ROBERTO MONTISANO – Intervista al cantautore calabrese che presenta il primo EP
In occasione dell’uscita dell’EP di debutto “Respirare la Polvere”, ho avuto il piacere di intervistare Roberto Montisano, cantautore calabrese ma di stanza in Portogallo.
La sua musica è un intreccio di chitarre indie-rock, synth dream-pop e scomode nostalgie.
Ciao e benvenuto su Tuttorock, “Respirare la Polvere” è il tuo primo EP uscito da poco, sei soddisfatto dei riscontri che stai ricevendo?
Ciao! Si, sono molto contento che ci siano persone che lo stanno scoprendo e riescono a immergersi nell’ep, a volte rispecchiandosi altre volte apprezzandone semplicemente la compagnia. Tanto offline quanto dal vivo.
4 brani da me molto apprezzati, puoi raccontarci la loro genesi?
Grazie! Sono nati quasi tutti in un periodo molto ravvicinato, volevo racchiudere quattro “momenti” particolarmente importanti per la mia vita e ho scritto diversi pezzi in quel periodo. Questi in particolare mi sembravano avere la giusta visione in comune per poterci lavorare come se fossero una raccolta.
C’è una vena malinconica e nostalgica nelle tue parole, nelle tue melodie e nei tuoi suoni, scrivere brani per te è una sorta di terapia per non cedere alla tristezza?
Assolutamente sì, anche se mi fermerei a “è una sorta di terapia”. Di cedere alla tristezza in fondo che male c’è? Forse è l’unico modo per farla andare via: lasciare che ti attraversi e se ne vada.
Ti dividi tra la Calabria e il Portogallo, cos’hanno in comune e cosa differenzia maggiormente queste due terre?
Vivendo in Portogallo a volte mi sembra di essere in Calabria e viceversa. Due posti che in qualche modo resistono al progresso, anche se Lisbona, essendo anche capitale, in qualche modo lo brama. L’unica cosa che spero è che il turismo di massa non distrugga la Calabria come sta avvenendo con il Portogallo.
Quando e come ti sei avvicinato alla musica?
Ho iniziato da bambino con la chitarra classica, ho passato forse un mese e più per far suonare bene il primo barret di Guardia ‘82 di Brunori. Mio fratello maggiore in quel periodo finiva il conservatorio in pianoforte ed è stato lui il mio gancio con il mondo della musica.
Ti chiedo i 10 dischi dai quali non potresti mai separarti.
I miei 10 dischi da cui (oggi) non potrei mai separarmi:
– In Rainbows. Radiohead
– This Old Dog – Mac DeMarco
– Mil Coisas Invisíveis – Tim Bernardes
– Swum Baby – Puma Blue
– Parachutes – Coldplay
– Una somma di piccole cose – Niccolo Fabi
– Vol.2 Poveri Cristi – Brunori Sas
– L’amore e la violenza vol.2 – Baustelle
– A sangue freddo – Il Teatro Degli Orrori
– Cattive abitudini – Massimo Volume
Qual è il tuo più grande sogno musicale?
Sarebbe quello di continuare a fare musica in maniera libera da ogni logica. Raccontare il mio modo di vedere le cose e cantarle dal vivo il più possibile. Così da potere tornare ad incontrarci davvero, con tutti.
Quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?
Per adesso il mio obiettivo è portare in giro questo EP e farlo conoscere alle persone, tanto in Italia quanto in Portogallo. Lo sto facendo con un live acustico che vede protagoniste altre canzoni che non ho ancora pubblicato ma che mi stanno molto a cuore.
Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.
Presto date nuoveeee 🙂 Grazie per aver letto!
MARCO PRITONI
https://www.instagram.com/roberto_montisano/
foto: Swati Devichi
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.





