale d’ascolto di altissimo livello.

Battisti è conosciuto e amato da generazioni diverse. Qual è, secondo lei, la forza delle sue melodie che permette a queste canzoni di essere reinterpretate anche in una dimensione classica?

La bellezza e l’assoluta originalità di ogni singola melodia, non c’è mai un brano che si ripeta e, anche togliendo i pur meravigliosi testi di Mogol, i brani stanno in piedi lo stesso e anzi entrano in una nuova dimensione che ne accresce ancora di più la loro potenza evocativa.

Quanto è stato difficile mantenere riconoscibile l’identità dei brani originali senza rinunciare alla sua personale visione musicale?

Battisti nasce come chitarrista, quindi la chitarra oltre ad essere sempre presente nei suoi brani è lo strumento di elezione più adatto per rappresentare i suoi brani, è venuto quindi naturale realizzare gli arrangiamenti ma… è costato un anno intero di lavoro!

Nel concerto saranno presenti anche “29 Settembre”, “La luce dell’est” e “Acqua azzurra, acqua chiara”. Perché ha scelto proprio questi tre brani per ampliare il progetto?

Prima di tutto perché la data stabilita del concerto non poteva non prevedere in scaletta il brano che la contiene e che è stato il primo brano “famoso” di Battisti, gli altri due erano brani iconici che non avevo messo nella prima playlist ma che mi ero ripromesso di inserire.

Quanto conta il lavoro di Luca Proietti, autore degli arrangiamenti e direttore dell’ensemble, nella costruzione di questa nuova veste musicale?

È stato fondamentale per la realizzazione dell’arrangiamento orchestrale, lui aveva dei paletti molto stretti entro cui lavorare perché doveva creare l’ambiente degli archi sui miei arrangiamenti chitarristici senza poterli cambiare, la chitarra doveva sempre rimanere al centro della “scena” è lo strumento solista a cui gli archi fanno da contrappunto; quindi, doveva creare qualcosa che mettesse in risalto la chitarra e non l’affondasse fra migliaia di note e ci è riuscito benissimo!

Qual è il suo rapporto personale con la musica di Lucio Battisti? È un repertorio che appartiene anche ai suoi ricordi personali?

Come tutti i chitarristi uno dei brani che imparai a suonare sulla chitarra fu proprio: La canzone del sole, tre accordi facili ripetuti per l’itera canzone quindi, un brano adatto a chi inizia ad imparare i primi accordi sulle sei corde, l’arrangiamento chitarristico che ho realizzato è però…molto difficile da suonare perché prevede l’accompagnamento la ritmica e la linea melodica tutti suonati insieme.

Quando ha iniziato a pensare che le canzoni di Battisti potessero funzionare così bene sulla chitarra classica?

Molti anni fa, quando iniziai a pubblicare le mie prime antologie nei primi anni 2.000 ma allora i diritti non erano disponibili e lasciai il progetto in un cassetto.

Lei ha dedicato progetti anche al cinema, al pop italiano e internazionale e alle proprie composizioni. Che cosa la affascina nel portare repertori apparentemente lontani dalla tradizione della chitarra classica nel suo mondo musicale?

La volontà di portare alla conoscenza del grande pubblico il meraviglioso suono della chitarra classica, oltre al piacere di suonare splendide musiche che appartengono al nostro sentire quotidiano.

È ordinario di chitarra classica al Conservatorio “Giulio Briccialdi” di Terni da oltre vent’anni. Che cosa le ha insegnato, a sua volta, il rapporto quotidiano con gli studenti?

Moltissimo, è per me un grande privilegio poter lavorare con i giovani e trasmettere loro le mie conoscenze di questo strumento, ma al tempo stesso loro mi offrono una finestra sul mondo contemporaneo che mi è utile anche per capire quali progetti possano interessare le nuove generazioni.

Nel concerto romano suonerà anche insieme a giovani musicisti del Conservatorio di Terni. Che emozione significa condividere il palco con alcuni dei suoi studenti?

È per me meraviglioso poter condividere questo importante evento anche con loro, è importante proiettarli in un prestigioso ambiente professionale e far vivere loro quello che sarà il lavoro che li attende alla fine degli studi.

“Battisti in… Classica!” può essere considerato anche un progetto di divulgazione, oltre che artistico?

Assolutamente sì! È un modo per avvicinare il grande pubblico alle sonorità delle compagini classiche attraverso il linguaggio pop.

Dopo Battisti, c’è un altro grande autore o repertorio popolare che le piacerebbe reinterpretare attraverso la chitarra classica e gli archi?

Sto lavorando ad un nuovo progetto dedicato interamente alle colonne sonore dei film Disney.

Battisti ha raccontato emozioni attraverso le parole e la musica; lei proverà a raccontarle togliendo le parole e lasciando parlare soltanto sei corde e gli archi. Che cosa spera che il pubblico porti con sé alla fine del concerto?”

Che queste melodie restino nelle loro orecchie con queste sonorità e che le parole vengano evocate dal suono della chitarra e degli archi.

Chiara Impallari

Credits: Sony Music Italy

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