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NICE TO ROCK YOU – Intervista a Leonardo Follieri e Jessica Testa

NICE TO ROCK YOU – Intervista a Leonardo Follieri e Jessica Testa

Dall’8 novembre sarà in libreria e negli store digitali NICE TO ROCK YOU – Incontri che hanno fatto la storia della musica” (Hoepli), il nuovo libro dello scrittore e critico musicale EZIO GUAITAMACCHI, del giornalista LEONARDO FOLLIERI e della giornalista e musicista JESSICA TESTA con la prefazione di MANUEL AGNELLI.

Buongiorno Leonardo e Jessica, piacere di conoscerci, in occasione di questo bel libro con Enzo Guaitamacchi, che ho intervistato proprio poco tempo fa. È sempre un piacere vedere pubblicati libri di rock, e anche in formato cartaceo, giusto?
Piacere nostro, esatto, sia cartaceo che la versione ebook digitale, non ci siamo fatti mancare niente. 

In un mondo in cui tutto è liquido e prevale l’informazione digitale, voi credete ancora nel valore della carta, della sensibilità al tocco?
JT: Certo, ci tengo a pensare che il libro sia ancora questo, ciò per cui uno va appositamente in libreria a cercarlo per toccarlo con mano, e alla fine comprarlo. Però ti devo dire la verità, sono la prima che alcuni libri li scarica sull’ebook e se li legge in digitale, non fosse altro per lo spazio fisico che occupa un libro. Se non hai a disposizione una libreria di grandi dimensioni, tipo quelle da cartone animato, lo spazio inizia ad essere un problema. Però ho visto, quantomeno durante le presentazioni, che i libri li stanno comprando, lo stanno apprezzando. E poi è un tipo di libro che obiettivamente perderebbe un pochettino in digitale, perché è pieno di colori, di foto che abbiamo scelto con molta cura e quindi il cartaceo ha, in questo caso, sicuramente qualcosa in più.
LF: Qui abbiamo fatto una bella selezione di foto, come già diceva Jessica. C’è anche qualche chicca che ci hanno fornito direttamente dall’archivio personale del grande chitarrista Maurizio Solieri per la storia della sua amicizia con Vasco. Poi ci sono le foto di Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik che parla della sua amicizia con Lucio Battisti; quindi, ci sono foto particolari in questo senso e poi ovviamente c’è tanta selezione proprio rispetto alle storie che abbiamo raccontato e siamo andati anche in questo su una ricerca particolare.

Venendo al vostro libro, come è nata l’idea di farlo nascere? Il connubio con Guaitamacchi come si è realizzato?
JT: io e Leonardo cercavamo una un’idea per fare un primo esperimento di podcast e quindi ci siamo ritrovati per fare un poco di brainstorming, buttare giù un poco di idee, per trovare anche una maniera, se non totalmente innovativa, ma un modo particolare di raccontare qualche aspetto della storia del rock. Così ci è venuto in mente questo soggetto dell’incontro, parlandone più approfonditamente abbiamo scelto come primo approccio il l’incontro tra i Velvet Underground e Andy Warhol. Quindi ho buttato giù questo testo e l’abbiamo proposto a Ezio, che per fortuna l’ha apprezzato molto e ci ha proposto di aumentare il materiale, in quanto poteva essere molto buono per realizzare un libro sugli incontri. Da lì abbiamo iniziato a confrontarci e abbiamo pensato a una serie di storie che potevano essere adatte e legate da un fil rouge su degli incontri, e da lì è nata la lavorazione. Abbiamo selezionato tutta una serie di personaggi, di coppie di band accomunati appunto da questo argomento dell’incontro, li abbiamo divisi per le sezioni che adesso si possono leggere nel libro.
LF: lui è rimasto anche colpito quando gli abbiamo proposto questo nostro podcast dal titolo “Nice to rock you”, partendo dal “nice to meet you” che è uno dei più classici convenevoli in inglese per dire piacere di conoscerti, noi avevamo aggiunto quella parola rock come gioco di parole e anche questo è stato determinante per intraprendere questo percorso e quindi scrivere questo Libro. 

