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Hexn / Black Lagoon – Dune nude

Hexn / Black Lagoon – Dune nude

Hexn Black Lagoon – Dune Nude

Il nuovo album del duo di producer è una presenza enigmatica, piena di proiezioni, con una forte tendenza a trascinare l’ascoltatore. Questa sfera immutabile di sensazioni abolisce ogni distanza illusoria ed il gioco viene reso tale da una compagine strumentale che vive una perenne collusione con lo spazio sonoro. In questo grande nitore i beats si susseguono senza alcuna spasmodica riserva, corroborando in modo velatamente accidentale un’estetica orientale e latitante. Emerge il forte contrasto, di una violenza ritmica ed armonica che perpetra una rituale sacro nei confronti della sfera sonora. Quello che svolazza è un airone onirico cesellato di interstizi multicolore. Un pennuto dalle mille dipendenze: dipendente dalla staticità canalizzante e dai colpi serrati e sferici. Il sound vive una stempiatura pragmatica e funzionale dove neanche la più piccola frequenza viene lasciata al caso.

Colaoher” dura ben nove minuti. Questa traccia è un primo approccio al viaggio che stiamo per intraprendere, un viaggio che ha del mistico. La bitonalità trascinata dai bassi ottocentottati occupa la parte iniziale del brano, quest’ultimo tende poi a concentrarsi in uno sviluppo retrogressivo e dissidente in cui i bassi si intrecciano ai vari inserti successivi. “Gensi” è un surplus di evanescenza orientale. I sitar al suo interno si scambiano continuamente battute, in un gioco di riverberazione e fratture scomposte del materiale sonoro. L’eco gassoso dura cinque minuti, e la dinamica è caldamente ferma. “Ögonblick” fa rientrare in gioco la centralità dei pattern ritmici. Le oscillazioni telluriche si fanno prorompenti e la vertigine generata dagli strumenti a fiato orientaleggianti colora il resto. Si arriva alla seconda parte del brano in cui un basso distorto avvolge tutto. Nelle tracce 4  e 5 abbiamo ben due versioni di “Surlhue”. Anche in questo doppio brano abbiamo una genesi che ci riconduce al crocevia con dune sabbiose ed oasi mistiche. Si sente nell’aria l’odore dell’incenso grazie ai cori intonati assieme a didgeridoo. “Lisan Al-gaib” da un po’ di spazio ai sintetizzatori e alla dilatazione melodica. La stasi prende forma in modo diverso, in modo apprezzabile e disinvolto. Si arriva alla generazione di arpeggi risoluti ediretti. Anche “Ayat” e “Muadibb” hanno una durata monumentale. I 18 e più minuti in cui navigano i brani sono segnati da involucri in costante mutamento. La loro scia appare sempre più riplasmata e disallineata. “Arraken” continua il sontuoso veleggiare nel miasma di sintetizzatori e ritmi antichi. “Bene Gesserit” è una coda caleidoscopica in cui la fine appare solo dopo un viaggio corroborante ed oppiaceo.

In DUNE/ NUDE la meta non esiste. L’uroboro  di HEXN e Black Lagoon è primordiale, ammaliante fino al punto di terrorizzare. Un grande concept, per grandi idee di un grande disco.

GIOELE AMMIRABILE 

Tracklist:

HEXN – NUDE
01. Colaoher
2. Gensi
3. Ögonblick
4. Surlhue
5. Surlhue
Black Lagoon – DUNE
1. Lisan Al-Gaib
2. Ayat
3. MuadDib
4. Arraken
5. Bene Gesserit

Credits:
Pubblicazione: 2020
Label: Non Piangere Dischi / Slimer

Hexn Black Lagoon – Dune Nude 2

Band:
Hexn / Black Lagoon

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