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STING @ Parco Ducale Parma 19-7-2022

STING @ Parco Ducale Parma 19-7-2022

STING “My songs live” @ Parco Ducale Parma 19-7-2022

Serata magica con l’ex-poliziotto inglese, ora trapianto nel Chiantishire, anche se il suo italiano non è ancora a livello del taorminese Jim Kerr, e per fortuna nella scaletta ci viene risparmiata la più che dimenticabile versione di Muoio per te che lasciamo volentieri negli archivi (come altri maldestri tentativi bowiani e zappiani peraltro). Ma resta il fatto che il sound dei Police/Sting racchiude quel misto di jazz, reggae, rock, psych, funky, contaminazioni che rendono il loro genere evidentemente inedentificabile, ma viceversa assolutamente identitario. Infatti bastano le prime note suonate da Sting per fare capire che si apre con la storica e immarcescibile Message in a bottle.

Un pubblico trasversale che abbraccia tutte le età, pur concentrandosi in maggioranza su chi è cresciuto a pane e Police, ma Gordon ha messo assieme una carriera solista di altrettanto valore come si può evincere da brani meravigliosi come Englishman in New York o la struggente Russians. Vero anche che le ultime produzioni come la leziosa Rushing water non sono a livello dei lavori precedenti, pur mantenendosi di valore, ma quando devi confrontarti con canzoni del livello di Fields of Gold o Brand new day, l’opera appare quantomeno improba.

Buon sangue non mente, e il figlio di Gordon, Joe, apre il concerto con una serie di pezzi di ottima fattura, copia fisica del padre, si dimostra molto bravo a cantare e riappare sul palco a duettare con il genitore su King of Pain. Sul palco una band che segue alla perfezione il frontman, e la raffinata vena artistica di Sting si mescola alla capacità di generare intense emozioni, ben fatti gli arrangiamenti moderni, anche se in alcuni passaggi, ad esempio in Fields of Gold, magari un riff di chitarra al posto di un fraseggio di tastiera darebbe più carattere e forza, ma sono impressioni personali. Così come invece appare magnificente una extended version di Shape of my heart duettata con Gene Nobel, versione di epocale bellezza.

Notevole la bellezza di So lonely che si va a incrociare con No woman no cry, e nella dominanza di suoni e strumenti, chitarre e armonica, il basso si pone in secondo piano lasciando alla complessità della band il compito di riempire l’aria di magia, e sulla travolgente Desert Rose il pubblico risponde, esplode cantando e saltando con Sting. Che con il suo basso ridiventa protagonista in uno stordente bis che gioisce nella indimenticabile Roxanne, per poi liquefarsi nella struggente Fragile e mandare tutti a casa con gli occhi e la mente pieni di felicità

MAURIZIO DONINI

Photoset by NINO SAETTI

Credits: si ringrazia Live Nation e Parole e Dintorni per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

BAND:
Gordon Sumner aka STING – voce, basso
Dominic Miller – guitar
Rufus Miller – guitar
Josh Freese – drums
Kevon Webster – keyboards
Shane Sager – harmonica
Melissa Musique – backing vocalist
Gene Noble – backing vocalist
Guest:
Joe Sumner – voce, chitarra

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https://www.facebook.com/sting
twitter.com/OfficialSting
https://www.youtube.com/user/StingVEVO
https://www.instagram.com/theofficialsting

SETLIST:
Message in a Bottle (The Police song)
Englishman in New York
Every Little Thing She Does Is Magic (The Police song)
If You Love Somebody Set Them Free (Followed by band intros)
If It’s Love
Rushing Water
If I Ever Lose My Faith in You
Fields of Gold
Brand New Day
Shape of My Heart (with Lucid Dreams snippet by Juice WRLD, sang by Gene Noble)
Wrapped Around Your Finger (The Police song) 
Walking on the Moon (The Police song)
So Lonely (The Police song) (bridge covered No Woman, No Cry by Bob Marley)
Desert Rose
King of Pain (The Police song) (with Joe Sumner)
Every Breath You Take (The Police song)
Encore:
Roxanne (The Police song)
Fragile