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TEATRO DUSE Bologna PRESENTATA LA STAGIONE DI PROSA 2022-2023

TEATRO DUSE Bologna PRESENTATA LA STAGIONE DI PROSA 2022-2023

I classici intramontabili del teatro da William Shakespeare a Tennessee Williams, da Harold Pinter a Luigi Pirandello fino ad Anton Cechov, accanto ai testi più innovativi della drammaturgia contemporanea, da Lucy Kirkwood a Ferzan Ozpetek; i registi più importanti della scena nazionale e internazionale come Peter Stein, Pier Luigi Pizzi, Andrea Baracco e Serena Sinigaglia e gli interpreti più amati. È ricca di nomi prestigiosi la nuova Stagione di prosa 2022/2023 del Teatro Duse di Bologna che, tra tradizione e innovazione, riunisce nel segno della qualità 16 titoli in abbonamento, più 7 appuntamenti proposti in opzione. A questi si aggiunge l’atteso ritorno di ‘Slava’s Snowshow’ (dal 15 al 19 marzo), lo spettacolo cult di Slava Polunin, considerato dalla critica il “miglior clown del mondo”.

Numerosi i ritorni in scena dei protagonisti che sono ormai di casa sul palco di via Cartoleria. Tra questi, Geppy Gleijeses, Lucia Poli, Maurizio Micheli, Federica Frasassi, Lucia Lavia, Elisabetta Pozzi, Massimo Dapporto, Francesco Pannofino, Iaia Forte, Gabriele Pignotta, Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Paola Quattrini, Giuseppe Cederna, Tosca D’Aquino, Giampiero Ingrassia, Lella Costa, I Legnanesi, Compagnia Corrado Abbati, Oblivion, Maurizio Battista. Prima volta al Duse, invece, per Vanessa Incontrada, Enzo De Caro, Alessandro Baricco, Elena Sofia Ricci, Elio Germano, Lodo Guenzi e per la compagnia Carrozzeria Orfeo.  “La Stagione di prosa 2022/2023 – sottolinea il presidente del Cda del Teatro Duse Walter Mramor – offre al pubblico una proposta artistica di assoluta qualità. Il cartellone accoglie grandi maestri della scena teatrale e giovani talenti; sperimenta novità drammaturgiche di assoluto rilievo e rinnova la fiducia ai grandi classici del teatro. Ripropone un percorso creativo e partecipato dedicato ai più piccoli e, nello stesso tempo, ospita straordinari eventi internazionali. Sono certo che la nuova Stagione artistica, quest’anno come non mai, saprà regalarci profonde emozioni, momenti di svago e di riflessione, anche sul concetto del Teatro come bene dell’intera comunità, ritrovando la felicità dello stare assieme”.

LA STAGIONE DI PROSA 2022/2023
Ad aprire la Stagione di prosa 2022/2023 sarà ‘Servo di scena’ (28-30 ottobre) di Ronald Harwood. Sul palco Geppy Gleijeses nel ruolo di Sir Ronald, Maurizio Micheli nei panni del servo di scena Norman e Lucia Poli nelle vesti di Milady. Lo spettacolo, che si avvale della traduzione di Masolino D’Amico e la regia di Guglielmo Ferro, che già diresse la pièce nell’edizione in cui il padre Turi Ferro ricopriva il ruolo di Sir, è un grande inno all’amore per il teatro che resiste alla guerra e alle bombe tedesche nell’Inghilterra del 1942. A seguire, Andrea Baracco firma la regia di un ‘Otello’ shakespeariano (11-13 novembre) affidato a un cast tutto al femminile. Interpreti del complesso e profondo meccanismo scenico fondato sul rapporto tra caso e scelta sono Federica Fracassi, Lucia Lavia, Emilia Scarpati Fanetti, Valentina Acca, Ilaria Genatiempo, Viola Marietti, Federica Fresco, Verdiana Costanzo. Attualissimo ‘The Children’ (18-20 novembre), testo dell’autrice britannica Lucy Kirkwood che ha debuttato a Londra nel 2016. L’ambiente, l’equilibrio tra responsabilità individuale e collettiva, il cortocircuito generazionale e il senso di ipoteca dell’uomo contemporaneo sul futuro proprio e del pianeta sono i temi al centro di questo spettacolo che parla al presente di tutti noi. In scena Elisabetta Pozzi, Giovanni Crippa e Francesca Ciocchetti, diretti da Andrea Chiodi.  Debutto sul palco del Duse, invece, per l’artista bolognese e frontman de Lo Stato Sociale Lodo Guenzi che sarà il protagonista del celebre giallo di Agatha Christie ‘Trappola per topi’ (25-27 novembre). Alla regia Giorgio Gallione che, con rigore ed eccentricità, porta in scena il plot ferreo e incalzante di una storia capace di appassionare con la stessa forza da settant’anni.  Tra i ritorni quello di Massimo Dapporto, interprete con Antonello Fassari de ‘Il delitto di via dell’Orsina’ (9-11 dicembre), uno degli atti unici più conosciuti di Eugène Labiche, padre nobile del vaudeville. Alla regia Andrée Ruth Shammah che conserva intatta la struttura della commedia degli equivoci, ma vira al noir seminando inquietudini e sospensioni, in un disorientamento che spinge il pubblico a ridere e a pensare.

