SINPLUS – Intervista su “Waiting for the dawn”

In occasione dell’uscita del loro nuovo album “WAITING FOR THE DAWN” ho intervistato la band SINPLUS.

Ciao e piacere di avervi sulle pagine di Tuttorock. Album splendido questo “Waiting for the dawn”, tanto hard-rock che fa rivivere il sound originale in chiave moderna. Siete d’accordo con questa sensazione? A chi vi siete ispirati componendolo?
Ciao raga, piacere nostro essere qui con voi a parlare di musica. Grazie! Non vedevamo l’ora di pubblicare queste nuove canzoni. Abbiamo cercato di mantenere il tutto molto organico, cercando di dare una nostra lettura moderna del classico suono da band. Queste canzoni sono state scritte pensando ai concerti; sarà sul palco che acquisiranno la loro massima espressione. Abbiamo seguito il nostro istinto, cercando di lasciar fluire ciò che avevamo dentro, senza guardare cosa fanno gli altri. 

Come è avvenuto l’inizio della vostra carriera artistica?
Siamo due fratelli cresciuti in una famiglia di amanti della musica. Suoniamo strumenti sin da bambini, ci dilettavamo a registrare su un vecchio 4 piste. Quand’eravamo teenager avevamo la sala prova della band di nostro papà a disposizione per divertirci con gli amici. A un certo punto abbiamo fondato la nostra prima band insieme. Da lì in poi la passione è cresciuta sempre più fino ad arrivare ai Sinplus, la nostra vita. 

In un’epoca dominata dall’elettronica, una tempesta elettrica di chitarre e ritmo come questa è incredibile, c’è stato un ritorno alle origini dopo l’ondata rap e trap?
Bisogna fare ciò che si sente dentro. A noi piace così. Sicuramente c’è un ritorno alle chitarre, anche se le grandi band non hanno mai smesso di riempire gli stadi. 

La Svizzera nell’immaginario collettivo ha un sentore molto ordinato e composto, ma musicalmente propone una scena rock di grande successo come Gotthard e Krokus, per nominarne due. Com’è il movimento e la scena rock nel vostro paese al momento? Cosa va per la maggiore?
Onestamente la Svizzera è meno composta e ordinata di quel che si crede (haha). Il fatto che le band svizzere più conosciute siano in giro da parecchi anni significa che ancora non c’è stato un vero ricambio. Di gruppi ce ne sono davvero tanti anche se si collabora poco; direi che comunque siamo sulla giusta strada. Durante l’estate la Svizzera è piena di festival rock e questo credo sia la cosa più bella della scena del nostro paese. 

Matteo Bassi, Marco D’Agostino, il grande Marco Barusso, tanti nomi famosi per finalizzare il prodotto, come vi siete trovati a completare il tutto?
Spaccano! E spaccano anche come persone. Con Matteo ci conosciamo da anni e avevamo già suonato e registrato insieme, ma da quando abbiamo iniziato a scrivere e produrre si è creato un feeling ancora più speciale. E questo è fondamentale. Poi poter lavorare con persone come loro ti da una marcia in più. Ti aiutano ad esprimerti al meglio. Colgo l’occasione per ringraziarli. 

Per i chitarristi potete dire qual è lo strumento preferito da Ivan?
Fender Strato. Tra l’altro è un ibrido tra due vecchie chitarre. Da una ho preso il manico e dall’altra il body…è stato amore a prima vista. Ogni chitarra ha il suo punto forte. Dipende cosa devi fare.  

Eurovision Song Contest e MTV Award, due eventi molto importanti, cosa potete raccontare di questi due avvenimenti?
L’Eurovision è come un tornado. Calcola che siamo passati letteralmente dalla cantina ad uno dei palchi più grandi al mondo. Come band indipendente non è stato facile gestire il tutto. Da un giorno all’altro avevamo giornalisti a casa, eravamo a suonare in mezz’Europa e le persone cantavano la nostra canzone. Ha cambiato tante cose per noi. E’ stato fantastico, una grande scuola. Mi ricordo ancora ad Amsterdam quando 1000 persone cantavano per la prima volta la tua canzone. Un’emozione indescrivibile. L’MTV Award è arrivato qualche anno dopo. MTV Germany aveva iniziato a girare le nostre canzoni, tra l’altro la prima con un video autoprodotto e girato da noi con un iPhone 5. Una grande soddisfazione essere stati nominati e meglio ancora averlo vinto. E’ una cosa che nessuno ci toglierà mai. Per ora ne abbiamo uno ma ne vogliamo di più (haha). 

Progetti futuri? Avete un tour in programma? Possiamo sperare di vedervi in Italia?
Stiamo completando l’album che arriverà a fine Marzo. Sicuramente seguirà un tour e molto probabilmente passeremo in Italia. Ci abbiamo suonato per la prima volta a settembre. Spesso andiamo a Milano a vedere i concerti perché il pubblico italiano è spettacolare. Non vediamo l’ora di condividere i nuovi brani con voi!! Grazie amici, a presto e ROCK ON!!

MAURIZIO DONINI 

Band:
Ivan Broggini
Gabriel Broggini 

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