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CLARA MORONI – Intervista su Polvere

CLARA MORONI – Intervista su Polvere

In occasione dell’uscita del nuovo singolo “POLVERE”, ho intervistato CLARA MORONI. La cantautrice rock racconta il nuovo singolo, uscito il 30 ottobre, il lavoro con il produttore Simoncioni, la carriera tra Vasco Rossi e J-pop e l’album in arrivo all’inizio del 2027.

Hai lavorato con Jovanotti, Fortis e poi Vasco. Cosa ti ha lasciato questo percorso?
Jovanotti è stata la mia prima esperienza con un altro artista, nel momento di massimo hype di MTV e di “Gimme Five”, con una band di 14 elementi. È stato il primo impatto con cosa volesse dire il successo. Io però venivo dal punk, facevo musica senza guadagnarci nulla: per me contava avere una band e suonare. Il resto è stato un tam tam continuo. Facendo l’album di Alberto Fortis ho conosciuto Guido Elmi, che poi mi ha portata a Vasco.

Oggi sarebbe ancora possibile un percorso così?
Credo che siano storie del passato. Oggi, con i talent, ci sono molte meno possibilità di fare esperienze diverse.

Accanto alla carriera più nota c’è un’attività meno conosciuta, quella con il Giappone.
Ho un’etichetta discografica dal ’95 e lavoro con il Giappone ancora oggi. Insieme ad altri produttori abbiamo dato l’imprinting al J-pop, che nasce da Italo disco ed Eurobeat. Abbiamo prodotto grandi star come Namie Amuro e collaborato con Tetsuya Komuro e i Globe. Poi è arrivata la colonna sonora dell’anime “Initial D”, diventato un fenomeno mondiale: oggi il Giappone vale un terzo di quello che ho negli Stati Uniti, dove la serie è esplosa. Da quando ne parlo sui social ho scoperto che in Italia c’è un pubblico enorme di gamer e appassionati di comics, ragazzi molto educati, appassionati di musica e senza pregiudizi.

Veniamo a “Polvere”: com’è nata?
Ricordo poco dei momenti in cui scrivo. Avevo composto la parte musicale della strofa con un campionamento di chitarra scrausissimo di Logic, che mi piaceva proprio perché era brutto. Il produttore, Simoncioni, voleva rifarlo; io gli ho detto di renderlo ancora più brutto, come l’ostinato di una viola distorta, ma di tenere quel campione.

Come lavori ai brani prima di arrivare in studio?
Io nasco come batterista, quindi per me una canzone ha bisogno soprattutto di ritmo e basso, di qualche accordo e della melodia; poi in studio la si veste e la si completa. Per l’album una parte della preproduzione l’ho fatta con Fidel Fogaroli, ex Verdena, che secondo me è un genio. “Polvere” invece fa parte dei pezzi che ho portato già pronti: avevo la struttura, lo scheletro e certi suoni che per me erano fondamentali, perché erano esattamente il suono che volevo.

Com’è stato il lavoro in studio con Simoncioni?
Ha avuto con me una pazienza pazzesca. Lui ha una mentalità molto lineare, in cui le linee si combinano in modo preciso; io invece gli ho fatto fare delle diversioni, come stesure da 13 battute. Lui voleva aggiungerne una per “squadrare”, io rispondevo che doveva restare storta, perché l’attacco doveva arrivare prima. Alla fine, sono riuscita a fargli capire cosa volessi e mi ha assecondata in tutto. Solo sul basso ha puntato i piedi: io non lo volevo, in un pezzo rock, lui diceva che così non poteva passare. Alla fine, aveva ragione lui. Non mi sono mai trovata così bene in studio con nessuno.

Ci sono dei riferimenti musicali?
Nessuno. Né il singolo né l’album si ispirano a qualcosa: è quello che volevo fare io. Qualcuno ha citato i Linkin Park, ma non è così: ascolto pochissima musica da molti anni; quindi, è solo musica sedimentata dentro di me.

È un pregio o un limite essere così difficile da collocare?
È un complimento, ma sappiamo che oggi è anche un difetto, perché se non segui un filone non sei collocabile. Però io volevo fare così, altrimenti avrei fatto altro.

Il singolo anticipa un album. Quando esce?
All’inizio del 2027. Ci sarà anche un pezzo lento, ma non anticipo altro.

E il tour?
Suonare in Italia oggi è molto difficile, e quando uscirà l’album bisognerà aspettare che passi Sanremo. Spero di fare qualcosa da marzo in poi, nelle grandi città: Milano, Bologna, Roma, Firenze. A me interessa portare in giro la mia musica con i musicisti giusti e godere del suonare insieme, e se c’è gente a cui piace quello che faccio, ancora meglio. Tutto il resto non mi interessa.

MAURIZIO DONINI

Band: 
Clara Moroni – voce
Giacomo Castellano – chitarre
Fabrizio Simoncioni – tastiere e programmazione
Mykyta Bondar – batteria

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