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SIGUR RÓS – “LOCUS FESTIVAL” BARI

SIGUR RÓS – “LOCUS FESTIVAL” BARI

“Faro Borbonico” Bari, 11 luglio 2023 – Per il Locus Festival un concerto internazionale a Bari della band islandese dei Sigur Rós, la cui tournée è nata dopo la pubblicazione del loro ultimo lavoro discografico «Átta», molto apprezzato dalla critica internazionale.

Jónsi, Georg Holm e Kjartan Sveinsson, si presentano con un live-set, avvolti da tantissimo fumo e luci bassissime, con lampadine su aste che rende l’atmosfera intima e onirica.
I molti presenti nella originale location del Faro Borbonico di Bari, dentro il porto turistico e commerciale, vengono accolti con calore e curiosità, per quanti non li hanno mai visti dal vivo e grazie al Locus Festival di Bass Culture, abbiamo avuto il piacere di averli in terra pugliese.

L’atmosfera diventa subito sognante, mistica e quasi irreale.  dove Jónsi usa la sua voce come uno strumento.

Un grande schermo proietta alle spalle del palco, immagini digitali colorate in sintonia con la loro musica, mentre la band è quasi sempre avvolta da nuvole di fumo.

Quasi due ore di live, a tratti più energico, molto apprezzato e applaudito dal pubblico presente.

 

ALESSANDRO LONOCE

BIO

I Sigur Rós sono una delle band islandesi di maggior successo di tutti i tempi, le loro origini risalgono al 1994, quando tre adolescenti, Jónsi Birgisson, Ágúst Ævar Gunnarsson e Georg Hólm, si uniscono per formare un gruppo. La scelta di chiamarsi Sigur Rós viene dettata dal fatto che nacque la nipote di Birgisson chiamata Sigurrós, un nome molto comune in Islanda che significa “Rosa Della Vittoria”. Dopo un primo singolo, “Fljúgðu”, vengono immediatamente notati da Björk, la quale inserisce il brano in un proprio disco. I Sigur Rós rimasero confinati nel territorio islandese fino al primo album, “Von”, che vide la luce nel 1997, seguito nel 1998 da un remix, “Recycle Bin”.
Nel 1999 la band pubblica “Ágætis Byrjun”, che ottiene un grande successo internazionale.
I Sigur Rós cominciano a raggiungere prestigiosi riconoscimenti anche fuori dall’Islanda e, grazie al trionfo ottenuto, fanno da spalla a gruppi come Godspeed You! Black Emperor e ai Radiohead, oltre a partecipare a numerosi festival in giro per l’Europa, ricevendo anche recensioni positive da “Entertainment Weekly” e “The Wire”, negli Stati Uniti. Alla fine del 2001, “Ágætis Byrjun” viene dichiarato Il Miglior Album Islandese Del Secolo. Con il terzo album, “( )”, chiamato anche “Svigaplatan”, i Sigur Rós danno vita a una nuova lingua, il vonlenska, tradotto in inglese “hopelandic” e in italiano “speranzese”.
Le otto canzoni dell’album, senza titolo, sono cantante in questa lingua inventata e formata da sillabe senza alcun significato: ogni sillaba viene scelta sulla base della sua musicalità.
Il cantante Jónsi Birgisson, ha creato il vonlenska per far sì che la lingua diventi uno strumento musicale in grado di esprimere dei concetti con i suoni. Nel 2020 la band ha pubblicato il live album “Odin’s Raven Magic”, versione orchestrale del poema islandese Hrafnagaldr Óðins. Molti brani del gruppo islandese sono stati inseriti in colonne sonore di film, serie tv e videogiochi. Tra questi, “Vanilla Sky” di Cameron Crowe, “127 ore” di Danny Boyle, “Il Gusto Dell’amore” di Giulio Berruti, “Le Avventure Acquatiche Di Steve Zissou” di Wes Anderson, “Dragon Trainer”. I Sigur Rós hanno poi scritto per intero la colonna sonora “La Mia Vita È Uno Zoo” di Cameron Crowe.  Mentre diversi brani sono presenti nelle serie tv “The Walking Dead”, “The Vampires Diaries” e “Game of Thrones” e nei trailer dei videogiochi “The Prince of Persia”, “Assassin’s Creed IV: Black Flag”, “Dead Space”.

 
 

 

Photoset by ALESSANDRO LONOCE

 

Credits: Si ringrazia LIVE NATION per la cortese disponibilità e BASS CULTURE per l’ospitalità e la perfetta organizzazione dell’evento.