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IRENE EFFE – Intervista alla cantautrice per “Terra Bruciata”

IRENE EFFE – Intervista alla cantautrice per “Terra Bruciata”

Irene Effe, ovvero Irene Fornaciari, un nuovo nome e un nuovo viaggio musicale. In occasione dell’usciata del suo nuovo album “Terra Bruciata”, ho avuto l’occasione ed il piacere di intervistarla. Qui di seguito l’intervista.

Ciao Irene e benvenuta su Tuttorock. Il nuovo album, “Terra Bruciata” quali sono state le ispirazioni? Come sono nati i vari brani?
Per scrivere questo disco ho ascoltato molta musica internazionale, volevo che il sound fosse forte e impattante. Mi hanno ispirato, tra i tanti, artisti come Woodkid, per la parte più tribale del disco, Moses Sumney, Jacob Banks, che usano l’elettronica in modo innovativo miscelandola con suoni organici e proponendo un modo nuovo di concepire il Soul e l’ R&b. Questi brani sono nati da una forte        esigenza di tirare fuori cose che ho tenuto nascoste e represse dentro di me per troppo tempo! Per questo le canzoni sono molto energiche, arrabbiate, ciniche alle volte, sentivo il bisogno di sfogarmi attraverso la musica che è stata da sempre per me il veicolo migliore per esprimermi.

Come nasce un tuo brano, dal testo o dalla musica?
I miei brani nascono sempre prima dalla musica. Scrivo nel mio piccolo studio di casa dove ho solo l’essenziale per buttare giù idee. Spesso nascono semplicemente da un beat dove poi costruisco sopra l’armonia e le melodie, oppure da degli accordi di piano dove poter spaziare con la voce e trovare delle melodie accattivanti che inizialmente hanno un testo in finto inglese (o come si dice in gergo in inglese maccheronico!) Solo dopo che ho la melodia e una bozza di mondo sonoro allora scrivo il testo e cerco di estrapolare quello che già la musica mi suggerisce. Non è una cosa semplice per me, la musica solitamente mi viene in modo fluido mentre con i testi devo spenderci molto più tempo!

Il significato del titolo “Terra Bruciata” e dei testi dei vari brani?
“Terra Bruciata” esprime il fatto di aver raso al suolo tutto quello che mi circondava nella mia vita precedente, sia nella sfera privata che lavorativa, per cui in un certo momento ho davvero creato il vuoto intorno a me e la cosa non è stata semplice ma ora posso dire che è stata necessaria.  Essendomi ritrovata completamente da sola a dover riprendere in mano tutto, ho capito poi che questa terra sarebbe stata un nuovo spazio da riempire e da seminare di cose nuove che effettivamente adesso stanno sbocciando e crescendo più forti di prima

Quale è per te la Terra Bruciata?
Per me la Terra Bruciata è la consapevolezza di dover abbandonare certe dinamiche mie mentali del passato che mi facevano soffrire e che non mi ingabbiavano non facendomi sentire me stessa.

Possiamo parlare di una nuova fase della tua carriera?
Sì, assolutamente! Sono molto più consapevole di me, dei miei limiti e delle mie paure, per questo riesco ad essere molto più lucida nelle mie scelte e la carriera me la sto costruendo da sola, senza nessun’altro che condizioni il mio modo di comunicare attraverso le canzoni.

Sono passati circa 17 anni dal tuo primo singolo, quanto sei cambiata sia musicalmente ché come persona?
Credo di essere evoluta molto sia musicalmente che come personna. Musicalmente perchè in questi anni ho davvero ascoltato molta musica da tutto il mondo per cui ho davvero aperto la mente, questo l’ho potuto fare fregandomene totalmente delle classifiche e dei numeri sulle varie piattaforme ma, anzi, andando ad ascoltare artisti non troppo conosciuti ma veramente eccezionali! Come persona, lo stesso, ho cercato di uscire dalle mie comfort zone che lì per lì ti rassicurano e ti fanno sentire protetta quando invece poi sono solo una palude che ti trattiene e non ti permette di aprirti a nuove esperienze e crescere! Per evitare di avere paura rimani impantanato nel solito loop senza mai darti la possibilità di crescere come persona.

Hai sperimentato di più questa volta?
Sì, decisamente! Non avendo più nessun limite o paletto imposto dal mercato musicale, ho sperimentato mondi nuovi, ho scritto in modo istintivo senza freni o troppe sovrastrutture.

 Stavolta Irene Effe, perché? Fornaciari è un cognome ingombrante?
No, solo che era da tanto che avrei voluto un nome d’arte ma prima mi facevo problemi! Eliminare il mio cognome poteva essere interpretato come un rinnegare il fatto di essere figlia d’arte, essendo ora in una fase molto libera della mia vita ho fatto semplicemente quello che avrei voluto fare tempo fa!

Hai partecipato anni fa al Festival di Sanremo, vorresti tornare su quel palco?
Il festival di Sanremo è una vetrina importantissima, grazie alla quale si riesce in una settimana a diffondere la propria musica ovunque! Per cui, parteciperei volentieri anche se , sinceramente, è una settimana allucinante a livello di stress psicologico.

Cosa vuoi lasciare a chi ascolterà il tuo nuovo album?
Vorrei che questo disco per le persone che lo ascolteranno fosse come un discorso motivazionale! Un incoraggiamento a non sentirsi sbagliati, inadatti, vulnerabili, ma anzi di sentirsi forti nell’essere fragili, stupendi nell’essere diversi, e coraggiosi nell’ammettere di avere paura, ma soprattutto liberi di essere ció che si è senza dover per forza indossare delle maschere o dei finti sorrisi.

Una domanda che mi piace fare, conosciamo ogni artista per il suo percorso artistico, ma hai altre passioni al di fuori della musica?
Sì, tante passioni ma una su tutte è il giardinaggio! Stare a contatto con la natura per me è fondamentale e vitale! Mi piace prendermi cura delle mie piante e dei miei fiori in giardino, ho due piante di agrumi e di limoni che mi danno molta soddisfazione, ma anche un melograno, un fico, dei banani.

 Ti ringrazio Irene, ora chiudi l’intervista come vuoi, un messaggio ai nostri lettori per ascoltare la tua musica o qualsiasi altra cosa tu voglia dire.
Semplicemente vorrei ringraziare chi solo si soffermerá a leggere questa mia intervista! Non dó più niente per scontato, anche questo l’ho imparato col tempo!
Spero davvero che il mio disco possa trasmettere energia e possa essere uno spunto per riflettere e andare a smuovere i sentimenti più profondi! E se anche solo una persona dopo averlo ascoltato si sentirà meno sola, io avró vinto!

FABIO LOFREDO