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EUGENIO FINARDI – Intervista al Maestro sulla “Musica Ribelle” degli ann …

EUGENIO FINARDI – Intervista al Maestro sulla “Musica Ribelle” degli ann …

EUGENIO FINARDI
Dopo il successo estivo nelle piazze di tutta Italia, torna 
“FINARDIMENTE”
In una nuova versione concepita per portare nei teatri lo show tra musica e parole del cantautore 

Dopo la prima data autunnale di #FINARDIMENTE dello scorso 27 settembre al Teatro ai Colli di Padova, la prossima occasione di assistere allo spettacolo sarà il 17 novembre a Rho – MI (Auditorium di Via Meda). Il tour riprenderà poi a partire dal 2019, intervallato da una serie di eventi speciali che consentiranno a Eugenio Finardi di portare nuove declinazioni della sua musica in Italia e all’estero. Eugenio a novembre sarà infatti anche ospite di “ITALIANA Kulturbrücke am Rhein”, il festival di cultura italiana della città di Colonia.
 
#FINARDIMENTE: una parola composta che è insieme un avverbio, un nome, un verbo. Tre modi per rispondere al dubbio su cosa sia la Verità nell’Arte. Questo lo show tra musica e parole di EUGENIO FINARDI dove il cantautore cercherà di svelare la sua verità dietro ogni forma di rappresentazione artistica con un racconto sincero e sfacciato delle emozioni di intere generazioni e ovviamente la sua musica!
 
Due le esperienze recenti di Finardi che hanno costituito la scintilla creativa dello spettacolo
°FINARDIMENTE: da una parte il suo “ripercorrere i luoghi della memoria” in senso proustiano, attraverso il fortunato progetto “40 anni di Musica Ribelle”, che ha permesso al cantautore di riaprire un archivio musicale e umano riscoprendo il “sé” ragazzo, prima della grande popolarità. La stessa persona di oggi, certo, eppure al contempo qualcuno che non esiste più.
Dall’altra parte, la recente realizzazione di un musical ispirato alla sua musica e vita, che gli ha permesso di osservare una rappresentazione “esterna” di sé. Il Finardi percepito dagli altri, un Finardi vero sicuramente, eppure inesistente se non nella mente di chi si è costruito un’idea di lui.
 
«Sempre più spesso – dichiara Eugenio – quando le persone mi aspettano per un saluto a fine concerto, mi ringraziano per ciò che ho rappresentato nelle loro vite. Da ragazzo questa cosa mi inorgogliva, adesso invece sento principalmente gratitudine e rispondo che sono io a ringraziare loro perché è attraverso la loro percezione che sono diventato la persona che sono».
 
Dopo la stagione estiva in tour nelle piazze di tutta Italia, ora lo spettacolo ritorna nei teatri, mantenendo una formazione raffinata (chitarra, violoncello e percussioni), alla quale si aggiungono anche le tastiere. Finardi darà libero sfogo alle sue doti di affabulatore per accompagnare il pubblico in un percorso di racconti e considerazioni che toccheranno temi universali ma anche aneddoti intimi, generando un’ampia tavolozza di emozioni, dalle risate alla commozione.

In scaletta, insieme ai brani fondamentali della sua lunga carriera, anche alcune chicche mai eseguite dal vivo, che ciononostante sono diventate nel tempo dei classici, come “Il Vecchio Sul Ponte” e “I Fiori del Maggio”. Ma Eugenio si sentirà anche libero di improvvisare lasciandosi influenzare dall’atmosfera e dalle suggestioni del pubblico. Sul palco insieme a lui, Giovanni “Giuvazza” Maggiore alle chitarre, Claudio Arfinengo alle percussioni, Marco Lamagna al basso, Federica Finardi Goldberg al violoncello e Alex Catania alle tastiere.