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DESTRAGE “A Means To No End tour” + Logical Terror + Aquiver – Live @ La Tenda, Modena 8-12- …

DESTRAGE “A Means To No End tour” + Logical Terror + Aquiver – Live @ La Tenda, Modena 8-12- …

In mezzo alla fittissima nebbia di Modena, a La Tenda live, sta per iniziare una serata devastante! I milanesi Destrage, che hanno appena pubblicato l’ultimo album in studio, “A means to no end”, con di spalla i Logical Terror e gli Aquiver si esibiranno dopo quattro anni in questo bel locale modenese, che tra i punti di forza ha il fatto di offrire l’ingresso gratuito alle sue serate, oltre che proporre ottimi concerti, in un ambiente confortevole e piacevole.
 
I reggiani Aquiver, formazione nata da poco ma i cui membri hanno un background di collaborazioni importanti alle spalle (il batterista è Luca Setti dei Trick or Treat) scaldano gli animi proponendo un buon metal moderno, con ispirazioni tratte da 30 Seconds to Mars, Bring me the Horizon e similari.
 
La voce di Luca Pretorius è decisa e melodiosa, e la resa con l’aggressiva batteria di Luca Setti e le melodie complesse e cadenzate delle chitarre e delle tastiere hanno reso il live act piacevole e coinvolgente anche per chi, come me, non conosceva la loro proposta musicale.
 
Formazione:
Vocals/Guitar: Luca Pretorius
Bass/Vocals: Marco Profeta
Guitar/Vocals: Eugenio Cattini
Keyboards/Vocals: Ciro Vassallo
​Drum/Vocals: Luca Setti

 
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I modenesi Logical Terror tornano ad esibirsi alla Tenda dopo il release di Ashes Of Fate, uscito qualche mese fa, ottenendo nuovamente un buon successo di pubblico.
Il loro sound si ispira in qualche modo a Fear factory e Soilwork, ma con le due voci che si intrecciano e alternano, una più melodica di Emiliano e quella più urlata e aggressiva di Julius, il risultato è molto più moderno e fruibile.
I riff si rifanno al djent dei Meshuggah e alle melodie dei gruppi sopra descritti, così come le tastiere, che non appesantiscono il suono ma lo rendono ancora più godibile.
Dal punto di vista della potenza sonora sono sicuramente massicci e di impatto, con un’ottima presenza sul palco e buon feeling tra i musicisti.
Il nuovo album è sicuramente ben scritto, ottimamente prodotto e ben suonato, e si inserisce in una corrente musicale che da qualche anno non è più mainstream come all’inizio degli anni 2000, cosa che, almeno in Italia, potrebbe impedirgli di fare il botto, ed è un peccato vista l’alta qualità della musica proposta.

Setlist:
​Intro + 10000 Falls
Nowhere to Nowhere
The World Was Mine
Nameless
Another Day Gone
The Long Descent 
Sleep Well The Darkest Night
Ashes Of Fate 

 
Formazione:
Emiliano Gozzi | Clean vocals
Julius Morse Sic | Scream vocals
Federico Leone | Drums
Claudio Corvo Mulas | 7strings
Roberto Piv-o | Bass
 
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E’ il momento dei Destrage, la gente si accalca sempre di più contro il palco e le note di Don’t stare at the edge, singolo tratto dal nuovissimo album, segnano l’inizio del delirio e del pogo.
La scaletta alterna brani nuovi e pezzi delle precedenti uscite discografiche, si passa così da
Destroy Create Transform Sublimate e My Green Neighbour a Blah Blah, che tra ritornelli che entrano in testa e riff psicotici che ben mettono in mostra le capacità tecniche di Ralph Salati e Matteo di Gioia, dimostrano che la potenza devastante dei Destrage non si è minimamente affievolita negli anni.
Sin dal primo”Urban Being” innovativi ed eclettici, i ragazzi trovano sempre soluzioni musicali particolari e nevrotiche,che unite ad una conoscenza tecnica musicale e dello strumento che suonano li rende davvero da tenere d’occhio nella scena metal nostrana. Gruppo maturo e conscio delle proprie capacità, ottimo su disco, ma che live fa sempre prestazioni immense, solitamente sono difficili da comprendere al primo ascolto, possono risultare spiazzanti, ma con i nuovi brani riescono a cogliere nel segno.
Sicuri di ciò che fanno con un punto di forza come Federico Paulovich dietro alle pelli, batterista completo e che alterna a strutture tipicamente metal tratti di jazz e fusion, che comunque si miscelano perfettamente con i brani.
Paolo Colavolpe non si ferma un attimo, canta quasi in braccio al pubblico, salta e corre da un lato all’altro del palco, stimola i presenti a partecipare e nel frattempo urla e canta senza sbavature; anche Gabriel Pignata è fautore di un’ottima prestazione, preciso e presente in ogni momento.
La chiusura è affidata a due grandi classici, la schizofrenica Panda Vs Koala  e la melodica e cadenzata Jade’s Place, grandi brani per un grande gruppo che meriterebbe un successo ben più ampio.
 
Formazione:
Paolo Colavolpe – Vocal
Matteo Di Gioia – Guitar
Gabriel Pignata – Bass
Ralph Salati – Guitar
Federico Paulovich – Drums
 
Setlist:
Don’t Stare at the Edge The Flight
Destroy Create Transform Sublimate Silent Consent
My green neighbour Blah  Blah Dreamers
Ending to a Means Double Yeah Symphony of the Ego Not everything is said Purania + out Peacefully Lost Panda VS Koala Jade’s place
 
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Report & photoset by ALESSANDRA MERLIN
 
Credits: si ringrazia Bagana Rock Agency per la gentilissima disponibilità.
 
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