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OSKA – My World, My Love, Paris

OSKA – My World, My Love, Paris

Cominciamo con il dire che il suo vero nome è Maria Burger ed è nata a Waldviertel nella bassa Austria ed ha avuto il vantaggio di respirare musica da quando è nata. Una famiglia di musicisti intorno è già un’incoraggiante partenza per chi sente di doversi buttare a capofitto nel mondo delle sette note, trasferendosi a Vienna all’età di 18 anni dove dopo aver studiato canto pop e jazz, decide di seguire la strada della musica d’autore. Una gavetta fatta di recitazioni ed esibizioni per strada (chissà se il termine busker possa spiegare meglio il concetto …), che hanno dato la possibilità di rendersi visibile ad una più ampia fascia di pubblico, pubblicando il 31 gennaio 2020 il singolo “Distant Universe”, poi l’Ep autoprodotto HONEYMOON FACE (uscito in 333 copie su vinile!) accolto in maniera tutt’altro che tiepida.

Oska si rivela interessante per una musica che riflette gli ascolti dell’infanzia (tanti suoni irlandesi) ma anche per quella propensione verso artisti più prossimi anche anagraficamente (la cantautrice statunitense Phoebe Bridgers e Adrianne Lenker russa ma naturalizzata americana), portavoce della nuova generazione di autori in cui a venir fuori sono semplicità e talento e tanta caparbietà nel voler emergere. Uno sviluppo artistico che sarà alla base per la pubblicazione del primo lavoro completo.

Dodici canzoni con cui Oska diffonde note e vocalizzi epici dove l’aria sognante che ne emerge, non fa altro che consolidare quell’immagine spensierata ed infantile che ne fuoriesce dai video promozionali e foto messe a disposizione nel press kit. Un fluire musicale che talvolta sembra non trovare la naturale scorrevolezza delle note che ci si aspetterebbe, ma che non fa da freno alla giovane Maria nell’esprimere quella consapevolezza di tirar fuori sempre qualcosa di buono. Un ascolto che mai come in questa occasione induce a capacitarti che la musica sia opportunità di narrazione ma anche di respirare, assaporare e gioire di canzoni ariose che trovano la propria forza nell’inventare successioni di accordi e melodie pur se non sempre emozionanti, sufficientemente coinvolgenti. Tra questi brani è facile cogliere in Oska una ferma dichiarazione di appartenenza a quella schiera di cantautori di terza generazione, che pur avendo subito una fascinazione a stelle e strisce ha prediletto un’inclinazione maggiormente pop, schivando confronti ingombranti e mettendosi a nudo attraverso una spontanea, frizzante ed alternativa espressività propria di una ragazza di appena ventiquattro anni.

Un disco che di certo non incita a muoversi né a saltare giù dal letto, ma che nella sua omogeneità e coerenza è consigliato tanto a chi nell’ascolto cerca rilassatezza, ma anche per chi vuole concedersi meno di quaranta minuti di essenzialità e grazia poetica.

CLAUDIO CARPENTIERI

Tracklist:

1) Too Nobody
2) My World, My Love, Paris
3) Responsability
4) Mona Lisa, a Girl’s Best Friend
5) Misunderstood
6) Starstruck
7) Woodstock
8) Lousy T-Shirt
9) Crooked Teeth
10) ABC
11) Helplessly Hoping
12) Hallucinating

Credits:
Etichetta: Nettwerk Records
Pubblicazione: 25 febbraio 2022

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VOTO

Band:
Maria Burger aka OSKA

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