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LITFIBA – “FIERA DEL LEVANTE” BARI

LITFIBA – “FIERA DEL LEVANTE” BARI

“Fiera del Levante” Bari, 2 luglio 2026  – C’è qualcosa di magico e profondamente nostalgico quando la storia del rock italiano decide di rimettersi in gioco senza sconti, e la tappa barese del tour “Quarant’anni di 17 Re” ne è stata la prova schiacciante.

In una serata dove il vento del sud ha fortunatamente spazzato via le nubi (e un po’ dell’afa opprimente di questi giorni), la Fiera del Levante si è trasformata nel tempio di un culto oscuro, ancestrale e incredibilmente potente.

Vedere sul palco la line-up storica degli anni Ottanta – Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, supportati dalla batteria tellurica di Luca Martelli – non è stata una semplice operazione nostalgia, ma una vera e propria catarsi collettiva.

Dimenticate i tormentoni radiofonici degli anni Novanta. Questo tour celebra il capolavoro della new wave nostrana, e la scaletta ne è il riflesso perfetto, andando a rispolverare perle oscure che non vedevano la luce da decenni.

Dopo l’intro strumentale di Febbre, l’attacco della title track 17 Re e di Come un Dio ha subito chiarito le regole del gioco. Ma i veri brividi sono arrivati quando la band ha tirato fuori dal cilindro brani assenti dai live dalla fine degli anni ’80: Oro nero e Sulla Terra (non eseguite dal 1987) hanno letteralmente fatto impazzire i fan della prima ora.

Il basso pulsante e ipnotico di Maroccolo e le trame geometriche delle tastiere di Aiazzi hanno ricreato quelle atmosfere fumose e teatrali che rendevano Firenze la capitale del rock alternativo europeo.

A 64 anni, e nonostante le vistose cuffie protettive necessarie a gestire il suo noto problema di acufene, Piero Pelù si conferma un animale da palcoscenico fuori categoria.

Ha saltato, ringhiato, provocato e guidato la folla barese con il carisma dello sciamano di un tempo. La sua voce graffia ancora dove deve graffiare, specialmente in una doppietta da infarto come Apapaia e Re del silenzio.

Al suo fianco, il muro sonoro della chitarra di Ghigo Renzulli ha fatto il resto, graffiante e precisissimo, tessendo l’intelaiatura perfetta per canzoni senza tempo come Pierrot e la luna e Univers.

Se la parte centrale del live è stata un viaggio psichedelico e cupo, i bis hanno letteralmente incendiato la Fiera del Levante.

Il pubblico, che ha cantato ogni singola parola dall’inizio alla fine, è esploso definitivamente sui classici: un poker d’assi micidiale composto da Il vento, una versione monumentale di Istanbul, la rabbia politica di Santiago e l’immancabile inno Eroi nel vento.

Per chiudere, la band ha sganciato le bombe rock più viscerali: Tex e Cangaceiro hanno scatenato un pogo d’altri tempi, unendo padri e figli sotto lo stesso cielo di BariI Litfiba del 2026 non celebrano il passato: lo possiedono, lo attualizzano e dimostrano che il rock obliquo, poetico e arrabbiato di 17 Re è ancora terribilmente vivo e necessario.

Un concerto memorabile, che fissa uno standard altissimo per gli standard live italiani di quest’anno.

ALESSANDRO LONOCE

Scaletta:

 

LITFIBA 17 Re Tour 2026

 

Febbre “17 Re” 1986

17 RE singolo 2026

Come un Dio “17 Re” 1986

Oro Nero “17 Re” 1986

Sulla Terra “17 Re” 1986

Vendette “17 Re” 1986

Ferito “17 Re” 1986

Apapaia “17 Re” 1986

Re del silenzio “17 Re” 1986

Tango “17 Re” 1986

Pierrot e la Luna “17 Re” 1986

Univers “17 Re” 1986

Ballata “17 Re” 1986

Cafè, Mescal e Rosita “17 Re” 1986

Gira nel mio Cerchio “17 Re” 1986

Cane “17 Re” 1986

Resta “17 Re” 1986

Il vento “Pirata” 1989

Istambul Desaparecido” 1985

Santiago “Litfiba 3” 1988

Eroi nel vento Desaparecido” 1985

La Preda Desaparecido” 1985

Tex “Litfiba 3” 1988

Cangaceiro “Pirata” 1989

 

Photoset by: ALESSANDRO LONOCE

Album:LITFIBA

Credits: Si ringrazia MC2 Live per la cortese disponibilità e la perfetta organizzazione organizzazione dell’evento.