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Intervista alla band Oceana

Intervista alla band Oceana

In occasione dell’uscita dell’album “The Pattern” abbiamo intervistato la band degli Oceana.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Tuttorock! Innanzitutto perché il nome Oceana?

– Ciao e grazie per averci voluto su Tuttorock! Il nostro nome prende spunto dal titolo di una canzone di un gruppo che adoriamo, i “The 3rd and the mortal” e, quando ci fu consigliato di usare il nome “Oceana” da Carmelo Orlando (Novembre), ci sembrò un’ottima idea. Sicuramente è un nome che ben si addice alla nostra musica e alla nostra passione per l’elemento acqua.

Siete nati nel 1994 grazie a Massimiliano Pagliuso e Alessandro Marconcini, poi si è aggiunto Giampaolo Caprino. La pubblicazione di un EP e… Cosa è successo? Perché avete aspettato di essere nel nuovo millennio per dare alle stampe “The Pattern”?

– Dopo il nostro EP, risalente al 1996, continuammo a scrivere e a registrare parecchie canzoni che, per un motivo o per l’altro, non furono mai stampate su cd. Oltretutto, nel 1997 Massimiliano entrò in pianta stabile nei Novembre (con i quali ha registrato 7 album) e i numerosi impegni lo portarono a dare priorità a questa nuova situazione. Nel frattempo, sia Gianpaolo (che entrò negli Stormlord anni dopo) che Alessandro si trovarono a fare altre esperienze musicali che portarono ad un “allentamento” del regime di lavoro degli Oceana. Non ci fu nessun evento particolare che dettò il nostro stop momentaneo. Semplicemente, quando si è adolescenti si hanno molte energie ed è difficile veicolarle in una sola direzione. Altrettanto naturale è stato rimettere in moto la band dopo un quarto di secolo: una sera Massimiliano chiese ad Alessandro se avesse voluto fare un nuovo album degli Oceana e lui rispose immediatamente di sì. Idem per Gianpaolo, che fu “richiamato in servizio” poco dopo l’inizio della produzione di “The Pattern”.

Qual è stata la genesi dell’album? Chi compone oppure è un lavoro di squadra?

– Nello specifico caso di “The Pattern”, l’album è stato interamente scritto da Massimiliano ed arrangiato insieme ad Alessandro: il disco contiene (in ordine cronologico) tutte le canzoni scritte nel periodo che va dal 1994 al 1998, più una cover ed un pezzo scritto di recente (e che abbiamo scelto come primo singolo: “You Don’t Know”).  Attualmente stiamo iniziando a comporre tutti insieme e dobbiamo dire che è una soluzione molto stimolante. Lavorare in squadra permette di dare più “sapori” alle canzoni, mantenendo la stessa ricetta. Un po’ come se ogni singola spezia contribuisse ad un nuovo gusto, più originale e “complesso”.

 

Il vostro è un genere progressive death metal, uno tra i più “ricercati”, quali sono i vostri mentori musicali? Invece tra le nuove leve del metal chi ascoltate? E ci sono anche altri generi che vi piacciono e vi ispirano?

– Noi nasciamo come band Death Metal di stampo Gothic Doom, ma le prime influenze Progressive si sono palesate già da subito: tutti noi amiamo alla follia bands come Paradise Lost, Edge Of Sanity, Katatonia, primi Anathema, Tiamat, The Gathering, ma veniamo da altre realtà quali il Thrash, il Progressive Metal, la Wave, il Pop anni ’80, lo shred… Riuscire a nascondere tutte queste influenze sarebbe più difficile che mostrarle, per cui ci siamo promessi di suonare ciò che ci piace, senza paletti o limiti di qualsiasi genere. Ad oggi ci sono centinaia di realtà che apprezziamo (dentro e fuori dal metal) e potremmo citare Tribulation, Leprous, gli italiani SVNTH o i Lapis Niger, mainstream pop come Dua Lipa, Billie Eilish, Ava Max e tanti altri. Diciamo che siamo una band che ama la musica e che non fa distinzione tra metal e non-metal, ma fra ottima musica e musica mediocre/brutta. Tra le altre nostre influenze di sempre troverai Dead Can Dance, Duran Duran, Arcadia, Joy Division, Cure, Elton John, Madonna, Bronsky Beat, Nightingale, Witherscape, Whitesnake, Tyketto, Enuff Z’Nuff, Beatles, Lucio Battisti, Sergio Cammariere, Luigi Tenco… insomma una miriade di roba che ha in comune un’unico aspetto: la bellezza.