Quindi dentro troviamo in incontri musicali fra personaggi del mondo del rock, mi citavi Velvet Underground e Lou Reed, ad esempio, altri nomi?
JT: Sì, siamo partiti sicuramente dagli incontri classici, quelli che noi abbiamo definito gli incontri che hanno segnato proprio la storia della musica e quindi i grandi gruppi come i Led Zeppelin, i Velvet Underground, i Pink Floyd. Poi abbiamo pensato ad altre categorie che potessero raccogliere artisti legati appunto al tema dell’incontro, e la seconda sezione, ad esempio, è dedicata a quelle che sono state coppie sia nella vita di grandi amici oppure di innamorati, o invece, anche coppie nell’arte nella musica. Oppure abbiamo considerato il forte legame che c’è tra gli artisti e i loro manager, che spesso sono stati commentati per il loro percorso proprio artistico. Spesso i manager aiutano i musicisti a trovare addirittura il proprio suono e quindi abbiamo dedicato una sezione, che abbiamo chiamato “Money for nothing”, dal brano dei Dire Straits, dedicato al sodalizio artistico tra produttori e artisti. E poi, ad esempio, ci sono gli incontri tra i grandi artisti e quelli che noi abbiamo definito i perfetti sconosciuti, quei personaggi che hanno gravitato nelle loro vite e che, in qualche modo, sono stati fondamentali per il raggiungimento dell’apice delle loro carriere. In sintesi, abbiamo cercato di spaziare tra le varie tipologie di incontro. Penso che non abbiamo lasciato indietro niente, per quanto ne abbiamo selezionati 30, ma ce ne sarebbero ancora tante da raccontare. 

Sì, infatti ho visto che l’avete divisa in 5 settori, in 5 filoni, che è un poco, tra l’altro, l’idea che ha messo Guaitamacchi nel libro di cui ho parlato con lui, “She’s a woman”, dove ha diviso le donne del rock in varie categorie. Quindi un’idea che ha preso piede, qualcosa che non c’era poi prima.
JT: Eh sì, allora diciamo che i libri della collana che di cui Ezio è direttore, questa collana musicale della Hoepli, seguono più o meno lo stesso impianto, perché non essendo delle enciclopedie del rock, ma essendo dei libri che contengono degli spunti di partenza per andare poi ad approfondire magari libri che si concentrano su argomenti più specifici, la cosa più semplice è dividere, a volte dal punto di vista temporale, altre volte dal punto di vista di altre tematiche specifiche, consente al lettore di poter balzare da un punto all’altro, senza dover seguire necessariamente l’ordine cronologico delle pagine. Questo permette di andare ad approfondire o cercare uno spunto anche in punti diversi dal libro e in questo caso, ovviamente, per cercare di andare a coprire tutte le aree che ci interessavano, abbiamo pensato che anche stavolta fosse valida questo tipo di divisione.
LF: Tra l’altro, a proposito anche della selezione, sicuramente troviamo i gotha del rock, del pop-rock proprio in questi 30 incontri i nomi più importanti, anche se tanti altri pure rimangono fuori, perché la lista potrebbe essere infinita. Però, in alcuni casi, siamo andati anche a parlare di incontri o meno noti o che magari sono stati un poco trascurati, perché l’incontro tra John Lennon e Paul McCartney in quello che avviene quindi alla festa annuale della St. Peter’s Church, dove Paul McCartney viene invitato dal suo amico Ivan Vaughan, a vedere i Quarrymen, il gruppo in cui era John Lennon, quello era un incontro che tanti avevano già raccontato, ma noi siamo andati a parlare dell’incontro tra i Beatles e George Martin, quindi il produttore, colui che li ha indirizzati, che ha capito il loro talento ed è riuscito a renderli ancora più bravi. Non so se si fosse aspettato questo successo mondiale che hanno avuto, sicuramente ne aveva intuito le grandi potenzialità. Lo stesso vale per i Rolling Stones, quindi il dualismo, quello che poi, sicuramente, fu creato ad arte. Due grandi band avversarie in qualche modo è lì non parliamo dell’incontro tra Mick e Keith, ma parliamo del loro incontro con Brian Jones, fondatore del gruppo stesso, spesso trascurato, tralasciato, non ovviamente dagli appassionati, ma da chi magari vede tuttora dal vivo i Rolling Stones. Ma, senza di lui, non ci sarebbe stato il gruppo, non ci sarebbe stato il genere di musica che fanno, perché fu lui a decidere cosa avrebbero dovuto suonare di Rolling Stones, e fu sempre lui decidere il nome della band. Quindi, anche su questo, siamo andati su incontri, magari anche noti, ma ovviamente con grande lavoro di ricerca, attraverso autobiografie, documentari, eccetera, anche in questo abbiamo fatto la nostra selezione. 

