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ENRICO GABRIELLI – Intervista all’artista

ENRICO GABRIELLI – Intervista all’artista

Siamo con Enrico Gabrielli dopo un fantastico concerto con il progetto Incident On South Street al Freakout di Bologna. Per spiegare con chi abbiamo a che fare diciamo subito che questo fantastico musicista si diploma in clarinetto e studia composizione con D.Lorenzini, S.Sciarrino e A. Solbiati. All’inizio suona molta musica contemporanea  (Ensemble Risognanze, EMP Ulm, Sonata Islands) e partecipa a svariate performance e istallazioni (Timet, Sottosuono, LabF.S.). In seguito diventa musicista rock alternativo fondando i Mariposa e i Calibro 35 e collabora come arrangiatore e musicista aggiunto, tra i tantissimi nomi in elenco, con Afterhours, Baustelle, Vinicio Capossela, Dente, Morgan, Nada partecipando a più di 200 dischi in 14 anni di attività. EG fa parte in pianta stabile del progetto di Mike Patton “Mondo Cane” ovvero un progetto di rilettura del repertorio di canzoni italiane anni ’60 per grosso ensemble. Oltre ad aver suonato nel disco “The Resistence” dei Muse, ha spesso incrociato il palco con il produttore britannico John Parish. Ha suonato con l’ex Dream Syndicate Steve Wynn e con il suo Baseball Project, band composta fra gli altri da Buck e Mills dei R.E.M e nel marzo del 2013 ha fatto parte della band di Daniel Johnston a Roma. Ha suonato spesso con Damo Suzuki all’interno del suo Network e ha avuto la grande fortuna di suonare con Daevid Allen dei Gong. Suona clarinetti, flauti, sassofoni, percussioni e tastiere.

Innanzitutto piacere di conoscerti, leggendo la tua biografia c’è da essere impauriti a trovarsi qui con Te, grazie di averci concesso questa intervista.
Hai una formazione classica se non erro, hai studiato al Conservatorio Verdi di Milano giusto?
E’ l’unico titolo di studio, è un titolo come avere quello di perito tecnico.

Hai militato in gruppi come Mariposa e fondato i Calibro35, sei stato negli Afterhours, passi indifferentemente dal jazz al funky al rock alternativo, le tue radici quali sono? Dove ti senti più a tuo agio?
Sì, ho fondato i Calibro35 assieme a Luca Cavina, che è il bassista che è sul palco con me stasera. Sono stato negli Afterhours per tre anni e mezzo, da gennaio 2006 a febbraio 2009.

Una serie di collaborazioni sontuose, da Benvegnù a Morgan, addirittura l’orchestra a Sanremo, cosa ci puoi raccontare di queste esperienze?
Con Benvegnù non ho proprio lavorato, ho fatto due cose nel suo disco, con Morgan invece ho lavorato tanto, soprattutto in Da A ad A, il suo disco del 2007. E’ un poco che non sento Manuel, sento e lavoro spesso con Rodrigo, ho partecipato ad un pezzo nella riedizione del 2014 di Hai paura del buio?. A Sanremo diressi la band con gli Afterhours, suonavo con loro nel pezzo e a metà andavo a dirigere l’orchestra, e lì abbiamo vinto il Premio Mia Martini,

La serie è infinita, dai bravissimi A Toys Orchestra a Capossela, dai Gong dell’ex Soft Machine Daevid Allen, si passa dal rock alla sperimentazione insomma.
Con la A Toys Orchestra gli ho fatto gli arrangiamenti qualche anno fa, Allen ha partecipato ad un disco dei Mariposa. Ho ricominciato a studiare composizione, sono tornato al Conservatorio quest’anno perché sto riprendendo la passione per la musica colta diciamo, piano piano voglio re iniziare con la contemporanea.

Come sei arrivato a suonare nella band mondiale dei Muse in The Resistence?
Ho fatto una partecipazione vero, uno shot molto interessante.

Il MEI è oramai un qualcosa di mitico, premiato dall’eterno Sangiorgi come miglior produttore nel 2009, chi avevi prodotto in quell’occasione?
Giordano lo conosco poco, a dire il vero quel premio l’ho vinto, ma non era meritato, perché a quel tempo non avevo ancora prodotto un disco. E’ stato un premio un poco strano, ho prodotto dei dischi, ma dopo. Mi ricordo il MEI nel 2002-2003, ultimamente non l’ho seguito molto.

Hai riproposto canzoni italiane anni sessanta assieme all’enorme Mike Pattone (Faith No More) nel progetto Mondo Cane.
Sì vero, è stato molto bello.

Potremmo citare mille tuoi interventi da Zen Circus a Baustelle, da PJ Harvey ai REM Buck e Mills.
Zen Circus ho fatto una piccola partecipazione nel disco, con Baustelle ho fatto l’arrangiamento del disco, un lavoro piuttosto grosso oltretutto. Con PJ Harvey sono stato a registrare in Inghilterra. Ho fatto una guest dal vivo con Steve Wynn, ex Dream Syndicate, con il suo Baseball Project, band composta fra gli altri da Peter Buck e Mike Mills dei R.E.M.

Hai spaziato tra tanti generi musicali, in quale ti trovi più a tuo agio?
Non mi ritengo un jazzista, non ho mai studiato, sono propenso a lavorare molto sulla musica contemporanea perché quella è la mia formazione. Il genere di stasera non è jazz, ci divertiamo molto, io lo definirei un jazz-punk.

Cosa ti piace ascoltare al momento?
Al momento ascolto Radio 3, dal mattino alla sera, tutto quello che passa alla radio lo ascolto con molta attenzione. Trasmissioni tipo 6 Gradi, ed altre tipo la domenica sera.

Cosa pensi dei moderni mezzi di distribuzione digitale come Spotify?
Non sono una persona che segue molto questi sistemi, uso molto Youtube, come Incident On South Street ancora non ci trovi, stiamo pensando di fare un disco e ci stiamo ragionando sopra come farlo. Il nostro progetto è stile anni ’70 quando non c’erano tutte queste tecnologie, siamo molto sul live con questo nostro progetto.

E del crowfunding?
L’ho usato per fare un film, Unità di produzione musicale, non penso di usarlo per fare dischi, credo sia utile per fare cose dove ti servono molti soldi. Oggi per fare un disco non ne servono molti quindi non penso sia particolarmente utile. E’ giusto comunque che ognuno si ingegni come vuole.

Progetti futuri?
Esecutori di metallo su carta, è un ensemble di musica contemporanea, trascrizioni di gruppi della scena strumentale italiana, un poco estremi come Zeus, Meteor ed altri. Stiamo tirandoci fuori un album e voglio portarlo in giro.

Grazie per il tempo dedicato, sei una delle persone più disponibili che mi sia capitato di conoscere oltre che uno dei più virtuosi ed altrettanto modesti nel porsi come rapporti umani. Un grande personaggio oltre che un artista con tutti gli attributi.

MAURIZIO DONINI

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