Now Reading
IVAN FRANCESCO BALLERINI – Intervista al cantautore toscano

IVAN FRANCESCO BALLERINI – Intervista al cantautore toscano

In occasione dell’uscita del nuovo album “Racconti di mare. La via delle spezie”, ho avuto il piacere di intervistare il cantautore e musicista toscano Ivan Francesco Ballerini, classe 1967.  

Ciao e benvenuto su Tuttorock, iniziamo parlando di questo tuo nuovo album, “Racconti di mare. La via delle spezie”, come mai hai scelto questo tema?

Stavo scrivendo un disco che avrebbe dovuto portare il titolo di “Incontro al destino”, in quanto ogni brano avrebbe ruotato attorno a questo misterioso ed imprevedibile aspetto della vita che definiamo “destino”.

La taylor song di questo disco, che porta il titolo “incontro al destino”, l’ho scritta dedicandola al famosissimo paracadutista Francese Patrick de Gayardon.

Poi mi è capitato di leggere una bellissima storia circa il navigatore portoghese Vasco da Gama e soprattutto del misteriosissimo Pêro da Covilhã… e il mio progetto ha virato di bordo… decidendo che avrei scritto un intero album parlando di mare, di un viaggio in mare.

E così piano, piano ha preso forma “Racconti di mare – la via delle spezie”, album che si dipana su 12 storie, 12 brani.

L’ascoltatore sarà preso per mano, fatto salire su un galeone, è portato in un viaggio, tra sogno e realtà, via mare.

Alcuni brani narrano le gesta di famosi navigatori portoghesi (Vasco da Gama e Pêro da Covilhã), altri sono estrapolati dai celeberrimi racconti di mare di Joseph Conrad (Tifone e cuore di tenebra) per i grandi appassionati di letteratura, altri sono frutto della mia fantasia di scrittore.

Qual è il brano di questo album che, riascoltandolo, ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Sono tutti figli miei, ma il brano “Angoli dimenticati nelle vie del mondo” reputo sia quello che più mi appartiene.

Sai, io per molti anni ho girato tutto il mondo per lavoro, in paesi anche molto distanti da noi, per usi e costumi. Non è stato facile adattarsi a queste nuove modalità, a volte lavoravo con la febbre a 39… è stata davvero dura ma queste esperienze mi sono servite per capire molte cose, e credo, in questo brano di aver riversato molto di me… ritengo tra l’altro sia un brano e una poesia, dove si possono avvertire Pascoli, Leopardi… e tanta della nostra meravigliosa letteratura italiana.

L’idea del video “Al Bar del Porto” è stata tua?

È stato un progetto nato dalla collaborazione tra me, il mio arrangiatore Giancarlo Capo e il regista Nedo Baglioni.

Abbiamo trascorso interi pomeriggi al telefono per architettarne la regia, e posso dire con mia grande soddisfazione che è venuto fuori un vero capolavoro… poi l’incredibile attore Roberto Fazioli, nei panni questo marinaio, ha chiuso il cerchio. Una esperienza davvero indimenticabile.

Sei un figlio di un pittore ma hai scelto un’altra strada, quando e com’è avvenuto il tuo avvicinamento al mondo della musica?

È avvenuto davvero quando ero molto giovane, a otto anni per la precisione.

Chiesi a mia mamma di acquistare un pianoforte e di mandarmi a lezione… e così è stato.

Poi ho scoperto che il mio strumento non è il pianoforte ma la chitarra acustica, ed è con questa che compongo e scrivo le mie canzoni.

Una domanda che faccio a tutti, se tu dovessi scegliere 5 dischi da portare sempre con te quali nomi mi faresti?

Allora, li metto in ordine di importanza:

Racconti di mare – la via delle spezie;

La buona novella – Fabrizio De André;

Anime salve – Fabrizio De André;

Selling England by the Pound – Genesis;

Wish you were here – Pink Floyd.

C’è qualche artista di oggi che ti ha particolarmente colpito?

Sì, uno in particolare: Ivan Francesco Ballerini.

Hai atteso molto prima del tuo primo disco, poi, in 3 anni, ne hai pubblicati 3, come mai questa scelta?

Non si tratta di una scelta, ma più che altro di un bisogno… bisogno di comunicare, di scrivere, di lottare, per cercare di riportare un po’ di poesia, di cui oggi vi è un maledetto bisogno… non trovi?

Si sente parlare di morte, di guerra, di prezzi in aumento… ma di arte, di cultura non ne parla più nessuno.

Ritengo quindi la mia sia una missione… una missione svolta col cuore, per non sentir parlare soli di numeri e di economie.

Quindi, proseguendo di questo passo, il prossimo disco vedrà luce nel 2023?

No, non credo il prossimo anno di fare nulla… questo disco mi ha assorbito molte energie e… molti soldi.

Ho altri progetti, sto in gara con un brano per il Tour Music Fest, e due brani di questo album li ho inviati alla bellissima rassegna di MUSICULTURA… stiamo a vedere cosa succede.

Ho già molti brani scritti, alcuni davvero molto particolari ed attuali, devo solo trovare il tempo di arrangiarli…

Grazie mille per il tuo tempo, vuoi aggiungere qualcosa per chiudere l’intervista?

Voglio ringraziarvi per le domande che mi avete rivolto, che mi hanno dato modo di poter raccontare e di raccontarmi.

MARCO PRITONI