LONE ASSEMBLY – Knots & chains
Ci sono dischi che colpiscono per originalità e altri che convincono per esecuzione. Knots & Chains, debutto dei Lone Assembly, appartiene con decisione alla seconda categoria: un album solido, elegante e immersivo, capace di parlare immediatamente agli amanti del post-punk e della darkwave contemporanea. Il quartetto svizzero costruisce un sound fatto di linee di basso pulsanti, chitarre riverberate e sintetizzatori avvolgenti, su cui si staglia la voce profonda e teatrale di Raphaël Bressler. Fin dall’opener Call of the Swift è chiaro il terreno di gioco: atmosfere notturne, malinconia raffinata e una tensione emotiva che non si scioglie mai del tutto. Brani come The Pain Keeper e Nocturnal Vision funzionano bene grazie a una scrittura compatta e a una produzione molto curata, mentre My Life’s Solid rappresenta uno dei picchi emotivi del disco, con un crescendo di intensità davvero riuscito.
Il problema — o il limite, a seconda dei punti di vista — è che i Lone Assembly sembrano guardare in maniera quasi ossessiva agli Editors. E non parliamo di una semplice influenza: in certi momenti, tra l’impostazione vocale baritonale, le progressioni armoniche e il taglio melodico, il richiamo alla band di Tom Smith è talmente evidente da sfiorare la derivazione. Se chiudi gli occhi durante In the Open o You’re Pulling at the Same Strings, il confine tra omaggio e imitazione si fa sottile.
Ma sarebbe ingiusto liquidare Knots & Chains come un clone ben confezionato. Perché, al netto delle somiglianze, il disco funziona. Ha coerenza, ha atmosfera e soprattutto possiede quella capacità — non scontata — di trascinare l’ascoltatore dentro un mondo sonoro preciso. I Lone Assembly dimostrano di conoscere perfettamente i codici del genere e di saperli usare con gusto. Quello che manca, semmai, è lo scarto identitario: il guizzo che faccia dire “questi sono i Lone Assembly” e non “questi ricordano gli Editors”. Se nei prossimi lavori riusciranno a emanciparsi da influenze così ingombranti, potranno davvero fare il salto di qualità. Per ora, Knots & Chains resta un ottimo esordio darkwave/post-punk: non rivoluzionario, ma decisamente piacevole. E sì, sembrano proprio gli Editors — ma almeno lo fanno bene.
MAURIZIO DONINI
Tracklist:
1. Call of the Swift – 4:46
2. Fantasy – 2:34
3. Nocturnal Vision – 3:50
4. The Pain Keeper – 4:01
5. The City Works Like This – 3:39
6. In the Open – 3:00
7. My Life’s Solid – 3:35
8. You’re Pulling at the Same Strings – 4:36
9. Paler Streams – 3:14
10. A Dark Score – 5:25
Credits:
Album pubblicato il 27 febbraio 2026
Label: Irascible Records
Durata complessiva: circa 38 minuti e 44 secondi
Produzione e realizzazione: Parole e musica: Lone Assembly
Mix: Léo Zrehen presso DTR Studio, Chavornay (Svizzera)
Mastering: Julien Grandjean presso Jetlag Audio, Vevey (Svizzera)
Artwork/copertina: Victor McNeil
Band:
Raphaël Bressler – voce, tastiere
Glenn Le Meur – chitarra
Jim Bodeman – basso
Romain Segu – batteria
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loneassembly.bandcamp.com/album/knots-chains
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.




