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Manuel Agnelli – Lazarus

Manuel Agnelli – Lazarus

Ѐ finalmente approdato anche in Italia: Lazarus, spettacolo teatrale scritto dal cantautore britannico David Bowie insieme al drammaturgo Enda Walsh, rappresentato per la prima volta Off-Broadway al New York Theatre Workshop il 7 dicembre 2015, un mese esatto prima dell’addio del musicista.
Questo spettacolo è un’invenzione o meglio creatura artistica che attinge da diversi livelli e fonti: Lazarus è il titolo di un brano contenuto nell’ultimo album-testamento di Bowie “Blackstar”, mentre la storia è ispirata prima al romanzo di fantascienza di Walter Tevis del lontano 1962 poi all’omonima pellicola interpretata dallo stesso Bowie del 1976.
Nel musical di Bowie e Walsh riprendiamo il personaggio del romanzo, il migrante interstellare Thomas Jerome Newton giunto sulla terra dal lontano pianeta Anthea per salvare i suoi abitanti dai problemi ambientali e i terresti con una nuova tecnologia, ma incompreso perché diverso e quindi allontanato e discriminato, è costretto a rimanere sulla terra.
Il musical narra appunto dell’alieno umanoide che decide di alzarsi le maniche per capire come ritornare al suo pianeta d’origine dalla sua famiglia.
Spiegato in questo modo di certo attira l’attenzione, passando per un ideale sequel dalla trama se non scontata almeno curiosa.
Invece no!
Sebbene la linea guida sia questa, Lazarus risulta uno musical labirintico onirico e dispersivo, senza un apparente filo logico che mira ad una interpretazione personale (scelta audace e coraggiosa); lo spettacolo risulta difatti realizzato attraverso la tecnica del cut-up molto cara a Bowie presa in prestito dall’autore beat William S. Burroughs: frammenti di ricordi e visioni alla rinfusa pronti per essere ordinati a piacimento dello spettatore.
David Bowie utilizza questa scarna trama per musicare con teatralità e spettacolo: l’invecchiamento, il dolore, la perdita dell’amore e l’isolamento indotto dalla società e da noi stessi; assistere alla rappresentazione di Lazarus è come farsi un giro sulle montagne russe della mente di uno dei più grandi artisti del ‘900 e mentre il vagone attraversa sogni, incubi e misteri la musica di sottofondo riarrangiata per l’occasione ci sorprende mentre incute un senso di smarrimento.
David Bowie è stato un proiettile ecclettico che ha viaggiato alla velocità del suono attraversando ogni forma d’arte (musica, cinema, pittura, teatro), e dove il proiettile si è fermato è fiorita un’opera d’arte: Lazarus ne  è l’ultimo esempio.
Il regalo d’addio di David Bowie è stato portato in Italia grazie a Ert/Teatro Nazionale e alla regia del direttore Valter Malosti in collaborazione con lo stesso Walsh; nel ruolo di protagonista un superbo Manuel Agnelli (storico frontman e cantautore degli Afterhours), affiancato dalla cantautrice e polistrumentista Casadilego e la coreografa e ballerina Michela Lucenti, insieme a undici attori e sette musicisti che hanno accompagnato gli attori interpretando sia i grandi successi del Duca Bianco  (Life on Mars, Changes, Heroes, Absolute Beginners…) sia quattro nuovi inediti scritti appositamente per la pièce teatrale.

LEONARDO DeLARGE

LAZARUS di DAVID BOWIE e ENDA WALSH
ispirato a The man who fell to earth (L’uomo che cadde sulla terra) di Walter Tevis
versione italiana Valter Malosti
uno spettacolo di VALTER MALOSTI
con MANUEL AGNELLI, CASADILEGO, MICHELA LUCENTI,
Dario Battaglia, Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Noemi Grasso, Maria Lombardo, Giulia Mazzarino, Camilla Nigro, Isacco Venturini

la band (in o.a.)
Laura Agnusdei sax tenore e sax baritono, Jacopo Battaglia batteria, Ramon Moro tromba e flicorno,
Amedeo Perri tastiere e synth, Giacomo “ROST” Rossetti basso,
Stefano Pilia chitarra, Paolo Spaccamonti chitarra

progetto sonoro GUP Alcaro
scene Nicolas Bovey
costumi Gianluca Sbicca
luci Cesare Accetta
video Luca Brinchi e Daniele Spanò
cura del movimento Marco Angelilli
coreografie Michela Lucenti
cori e pratiche della voce Bruno De Franceschi
maestro collaboratore Andrea Cauduro
assistente alla regia Jacopo Squizzato