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VERONICA – Intervista alla cantautrice romana

VERONICA – Intervista alla cantautrice romana

In occasione dell’uscita del nuovo EP “VERONICA”, ho avuto il piacere di intervistare Veronica Surrentino, interprete e cantautrice nata a Roma.

Ciao Veronica, benvenuta su Tuttorock, parliamo subito di questo tuo nuovo EP, che riscontri stai avendo?

Sono molto soddisfatta dei risultati ottenuti fino ad oggi, nel mio caso, essendo un percorso costruito nel tempo, ogni piccolo traguardo vale doppio perché rispecchia il lavoro di tanti anni e la costante voglia di raccontare attraverso la musica.

5 brani nati come e quando?

Ad eccezione de “La città nell’anima”, perla di Franco Fasano, Fabrizio Berlincioni e Roberto Cenci, gli altri quattro brani li ho scritti nell’ultimo anno e, come sempre, nascono al pianoforte. Sono frammenti di ciò che ho vissuto, attimi che mi piace cristallizzare e che cerco di trasporre in musica nel modo più sincero possibile.

In che modo hanno collaborato ai brani i musicisti Gianfranco Bonavalontà, Aldo Martino e Alessandro Bastianelli?

L’aspetto più importante quando si realizza un progetto è scegliere le persone giuste e io in questo sono davvero molto fortunata. Aldo Martino e Gianfranco Bonavolontà hanno realizzato l’arrangiamento dei miei brani, mentre Alessandro Bastianelli ha curato la sezione ritmica. Il loro apporto è fondamentale in studio così come lo è sul palco, sono loro, infatti, che mi accompagneranno nei prossimi live.

“La città nell’anima” è una tua personale rivisitazione del brano di Franco Fasano, come mai l’hai scelto?

È stato un regalo del maestro Fasano con cui ho avuto occasione di collaborare in precedenza e che mi ha permesso di “scegliere” dal suo repertorio (cosa davvero non facile data la quantità e la bellezza delle sue canzoni), un brano da interpretare. Quando ho ascoltato “La Città Nell’Anima” sono rimasta colpita dalla profondità del testo e l’intensità della musica e mi sono lasciata guidare dall’emozione. Menzione speciale per Marco Guarnerio ha realizzato un arrangiamento potente ed elegante nel contempo.

Il brano ha anche un video, di chi è stata l’idea?

Per la realizzazione del video ci siamo affidati a Max Minoia, che ha saputo tradurre in immagini la poesia del brano, alternando inquadrature più intime a panoramiche incredibili, come in quella finale dove la mia città, Roma, appare in tutta la sua magnificenza.

Hai collaborato recentemente con un grande della musica italiana come Maurizio Vandelli, quanto ti ha arricchito dal punto di vista sia umano che musicale questo incontro?

Ogni volta che si ha l’occasione di collaborare con artisti di così grande spessore, inevitabilmente, si cresce. Maurizio è una persona molto empatica, di grande ironia, ma soprattutto un professionista che dà valore ad ogni aspetto della musica, dalla fase di registrazione fino alla realizzazione del videoclip. Il featuring de “L’Aquilone” (Franco Fasano, Fabrizio Berlincioni) è stato per me un’esperienza indimenticabile sotto ogni profilo.

Per chi non ti conosce come e quando è avvenuto il tuo avvicinamento al mondo della musica?

Ho iniziato a studiare pianoforte a quattro anni, sono una persona molto timida ed emotiva e lo strumento mi permetteva di creare un filtro con la realtà. Crescendo ho unito la mia passione per il piano a quella per la voce, ho iniziato a cantare live e conosciuto musicisti incredibili che hanno alimentato giorno dopo giorno l’amore per questo lavoro. La scrittura è “arrivata” in un secondo momento, in una fase di maggior maturità e consapevolezza artistica.

Una domanda che faccio a tutti, se tu dovessi scegliere 5 dischi da portare sempre con te quali mi diresti?

Impresa ardua considerando che ascolto molti generi diversi, però direi:

1) Queen – Live at Wembley ’86

2) Rod Stewart – Greatest Hits

3) Toto – Fahrenheit

4) Whitney Houston – The Essential

5) Aretha Franklin – Live at Fillmore West

Il tuo più grande sogno musicale?

Ne ho tanti, primo fra tutti quello di poter collaborare in futuro con artisti internazionali, credo che la “condivisione” in questo lavoro sia un aspetto imprescindibile e avere l’opportunità di miscelare culture ed estrazioni musicali diverse sarebbe davvero il massimo.

Domanda d’obbligo, quali progetti hai per il 2023?

Esibizioni live in primis, tornare alle radici del mio modo di vivere la musica che è cantare sul palco, dal vivo, con i miei musicisti di sempre. Poi ci saranno nuovi progetti inediti a cui sto già lavorando e che vedranno luce in questo nuovo anno…diciamo che non ho proprio intenzione di fermarmi…

Grazie mille per il tuo tempo, vuoi aggiungere qualcosa per chiudere l’intervista?

Vorrei ringraziare le persone che ogni giorno rendono possibile la realizzazione di questo percorso, il mio management, la mia etichetta, i miei musicisti (compagni di viaggio unici) e la mia famiglia che mi supporta da sempre. Si possono avere buone canzoni, un altrettanto buona vocalità, ma senza il supporto di un team ed un lavoro “di insieme”, difficilmente si possono raggiungere risultati.

MARCO PRITONI