Sicuramente è un format interessante, invece che scrivere l’ennesima biografia sui Beatles piuttosto che gli Rolling Stone, che ce ne sono già tantissime, questo tipo di format che avete messo a punto è sicuramente interessante.
LF: Ti ringrazio, sì, bene. L’idea, appunto, questa degli incontri che si nasceva come idea del Podcast. Ma poi ci siamo resi conto che spesso, anche quando c’è, se vuoi un poco di gossip, ovviamente inevitabile, magari in una sezione come quella delle coppie, ci sono anche dei momenti in cui poi si trovano concretamente a creare musica, a fare musica insieme. Poi magari alcune coppie scoppiano, altre rimangono amiche nel tempo, ci sono dei rapporti che vanno avanti, ma diciamo che poi, ovviamente, il nostro interesse è sicuramente quello di far ascoltare, far scoprire nuova musica, come quella tra l’altro che abbiamo selezionato per ogni storia. Perché per ogni racconto ci sono due brani che abbiamo selezionato e che sono scaricabili tramite QR Code, perché rimandano proprio a un link che permette di ascoltare direttamente questi pezzi. Non sono necessariamente i brani più famosi del gruppo dell’artista di cui parliamo, ma sono proprio la colonna che sonora ideale per accompagnare la lettura del nostro libro. Volevamo dei brani che, in qualche modo, richiamassero il nostro racconto, quindi trovate tante chicche, per esempio nella storia dei Sex Pistols, tra Johnny Rotten, il cantante, Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, per esempio, tra i due brani ne trovate uno che non è dei Sex Pistols, ma è, ahimè, di Alice Cooper. Però non vi dirò il motivo per cui abbiamo scelto questo brano, perché lo raccontiamo all’interno del libro. 

Giustamente. Ecco, diciamo che, se la biografia di solito, magari si indirizzano un pubblico specifico di appassionati, forse questo format, questo libro scritto in questa maniera, può appassionare anche chi non è proprio un fan specificatamente appassionato del rock o di un particolare gruppo, perché mi sembra che sia molto più leggibile; anche con un poco di gossip, cioè molto più alla portata per allargare anche la platea dei lettori e farli appassionare alla musica.
JT: Assolutamente sì e guarda questa cosa in realtà la stiamo scoprendo e confermando anche durante questo giro di presentazioni che abbiamo fatto fino ad ora, perché spesso ci è capitato che ci venissero a dire: “Ma io di musica non è che ne sappia molto, eppure mi avete molto incuriosito e quindi lo leggerò con estremo piacere.”. Perché in realtà, secondo me, le storie, di base, piacciono a tutti, perché queste sono storie. Poi alla fine andiamo a raccontare la l’argomento musicale, però noi partiamo quasi sempre dall’inizio delle carriere di questi artisti che abbiamo preso in considerazione, per cui riportandoli anche in qualche modo ad un aspetto molto umano, raccontando come tutto ha avuto inizio prima che questi personaggi diventassero poi le grandi rockstar che noi oggi conosciamo e amiamo. Secondo me, questo fatto di raccontare l’umanità e a volte la quotidianità, l’inizio di questi personaggi, incuriosisce anche chi fondamentalmente di musica non ne mastica molto. Voglio dire che non è un trattato tecnico dove, dentro si trovano fatti da sviscerare, sono appunto dei racconti che in realtà, anche a chi ne sa parecchio, o pensa di saperne parecchio sul gruppo preferito, ti danno la possibilità di farti scoprire dei piccoli dettagli, dei piccoli aneddoti che magari non erano così noti anche a chi invece di musica ne conosce tanta. Anche un super appassionato magari non conosce la storia, ad esempio, di Bruce Springsteen, che è stato, diciamo, lanciato in qualche modo da una famiglia di perfetti sconosciuti che se lo sono cresciuto nel salotto di casa loro e gli hanno permesso di fare la cosiddetta gavetta prima di esplodere completamente e diventare il boss che noi conosciamo oggi. Quindi, diciamo che è un libro che, a mio parere, si adatta a tutti i tipi di curiosità, sia di chi ne sa parecchio e quindi è un conoscitore della materia. Ugualmente a chi invece è completamente ancora a bocca asciutta e questo potrebbe essere un buon modo per cominciare. 

Ascolta, dicevate che all’inizio era nata come l’idea come podcast, visto che voi siete su Jam TV, pensate di portarlo anche su questa piattaforma in qualche modo?
LF: Su Jam TV abbiamo fatto una puntata, diciamo per così dire, autocelebrativa, nelle nostre dirette abituali del martedì, che sono le Music Room, una trasmissione di cui ci sono più di 100 puntate, anche in video. Dove parliamo, appunto di album, di attualità, ma anche di grandi ricorrenze, grandi anniversari di album storici o di grandi artisti. A proposito di questo libro però no, abbiamo solo parlato del libro, ma l’idea del podcast non è tramontata, era solo questo un punto di partenza per poi capire come declinare, chissà in futuro lo stesso libro, sempre la stessa idea di “Nice to rock you – gli incontri che hanno fatto la storia della musica”. Mi piace anche molto il sottotitolo, perché rende subito l’idea in maniera decisa.

