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GIANLUCA GRIGNANI – L’ATTESA AL FESTIVAL DOPO 8 ANNI E IL DUETTO CON ARISA

GIANLUCA GRIGNANI – L’ATTESA AL FESTIVAL DOPO 8 ANNI E IL DUETTO CON ARISA

Lo avevano definito l’erede di Vasco. La sua musica è rimasta nel cuore di più generazioni, i suoi brani nell’anima. Nel 2013, in un sondaggio condotto dalla rivista Rolling Stone, “La Fabbrica di Plastica” – tratta dall’omonimo album del 1996, una rivendicazione di piena autonomia, contro ogni logica di mercato, un disco potente e sofferto, esistenzialista, visionario, strano, toccante ed affascinante – è stata eletta come la canzone più rappresentativa del rock italiano, il brano italiano più rock di sempre; su Spotify ha 3.500.000 ascoltatori mensili (dopo Lazza così come è stato per Blanco, è l’artista in gara con più ascoltatori proprio su Spotify), nella sua carriera ha venduto oltre 5 milioni di dischi. E’ stato definito il Joker della musica italiana, lo abbiamo visto il 4 febbraio 2022 ospite al Festival di Sanremo, nella serata dei duetti in coppia con Irama cantando insieme proprio un suo iconico brano “La mia storia tra le dita“: la fine di un amore grande nella malinconia, lei che sceglie di andarsene e lasciarlo senza tramutare un rapporto d’amore esaurito in amicizia, passaggio non sempre facile ed attuabile.

Con la canzone “Quando ti manca il fiato“, Grignani torna al Festival dopo ben 8 anni di assenza come concorrente sul palco dell’Ariston e come la fenice dalle sue ceneri, rinasce, ritorna. L’attesa è terminata.
“Non è facile parlare del brano che ho deciso di portare in gara all’Ariston” – ha dichiarato l’artista milanese – perchè è un testo profondo, un pezzo molto forte che avevo scritto tempo fa e ci ho messo parecchio per decidere di portarlo in gara” –  ed ha aggiunto “cantarlo non sarà facile, ci vogliono incoscienza e coraggio”. Una voce unica, una personalità affascinante, un cantante libero e originale, molto particolare, il cui ritorno da concorrente è molto atteso. Prima del febbraio scorso accanto ad Irama, lo ricordiamo nel 2012 in coppia con Pierdavide Carone, artista altrettanto pregiato ed originale.

Dirige l’orchestra del Festival di Sanremo per Gianluca Grignani il Maestro Enrico Melozzi, che ha cofirmato con il cantautore il brano “Quando ti manca il fiato”:

Potremmo dire “destinazione rilancio”, voglia di tornare, di offrire ancora tante emozioni con una narrazione, quale quella di Grignani, intensa e dal tratteggio poetico ed emozionale. Uno stile riconoscibile, unico.

La serata dei duetti, la più attesa insieme alla serata finale:
Amadeus, conduttore e direttore artistico alla sua quarta stagione, ha da poche ore annunciato tutti i duetti e le cover della 4a serata di Sanremo: venerdì 11 febbraio andrà infatti in scena sul palco dei palchi uno dei momenti più attesi e amati del Festival di Sanremo: la serata dei duetti e delle cover. Come consuetudine, la gara verrà messa in stand-by e potremo assistere a duetti tra artisti in gara ed ospiti che celebreranno il grande e vasto patrimonio della musica, italiana ed internazionale.

Il “girotondo d’anime” che prova a scrollarsi di dosso tutto e tutti:
Per la serata dei duetti, dunque, Grignani ha scelto di portare un altro suo brano iconico quale “Destinazione Paradiso” (Sanremo 1995) in coppia con Arisa (2009 vincitrice nuove proposte e 2014 tra i big in gara).  Un testo splendido di un mondo frenetico e liquido, in cui non ci si riconosce più, ancora attualissimo anzi di più.  Due parole invece a proposito delle ultime ore e polemiche: nessuna ripercussione e nessun presunto spoiler del brano in gara, perchè il fatto non sussiste fanno sapere dalla Rai e direttamente dall’organizzazione Sanremese, nulla e nessuno potrà fermare il piacere di ritrovare in gara un poeta, un grande artista che mescola sensibilità ed emotività ad un modo crudo e diretto di cantare e di trasformare in parola l’emozione.
Alcuni suoi brani hanno fermato emozioni, attimi della nostra vita e reso indelebili anche i nostri sentimenti.

Ce lo andiamo a riascoltare “La fabbrica di plastica” , pubblicato nel 1996: uno degli album più coraggiosi e belli di sempre.

Alessandra Paparelli