 

Da poco è l’ingresso nella band del bassista Francesco Bucci (Stormlord), da trio passate al classico quartetto, è una sorta di “rivoluzione”? Dobbiamo aspettarci altre novità?

– Francesco è il bassista che abbiamo sempre voluto e, averlo negli Oceana, ci rende “invulnerabili” e più coesi che mai! È una persona stupenda oltre ad essere un bassista “d’acciaio”. Possiamo dire che ha rivoluzionato la potenza che sviluppiamo utilizzando il suo suono, ma la vera rivoluzione è di natura mentale: mai ci siamo trovati così bene con un bassista. È bravo, preparato, intelligente e simpatico. Sta collaborando attivamente alla stesura dei nuovi pezzi e il suo apporto è fondamentale.

 

 

In quale maniera state promuovendo l’album? Negli anni 90 internet, spotify, i vari social non c’erano. Che differenze trovate tra le due tipologie per far conoscere la vostra musica?

– Siamo costretti ad utilizzare i social in mancanza di possibilità di fare tournee o live (a causa del Covid-19), ma la cosa non ci sta pesando troppo e, con l’aiuto della nostra etichetta (Time To Kill Records) e di Enrico Giannone (il boss della label), stiamo riuscendo a fare una buona promozione. Il disco sta andando molto bene e lo stesso vale per il merch. Non potremmo chiedere di più. I nostri fans ci stanno permettendo di muoverci bene anche in un periodo difficile come questo e noi gliene siamo grati! Discorso a parte per le piattaforme di streaming musicale: ne faremmo volentieri a meno… non ci danno da vivere e ci fanno vendere meno copie di quelle che si vendevano prima del loro avvento, ma non possiamo non essere presenti anche lì. Bisogna adeguarsi e continuare ad impegnarsi anche se qualcuno mangia con i tuoi guadagni. Sfortunatamente, quasi tutte le attività hanno questo genere di problematiche. Non solo nella musica.

 

Avete in programma qualche live in streaming per far conoscere “The Pattern”?

– Ci stiamo pensando bene: lo faremo solo ed esclusivamente quando avremo la certezza di poterlo fare in contesti adeguati alla nostra musica e con la scenografia/fotografia che abbiamo in mente. Per ora non è la nostra priorità. Abbiamo una cosa più importante da finire prima… 😉 Saprete prestissimo!

 

Questo spazio è per voi, se volete raccontare ancora qualche aneddoto o curiosità ai nostri lettori e salutarli.

  • Credo che una cosa che pochi di voi sanno è che Massimiliano ed Alessandro sono amici per la pelle dal 1992 e Gianpaolo si è aggiunto a questo “nucleo” di amici praticamente da subito, uno o due anni dopo. Possiamo affermare che questa è stata in assoluto la “relazione” più lunga che chiunque di noi abbia mai avuto e ancora dura! Per noi è importante gestire questa band da amici e non da “colleghi”. C’è una bella differenza e, sapere che ora si è aggiunto anche Francesco, ci ha uniti ancora di più!
  • Per concludere, ringraziamo te, Monica e lo staff di Tuttorock! per questa splendida e piacevolissima chiacchierata, ma un ringraziamento particolare va sicuramente a tutti i lettori e ad i nostri fans, reale carburante per la nostra musica e motivo di esistere per noi costante!

Band:
Massimiliano Pagliuso: vocals & guitars
Gianpaolo Caprino: guitars
Francesco Bucci: bass
Alessandro “Sancho” Marconcini: drums