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HEY DARLING! – Intervista al power trio alternative rock

HEY DARLING! – Intervista al power trio alternative rock

In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Platform” (Ghandi Dischi), ho avuto il piacere di intervistare il power trio alternative rock tutto al femminile “Hey Darling!”, nato in Romagna nel 2018 e composto da Rachele Margutti (voce e chitarra), Giulia Vitali (batteria) e Grazia Cardinale (basso).

Il loro sound mescola alternative rock e punk, tra riff incisivi, ritmiche energiche e melodie dirette. Un’identità che le tre musiciste definiscono Alternative Cute Punk, alimentata da influenze che spaziano dai Green Day ai Rage Against the Machine, dagli Idles agli Amyl and the Sniffers.

Nel luglio 2026 pubblicano il singolo d’esordio “Bored to Death”, prodotto da Max Kleinz e pubblicato da Ghandi Dischi con distribuzione ADA Music Italy. Ad agosto aprono due concerti degli Amyl and the Sniffers, a Trieste e Zagabria, mentre a settembre partecipano alle Auditions di X Factor 2026, conquistando quattro sì dalla giuria con una reinterpretazione di “Jerkin’” della band australiana.

Con un’attitudine diretta e una forte energia dal vivo, le Hey Darling! portano avanti un progetto che unisce la spontaneità del punk a una scrittura personale, affrontando esperienze ed emozioni quotidiane senza rinunciare all’impatto sonoro.

Ciao e benvenute su Tuttorock, vi chiedo subito com’è nato il vostro nuovo singolo “Platform”.

Platform ha visto la luce ormai due anni fa, è infatti uno dei primi brani che abbiamo scritto. Nasce da un’esperienza personale di Rachele che però come spesso accade, una volta condivisa con le altre, si rivela essere qualcosa di vissuto un po’ da tutte. In particolare, fa riferimento a quelle relazioni dove ci ritroviamo ad essere un po’ “sottone”, e ad essere quindi l’unica persona della coppia a fare di tutto affinché le cose vadano per il verso giusto e ad elemosinare qualsiasi goccia di attenzione proveniente dall’altro.

Quando e come nascono le Hey Darling!?

Le Hey Darling! nascono nel 2018 con un altro nome che non sapeva pronunciare nessuno. Eravamo un po’ la band del dopo-scuola e le cucciole dei contest. Abbiamo iniziato a suonare perché ammiravamo tutti i nostri amici che avevano un gruppo e anche noi eravamo affamate di musica. Anche grazie a loro abbiamo cominciato ad aprire i loro concerti nei locali di quartiere, alle sagre della tagliatella e ai saggi delle nostre scuole di musica. Nel 2024, dopo una pausa causata da Covid e cambi di vita vari, ci siamo ritrovate con nuovi tagli di capelli ma con la stessa sete di suonare, di esorcizzare vecchi malesseri e di far pogare i nostri amati.

Il nome l’ha scelto una di voi o è stata un’idea collettiva?

È nato da Giulia durante una ardua sessione di brainstorming nel nostro locale del cuore, i Bevitori Longevi di Forlimpopoli.

Volevamo trovare un nome che rappresentasse l’evoluzione della band e la nostra nuova identità, ma soprattutto che si potesse urlare senza troppi dubbi.

Un power trio alternative rock tutto al femminile. Noto, purtroppo, che sui social ci sono ancora molte critiche contro le donne che scelgono di presentare una proposta musicale volta al rock, al metal, al punk. Immagino che anche voi abbiate dovuto affrontare questi spiacevoli pregiudizi, e immagino anche che vi diano ancora più la carica per continuare sulla vostra strada, è così?

Sì, è esattamente così. Dopo essere andate in TV i commenti sono arrivati a palate, e per fortuna la maggior parte positivi. Avevamo chiaramente messo in conto che dopo l’esperienza di X Factor sarebbero anche arrivati degli hater, e abbiamo tratto ogni energia possibile dai commenti negativi, anche quelli sono importanti!! In ogni caso vorremmo fare un call-out a tutti coloro che ci chiedono costantemente foto piedi. Siamo lusingate, davvero, però basta per piacere, che abbiamo i DM pieni!!

La vostra esperienza a X Factor, 4 giudici provenienti da diversi mondi musicali ma facenti parte comunque del cosiddetto mainstream che hanno dimostrato grande entusiasmo dopo la vostra reinterpretazione del brano “Jerkin’” degli Amyl and the Sniffers, qual è stato il vostro primo pensiero quando avete ricevuto 4 “sì”?

Ci siamo chieste se avessero mai letto e capito di cosa parlasse questa canzone ahahah. Però in generale ci siamo sentite iconiche e grate di aver calcato un palco televisivo. Anche solo qualche mese fa nessuna di noi avrebbe potuto immaginarsi di ritrovarsi lì sopra.

Amyl and the Sniffers, cosa significa per voi questa band australiana?

Per noi è Casa, rabbia gioiosa e autenticità. È stato anche grazie a loro se abbiamo potuto trovare la nostra identità musicale.

Poi avete portato ai Bootcamp “The Real Slim Shady” di Eminem e lì è finita quella vostra avventura, cosa non ha funzionato?

È stata sicuramente una scelta coraggiosa per certi versi, è un brano che abbiamo suonato tante volte ai nostri concerti e il pubblico l’ha sempre apprezzato, perciò ci siamo sentite sicure fino alla fine. X Factor alla fine non è altro che un gioco, e come tale si può vincere e si può perdere, certo è che avremmo sicuramente preferito fare il nostro inedito.

Quindi, ricapitolando, l’esperienza a X Factor per voi è stata più gioia o più delusione?

Assolutamente una gioia. Al di là di aver guadagnato un bel bagaglio di nuove esperienze e conoscenze, non crediamo ancora alla fortuna di aver incontrato delle persone MERAVIGLIOSE, a cui siamo rimaste legate, in amicizia e lavoro. Le persone per noi fanno veramente la differenza, poi vincere o perdere non è proprio quello che ci interessa.

Sognando in grande, in quale città, in quale paese e con chi vi piacerebbe condividere un palco?

Questa è una domanda davvero difficile per delle fangirls come noi. Ci piacerebbe viaggiare il più possibile con la nostra musica, non importa dove, più lontano è e meglio è. Con chi? Da dove iniziare?! Ecca Vandal, Florence Road, Turnstile, Panic Shack, Olivia Rodrigo, Die Spitz, The Warning, L7, Nova Twins, Delilah Bon, Lambrini Girls… e ovviamente, Amyl and the Sniffers ancora e ancora e ancora!!!! Rachele poi penso potrebbe impazzire se prima o poi ci dovesse capitare di aprire per i Green Day!

Siamo disponibili per ogni tipo di esperienza, se fosse per noi, andremmo anche solo a distribuire birre.

Uscirete con altri singoli in questo 2026?

Per questo 2026 ci fermiamo qua con Platform, abbiamo tante idee da sviluppare e vogliamo farlo con calma e nel migliore dei modi. Non crediate però che vi lasceremo in pace tanto a lungo!

Grazie per il vostro tempo, vi lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferite.

Rock oooooon!!!!!!

ma soprattutto: YOLO!

MARCO PRITONI

Band:

Rachele Margutti – voce e chitarra

Giulia Vitali – batteria

Grazia Cardinale – basso

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