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ZENA – Intervista alla cantautrice che presenta “Cala Rossa”

ZENA – Intervista alla cantautrice che presenta “Cala Rossa”

In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Cala Rossa”, ho avuto il piacere di intervistare Zena, nome d’arte di Miriana Cicciarella, cantautrice indie pop originaria di Siracusa. Il brano, pubblicato dall’etichetta Digital Noises, è stato scritto dalla stessa artista e prodotto da Salvatore Alderuccio.

Zena canta da sempre e studia canto da anni, costruendo nel tempo una cifra stilistica personale che unisce sonorità malinconiche, influenze urban e una scrittura autentica. Nei suoi brani convivono italiano, siciliano e inglese, dando vita a un linguaggio musicale spontaneo e riconoscibile, sospeso tra atmosfere intime, melodie morbide e suggestioni alternative.

La sua musica nasce dall’esigenza di esprimersi in modo naturale, lontano dalle formule precostituite. Un percorso costruito con coerenza attraverso live, concorsi e progetti indipendenti che l’hanno portata a sviluppare una visione artistica sincera e profondamente legata alle proprie radici.

Con “Cala Rossa”, Zena affronta uno dei temi più sentiti da chi cresce in Sicilia: la partenza. Il brano è dedicato a tutti coloro che hanno lasciato la propria terra per inseguire opportunità e costruire un futuro altrove, portando però con sé il peso e la bellezza delle proprie origini.

Con questo nuovo singolo, Zena conferma la sua capacità di trasformare esperienze personali in racconti capaci di parlare a una generazione intera, dando voce a chi vive costantemente sospeso tra il desiderio di partire e quello di tornare.

Ciao e benvenuta su Tuttorock, “Cala Rossa” è il tuo nuovo singolo da me molto apprezzato, un brano nato quando e come?

Ciao, e grazie. Cala Rossa è nato qualche anno fa come idea, che poi ho sviluppato nel tempo. Volevo scrivere un brano che parlasse di un tema a cui tengo molto: la partenza delle persone a me care e, più in generale, dei miei compaesani.

Che riscontri stai ricevendo?

Sono molto contenta dei riscontri che sto ricevendo. Ho la sensazione che Cala Rossa stia arrivando al pubblico esattamente come speravo, e non avrei potuto chiedere di meglio.

In base a cosa decidi di scrivere in italiano, siciliano o inglese?

Dipende dalle emozioni del momento, da ciò che voglio trasmettere e anche dalla sonorità che cerco. Mi piace avere la possibilità di spaziare tra lingue diverse.

La musica, cosa significa per te e com’è entrata nella tua vita?

La musica è entrata nella mia vita molto presto: mio padre è un cantante. Non ricordo un solo giorno della mia vita lontano dalla musica, quindi per me è qualcosa di quotidiano, è tutto.

Una domanda che faccio a tutti, ovvero puoi nominarmi dieci dischi dai quali non ti separeresti mai?

Senza dubbio:

  • Requiem – Verdena
  • Blood Sugar Sex Magik – Red Hot Chili Peppers
  • Viaggio senza vento – Timoria
  • Magica Musica – Venerus
  • Souvlaki – Slowdive
  • Mezmerize – System of a Down
  • Italiano medio – Articolo 31
  • Definitely Maybe – Oasis
  • The New Abnormal – The Strokes
  • La malavita – Baustelle

La Sicilia, che rapporto hai con la tua terra?

È un rapporto conflittuale, ma non saprei vivere lontano da qui. È come una madre severa, che a volte ti mette alla prova, ma che ami comunque incondizionatamente.

C’è un tuo concerto che ricordi in modo particolare?

Sì, quello al Covo, un pub molto frequentato nella mia città. Conoscevo praticamente tutti i presenti, eravamo tra intimi, ed è stato come uno scambio reciproco. L’ho vissuto come un momento davvero significativo.

A proposito, hai qualche spettacolo in programma?

Sì, ci saranno alcuni appuntamenti dopo l’estate.

Quali sono i tuoi prossimi impegni e progetti musicali?

Sto lavorando a un nuovo brano a cui tengo moltissimo e spero di riuscire a pubblicarlo entro settembre.

Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.

Grazie a te. Ti ringrazio per l’opportunità e spero che la mia musica possa regalare anche solo un momento di sollievo a chiunque la ascolti.

MARCO PRITONI