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“William S. Burroughs e il culto del Rock ‘n’ roll” di Casey Rae (Jimenez edizioni)

“William S. Burroughs e il culto del Rock ‘n’ roll” di Casey Rae (Jimenez edizioni)

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Definito non a torto come il più trasgressivo tra gli scrittori beat, W. S. Burroughs impiega diffusamente la tecnica narrativa del cut-up che caratterizza opere come “Il pasto nudo”, “La scimmia sulla schiena”, “I ragazzi selvaggi” e “Le città della notte rossa”. Lo scrittore americano ha una personalità multiforme e per decenni si impegna in esplorazioni creative, psicologiche e farmacologiche.

Della sua lunga carriera (muore a ottantatre anni a Lawrence, Kansas, nel 1997) si è detto che è misurabile attraverso le sue trasformazioni e che non esiste un solo Burroughs. L’opera del nostro è originalissima, espressione di una personalità unica, di particolarissime attitudini e di uno stile di vita provocatorio, contestatore e anticonformista. In questo interessante volume, il critico e docente universitario Casey Rae dimostra quanto il personaggio Burroughs e la sua letteratura abbiano influenzato la cultura underground e molti musicisti come i Beatles, Dylan, Bowie, Lou Reed, Kurt Cobain e una miriade di altri. I motivi per cui Burroughs appare meritevole di considerazione sotto i particolari profili trattati nel libro vengono chiariti dallo stesso Rae nell’introduzione al volume: “Per alcuni, Burroughs è un prete tossico che offre saggezza hardboiled, portavoce di un underground narcotico. Per altri è un mago oscuro le cui conoscenze filosofiche occulte hanno aperto la strada agli stregoni do it yourself di oggi. Altri ancora, in particolare musicisti e autori di canzoni, traggono ispirazione dai suoi metodi creativi, incluso il cut-up dei testi e il tape splicing.”

Otto capitoli distribuiti su quasi trecentosettanta pagine, nel primo di essi il saggio prende in considerazione la fascinazione di Kurt Cobain nei confronti dello scrittore. Il cantante di Aberdeen, che incontro’ il nostro nel 1993, aveva scoperto Burroughs durante l’adolescenza leggendo “Pasto nudo” e “La scimmia sulla schiena”. Il secondo capitolo ci illumina sull’influenza che Burroughs ebbe su Bob Dylan. Il cantautore del Minnesota conobbe personalmente il romanziere nel 1965, alla vigilia della svolta elettrica. Di grande interesse anche la quarta sezione del libro. In essa si parla diffusamente di David Bowie, che del cut-up burroughsiano usava dire: “La cosa per cui l’ho usato di più è stato accendere tutto quello che poteva far parte della mia immaginazione.” Un saggio illuminante, quello di Rae, da leggere tutto fino in fondo, e imprescindibile , forse, per i nostalgici della controcultura.

GIOVANNI GRAZIANO MANCA

Dettaglio del prodotto:

Copertina flessibile: 368 pagine
Editore: Jimenez (9 luglio 2020)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8832036185
ISBN-13: 978-8832036183
Peso di spedizione: 399 g
Pagine: 173 p., ill. , Brossura
EAN: 9788862317283

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