Now Reading
LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE – Intervista alla band

LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE – Intervista alla band

In occasione dell’uscita del nuovo album “Ipersensibilità”, pubblicato da Vina Records e Cloudhead Records, ho avuto il piacere di intervistare la band “Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere”, che ha costruito negli anni un percorso personale dentro il rock alternativo italiano, attraversando diverse formazioni e arrivando oggi alla dimensione essenziale del trio.

“Ipersensibilità”, il quinto album della band, in oltre quindici anni di attività, nasce dalla voglia di tornare a suonare senza troppe sovrastrutture, e arriva dopo un periodo di pausa che ha inevitabilmente modificato il modo della band di comporre, suonare e stare insieme.

Ciao e benvenuti su Tuttorock, vi chiedo subito come sta andando sia dal punto di vista della critica che degli ascolti il vostro nuovo album “Ipersensibilità”.

Ciao e grazie. Siamo molto contenti, il nuovo disco sta avendo molti ascolti e alcune recensioni positive. Dopo tanti anni crediamo non sia una cosa scontata.

7 brani scritti tra lo scorso album “2002” e questo o avete sviluppato anche idee meno recenti?

Tendenzialmente questi 7 pezzi sono tutti recenti, sicuramente post “2002”. Su alcuni abbiamo lavorato più tempo, mentre altri sono stati registrati subito dopo averli chiusi. In questi anni abbiamo lavorato su altre canzoni ma abbiamo registrato solo quelle che abbiamo sentito come “Canzoni”.

Che rapporto avete con la vostra terra d’origine in cui è anche ambientato un brano, “Via Emilia Ovest, Via Emilia Est”?

Questa canzone parla di una storia padana…la città dove viviamo in generale non offre molti spunti anche se comunque ci siamo sempre stati bene.

La scelta di registrare il disco in presa diretta è da me apprezzatissima, una sorta di ritorno alle origini in un periodo in cui dilaga l’intelligenza artificiale anche in campo musicale, il vostro approccio quindi, anche se intorno a noi tutto sta cambiando, è rimasto immutato dopo più di 15 anni di carriera?

Dopo tanti anni abbiamo capito che registrare in presa diretta è il modo migliore per non perdere tutte quelle piccole sfumature che, a nostro parere, fanno la differenza. Probabilmente, col tempo, certi aspetti si apprezzano di più, si sviluppa una maggiore sensibilità.

Anche il video di “Legno” sembra arrivare da più di 20 anni fa, da chi è stato realizzato?

Ehehehe grazie, ovviamente per noi è un bellissimo complimento. Lo ha realizzato Cecilia Pizzaghi, un’amica che ci supporta da sempre. Molte riprese sono state realizzate da noi proprio con fotocamere di 20 anni fa.

Quando e come nasce la band Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere?

Il gruppo nasce come duo Fabrizio (chitarra-voce) /Enrico (batteria) nel 2009/2010 dopo un incontro musicale quasi casuale. Dopo pochi anni è entrato Federico (oggi basso). Negli anni c’è stato qualche cambiamento di formazione ma da almeno 4 anni la formazione è consolidata.

Il vostro nome trae origine dal film d’animazione “Le dodici fatiche di Asterix”, l’ha scelto uno di voi in particolare o è stata un’idea comune?

Il nome è stata una scelta comune. Eravamo indecisi tra più opzioni, ma anche noi non abbiamo resistito al fascino delle terribili Sacerdotesse dell’isola del Piacere.

Il rock alternativo è ancora in auge sia nel nostro Paese che in quelli d’oltremanica e d’oltreoceano, c’è qualche band di recente formazione che ammirate particolarmente?

Caroline, Westside Cowboy, Modern Woman, Asia menor, Hesse Kassel.

Avete qualche concerto in programma prossimamente?

Abbiamo suonato a Trieste il giorno dell’uscita del disco e abbiamo suonato a Piacenza la scorsa settimana. Stiamo programmando altre date nei prossimi mesi, ma con grande calma.

Grazie per il vostro tempo, vi lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferite.

Grazie mille a voi per il vostro tempo e per il vostro spazio, ci ha fatto davvero molto piacere. A presto.

MARCO PRITONI