Cult cinematografico, poi serie televisiva di successo, approda a teatro ‘Mine vaganti’ di Ferzan Ozpetek (16-18 dicembre), interpretato da Francesco Pannofino, Iaia Forte, Erasmo Genzini, Carmine Recano e Simona Marchini. Se lo spirito originario e corale del film resta immutato, l’adattamento teatrale è il frutto di un lavoro per sottrazione con cui Ozpetek mette in luce il carattere più intrigante e umoristico della storia che ruota, come è noto, attorno al tema del coming out e dei suoi risvolti sociali e familiari. Protagonista del Gran galà di Capodanno, il 31 dicembre alle 21.30 sarà Vanessa Incontrada in scena accanto a Gabriele Pignotta nella commedia ‘Scusa sono in riunione…ti posso richiamare?’. Lo spettacolo, scritto e diretto dallo stesso Pignotta, è in cartellone anche il 29 e 30 dicembre e l’1° gennaio 2023. Ritratto della generazione dei quarantenni di oggi, la pièce offre un’ironica e acuta riflessione sull’ossessione della visibilità e sulla brama di successo tipiche dei nostri tempi. Rappresenta un omaggio a Pietro Garinei e alla ditta Garinei e Giovannini, la nuova messa in scena di Luigi Russo della commedia ‘Se devi dire una bugia dilla grossa’ (20-22 gennaio). Lo spettacolo, scritto dal britannico Ray Cooney e tradotto da Iaia Fiastri, vede protagonisti Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti e Paola Quattrini. Molto atteso ‘Il compleanno’ (27-29 gennaio) del premio Nobel Harold Pinter. Lo spettacolo è diretto dal pluripremiato regista tedesco Peter Stein, che torna a lavorare sulla ‘commedia della minaccia’ del drammaturgo inglese dopo il successo di ‘Ritorno a casa’. In scena alcuni degli attori più ‘fedeli’ a Stein: Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci. Roberto Valerio firma, invece, adattamento e regia di ‘Zio Vanja’ (3-5 febbraio). Il capolavoro di Anton Checov va in scena in un allestimento che oscilla tra realismo e onirico, tra malinconie e spunti burleschi, nel meccanismo perfetto della tragicommedia. Ad interpretare Vanja è Giuseppe Cederna. Accanto a lui Euridice Axen, Pietro Bontempo, Mimosa Campironi, Massimo Grigò. Alberto Mancioppi, Elisabetta Piccolomini. Ancora un grande classico: ‘Uno, nessuno, centomila’ (10-12 febbraio) di Luigi Pirandello, diretto da Antonello Capodici. Sul palco Pippo Pattavina nelle vesti del protagonista Vitangelo Moscarda e Marianella Bargilli, che darà corpo e voce a tutti i personaggi femminili: la seducente moglie Disa, la claustrale Maria Rosa e la reietta Diamante, in una fantasmagoria di maschere, evocazioni e invenzioni sceniche.

Registro brillante per Tosca D’Aquino e Giampiero Ingrassia, impegnati nella commedia di Roberto Cavosi ‘Amori e sapori nelle cucine dal Gattopardo’ (17-19 febbraio), con la regia di Nadia Baldi. Le scene di Luigi Ferrigno ricreano le atmosfere lussuose dei saloni nobiliari siciliani e fanno da sfondo alle zuffe che animano le cucine a servizio del principe di Salina. Un testo originale in cui pietanze e sentimenti si fondono nel caleidoscopio di languori e passioni tipico del profondo Sud. Reduce dai ripetuti sold out delle passate stagioni, torna Lella Costa, questa volta in scena accanto ad Elia Schilton nello spettacolo ‘Le nostre anime di notte’ (24-26 febbraio) tratto dall’omonimo romanzo dell’americano Kent Haruf e diretto da Serena Sinigaglia. Al centro della storia, Addie e Louis, entrambi vedovi ultrasettantenni che, per combattere la solitudine, stabiliscono un legame di amicizia, amore e confidenze notturne. Un rapporto che turberà il conformismo sociale dei benpensanti attorno alla coppia. Per la prima volta sul palco del Duse la pluripremiata compagnia Carrozzeria Orfeo con il più politico dei suoi lavori: ‘Miracoli metropolitani’ (10-12 marzo). Scritto da Gabriele Di Luca prima della pandemia, il testo preconizza una società chiusa in casa che sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi. Il testo è, dunque, una grande metafora del nostro tempo e di un’umanità ai ferri corti con sé stessa. In scena Elsa Bossi, Ambra Chiarello, Federico Gatti, Aleph Viola, Beatrice Schiros, Federico Vanni e Massimiliano Setti che firma la regia, insieme a Di Luca e Alessandro Tedeschi. Non manca un omaggio alla drammaturgia partenopea con Enzo Decaro in ‘Non è vero ma ci credo’ (24-26 marzo) di Peppino De Filippo. Pur rispettando i canoni tradizionali del teatro napoletano, la regia di Leo Muscato ambienta la vicenda nella Napoli degli anni Ottanta, conferendole un sapore più contemporaneo. Ricca di momenti esilaranti e paradossali, la commedia si sviluppa attorno al personaggio dell’avaro imprenditore Gervasio Savastano, ossessionato dalle superstizioni. Un altro maestro del teatro come Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi di ‘La dolce ala della giovinezza’ (21-23 aprile) di Tennessee Williams presentato nella traduzione di Masolino D’Amico e con le musiche composte da Stefano Mainetti. Debutto sul palco del Duse per Elena Sofia Ricci nel ruolo della protagonista, Alexandra Del Lago, diva del cinema sul viale del tramonto, alcolizzata e depressa che cerca conforto e riparo tra le braccia di un giovane gigolò e attore fallito, interpretato da Gabriele Anagni.