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VINICIO CAPOSSELA “Ballate per uomini e bestie” – Live @ Teatro Duse, Bo …

VINICIO CAPOSSELA “Ballate per uomini e bestie” – Live @ Teatro Duse, Bo …

Vinicio.Capossela Tour.Ballate.per .uomini.e.bestie Teatro.Duse Bologna 2019 013

Ore 21 e 10, si spengono le luci dello splendido Teatro Duse di Bologna, dove i biglietti sono esauriti per il concerto di Vinicio Capossela, che sta portando nei teatri italiani il suo spettacolo incentrato sull’ultimo album “Ballate per uomini e bestie”, a mio avviso uno dei migliori lavori dell’intera carriera dell’artista campano, che paragona allegoricamente le bestie agli umani.

Dopo l’ingresso dei cinque musicisti che l’accompagnano, arriva Vinicio sulle note di “Uro” indossando uno dei tanti copricapi “animaleschi” che faranno compagnia a costumi e maschere di ogni tipo, da quella raffigurante una testa di maiale a quella del lupo, dall’orso a quella del medico durante i periodi della peste, sempre mantenendosi fedele ai testi che recita, perchè quando si tratta di uno spettacolo di Capossela, non si deve parlare di semplice musica ma anche di teatro, di circo, di show a 360 gradi, che lambisce anche i territori del cabaret e che sembra essere una sorta di serata passata in una taverna nel basso medioevo a sorseggiare, anzi, a bere fiumi di vino rosso davanti ad un bell’arrosto di maiale, quest’ultimo animale santificato dalle parole del brano “Il testamento del porco”, un vero e proprio inno al suino ispirato ad uno scritto del cantastorie bolognese del 1500 Giulio Cesare Croce, ricordato dalle parole di Vinicio, che aggiunge una battuta: “Sarà forse per questo che viene spesso avvicinato a Dio”. Eh sì, di battute se ne sentiranno tante in questa bella serata dalla cultura con la C maiuscola, soprattutto quando si tratta di politica con la metafora del capitano senza testa citato in “Pryntyl”, un capitano nemico dei porti di cui tutti conosciamo il nome. Molti riferimenti vanno anche chi nella società attuale viene considerato ai livelli più bassi, più per sfortuna che per altro, come ad esempio Stefano Cucchi, o Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana, ed infatti il nuovo album si riferisce a molti “Poveri Cristi”, con Vinicio che si dimostra narratore di storie come pochi altri riescono ad essere nel panorama musicale contemporaneo, soprattutto nelle canzoni più intense come “La ballata del carcere di Reading”, adattamento dell’omonima ballata di Oscar Wilde. I musicisti che accompagnano l’istrionico personaggio in questo viaggio tra teatro, musica e poesia, sono Alessandro “Asso” Stefana alle chitarre, Andrea La Macchia che si alterna tra contrabbasso e basso elettrico, Raffaele Tiseo al violino, Niccolò Fornabaio alla batteria e Giovannangelo De Gennaro a strumenti di centinaia di anni fa quali l’organistro e la viella. Il teatrino messo in piedi dai sei protagonisti si divide tra momenti riflessivi e momenti più festosi, tra il sacro ed il profano, mentre nei tre teli disposti dietro di loro vengono proiettate immagini stilizzate inerenti ad ogni brano e, in occasione della toccante “La giraffa di Imola”, che racconta un fatto di cronaca avvenuto alcuni anni fa, c’è spazio anche per alcune fotografie di quella vicenda, che può essere considerata una metafora di chi viene ingabbiato dai deliri della società di oggi, e per un omaggio a Lucio Dalla, considerato da Vinicio una fonte di ispirazione grazie alla quale egli è riuscito a raccontare e a musicare questa vicenda. Con “Il ballo di San Vito” e la sorpresa di “Che coss’è l’amor”, il pubblico si scatena e risponde con balli e scroscianti applausi. Dopo inchini e saluti vari, cala il sipario dopo le emozionanti “Ovunque proteggi” e la conclusiva “La lumaca”, con i musicisti che abbandonano lentamente il palco, a passo di lumaca come la canzone suggerisce, a concludere uno spettacolo totale di quasi tre ore, messo in scena da un artista totale, un vero e proprio cantastorie proveniente da epoche lontane ma aggiornatissimo su quanto sta succedendo nel mondo contemporaneo, dando vita ad un contrasto tra parole e fatti di epoche diverse, un contrasto da cui nascono le sue bellissime canzoni.

MARCO PRITONI

Photoset by DANIELE AVERSANO

Credits: si ringrazia il Teatro Duse per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

BAND:
Voce, pianoforte, percussioni chitarra acustica: Vinicio Capossela
Chitarre: Alessandro “Asso” Stefana
Contrabbasso, basso elettrico: Andrea La Macchia
Violino: Raffaele Tiseo
Organistro, flauti, viella: Giovannangelo De Gennaro
Batteria: Niccolò Fornabaio

SETLIST:
Uro
Danza Macabra
La Peste
Loup Garou
La tentazione di Sant’Antonio
Il testamento del porco
La ballata del carcere di Reading
La belle dame sans merci
Con una rosa
La giraffa di Imola
I musicanti di Brema
Marajà
Pryntyl
Pleiadi
Di città in città (…e porta l’orso)
Suona Rosamunda + Polka di Warsawa
La madonna delle conchiglie
Povero cristo
L’uomo vivo
Che coss’è l’amor
Al colosseo
Encore 1:
Ballo di San Vito
Ovunque proteggi
Encore 2:
La lumaca

Locandina
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