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4 Settembre 1968: “Street Fighting Man” dei ROLLING STONES viene bannato negli U.S.A

4 Settembre 1968: “Street Fighting Man” dei ROLLING STONES viene bannato negli U.S.A

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Il 4 Settembre del 1968 il brano “Street Fighting Man” dei ROLLING STONES viene bloccato negli Stati Uniti, a soli 4 giorni dalla sua pubblicazione, a causa dei suoi contenuti.  Uscita proprio in concomitanza con la Convention Democratica di Chicago, la canzone  viene bandita dalle radio americane per le  sue tematiche  ritenute “sovversive”, e il 45 giri viene ritirato dal mercato a causa dell’illustrazione di copertina, che in una prima versione raffigurava  scontri di piazza tra manifestanti e polizia. Estratta come singolo dall’album “Beggars Banquet ” del 1968, è stata definita “la canzone più politica” degli Stones. Richie Unterberger di “All Music” la definisce così: « …è un pezzo eccezionale, che fa presa immediatamente sull’ascoltatore con i suoi accordi di chitarra improvvisi e molleggiati,  e la sua batteria tremenda e bizzarra. Quel ritmo di chitarra sconvolgente, pressante , è il perno su cui poggiano i versi. I versi tipicamente semi-sepolti di Mick Jagger sembrano, ascoltandoli di sfuggita, un appello alla rivoluzione». Effettivamente Mick ha dichiarato di essersi ispirato sia ad un episodio di violenza sulla folla, da parte della polizia, durante una manifestazione pacifista presso l’ambasciata statunitense a Londra, che agli episodi di   violenza tra gli studenti dimostranti lungo la Rive Gauche di Parigi . Ricordiamo che anche la copertina dell’album “Beggars Banquet”, che contiene il pezzo, non venne accettata dalla casa discografica: vi era raffigurato un muro coperto di scritte, all’interno di un bagno pubblico.