Assolutamente. Ascolta, ho visto che avete fatto due presentazioni e in Puglia, ci saranno altre date in giro per l’Italia per chi vi vuole venire a incontrare? Avete programmato altre date di presentazione?
LF: Allora, se ricordo bene, ovviamente non so gli orari, ma parliamo sempre del tardo pomeriggio, quasi sera. Sicuramente ci sono le presentazioni del 16 gennaio a Bologna, libreria Coop Ambasciatori. Il 18 gennaio a Vimercate, libreria il Gabbiano. E poi c’è 6 febbraio, al museo dei Beatles di Brescia, che è all’interno di una birreria. Queste al momento sono le tre presentazioni in programma, però stiamo lavorando per aggiungerne altre, ma dobbiamo ancora stabilire le date, sia perché dobbiamo vedere i vari impegni, capire se ci siamo tutti e tre gli autori o solo uno di noi due.

Ottimo, ascoltate, per finire la nostra intervista, “Nice to rock you” avrà un seguito. State già pensando a un seguito?
JT: Guarda, è stato è stato un lavoro abbastanza lungo e mi viene da dire faticoso, anche se poi alla fine è una cosa bella scrivere, solo che arrivare a concludere un libro che prevede questo tipo di ricerche non è propriamente una passeggiata. Quindi, per quanto mi riguarda, sono solo fan del goderci il momento, e poi ci penseremo. Per ora vogliamo farlo conoscere a più persone possibili, continuare appunto, come diceva Leonardo, ad organizzare un poco di presentazioni per portarlo in giro per l’Italia. Poi, noi ci lasciamo aperta qualunque strada, quindi vediamo se libro andrà bene, se davvero avremo la fantasia di buttare giù un’altra trentina di incontri che hanno fatto la storia, magari perché no?
LF: Non dico dI rispondere con altri 30 incontri, però sono d’accordo con Jessica sul goderci il momento. Adesso è anche molto bello presentare in giro Il libro. Poi sai, vedendo i nomi che ci sono, anche chi legge può dire: “Ma però chissà com’è andato quell’incontro tra e quindi nome di band, nome del produttore, nome del manager.”. Da valutare proprio per non raccontare magari anche sempre gli incontri più conosciuti, ma magari andando a fare delle ricerche approfondite, trovi anche dei personaggi non così famosi, ma in realtà fondamentali per le carriere di vere e proprie rockstar che tutti noi adesso amiamo.

Per le ricerche vi siete basati o su biografie?
JT: La ricerca è stata sicuramente molto approfondita, nel senso che poi, come ti dicevo prima, noi per primi ci siamo trovati a scoprire dettagli, degli aneddoti, delle piccole storie nelle storie, che noi stessi non conoscevamo. Per cui ti viene anche un poco spontaneo, scrivendo un libro, andare a verificare tutto e dire, ma questa cosa non l’avevo mai sentita. E possibile quindi? Spulciare Internet veramente, fino ai suoi ultimi meandri. E poi abbiamo letto molte biografie, spesso abbiamo guardato dei documentari, insomma abbiamo trovato tutte le fonti possibili e attendibili, ovviamente per andare a verificare tutti i vari fatti, le varie notizie che trovavamo.
LF: Il bello è che, a volte, loro stessi si smentiscono tra loro, magari nelle loro rispettive autobiografie dicono, uno racconta così e così, ma in realtà non è andata in questo modo e quindi dopo la distanza di anni, come quando Roger Daltrey ha potuto rispondere alla biografia di Pete Townshend, le ricostruzioni sono diverse.

Ascolta, non abbiamo parlato della prefazione di Manuel Agnelli, questa come è venuta fuori?
LF: Questa è venuta fuori perché pensavamo chiesti chi potesse raccontare o scrivere e condividere con noi qualche sua esperienza diretta e abbiamo pensato quindi a Manuel Agnelli che poi ha accettato, ed è arrivato direttamente da Ezio. Noi siamo molto contenti e orgogliosi che lui ci abbia raccontato le sue esperienze, tante magari che conoscevamo, che aveva raccontato negli anni, però vedere proprio il suo percorso, come lo ha portato prima fondare gli Afterhours, poi anche a tutto il resto. Perché parla anche del duetto più recente che ha fatto con la figlia. Nel suo caso appunto, è una versione un poco più originale rispetto a quelle che trattiamo noi all’interno del libro. E io personalmente, devo confessare che è stato anche un grande regalo, perché nel mio piccolo provavo a suonare e a cantare le canzoni degli Afterhours e poi me lo ritrovo come autore della prefazione del nostro nuovo libro, non posso che esserne felice. Ma noi lo ringraziamo anche per le belle parole che ha speso per noi proprio all’interno del libro, per il valore che lui dà proprio all’incontro, perché poi, come diceva Vinicius de Moraes, “La vita, amico, è l’arte dell’incontro.”, e noi siamo partiti da qui perché questa frase per noi è emblematica e racconta un poco quello che volevamo scrivere all’interno di questo libro. 

MAURIZIO DONINI

Band:
Ezio Guaitamacchi, Leonardo Follieri, Jessica Testa,
Edizioni Hoepli
Il libro è disponibile in pre-order al seguente link:
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