JOVA SUMMER PARTY – IPPODROMO LA FAVORITA – PALERMO- 29/08/2026
Jova Summer Party 2026, Ippodromo La Favorita – Palermo, 29/08/2026
Se avessi dovuto descrivere il concerto di Jovanotti con una sola parola, sarebbe stata sicuramente “Party”. E mai nome fu più azzeccato di quello che Lorenzo stesso ha scelto per il suo tour. Il 29 agosto 2026, l’Ippodromo de La Favorita di Palermo si è trasformato in una gigantesca arca, pronta ad accogliere migliaia di fan arrivati da ogni parte della Sicilia per lasciarsi trasportare dalla musica, dall’energia e dall’irrefrenabile entusiasmo di Jovanotti. Una festa che ha fatto il bis il giorno successivo, confermando Palermo come una delle tappe più attese del tour.
Ma il Party non è iniziato soltanto con l’ingresso di Lorenzo sul palco. L’intera area della Favorita è stata trasformata in una vera e propria scenografia a cielo aperto: installazioni, stand dedicati al cibo e alle bevande, marchi e attività interattive con minigiochi hanno accompagnato il pubblico durante tutta la giornata, creando un’atmosfera da grande festival.
Le porte si sono aperte alle 16:30 e, da quel momento, la musica non si è praticamente mai fermata. La line up ha visto alternarsi Albert Marzinotto, Ana Carla Maza, Venerus, I Tarantolati di Tricarico, Sissi, Santamarea, il dj live set di Fresco & Ali Selecta e Gimmy Sax. E Jovanotti non è rimasto a guardare: durante il pomeriggio è comparso più volte sul palco, condividendo brevi momenti di musica, ballando e cantando insieme agli artisti presenti.
Tra i momenti più belli del pomeriggio c’è stato sicuramente l’incontro con Mario Venuti, con cui Jovanotti ha regalato al pubblico un emozionante duetto sulle note di Fortuna, brano particolarmente amato da Lorenzo e scelto proprio per celebrare la musica dell’artista siciliano. Poi è arrivato un altro momento profondamente legato alla cultura dell’Isola. Sul palco è comparso Giacomo Cuticchio, maestro dell’Opera dei Pupi, che ha fatto conoscere a Jovanotti il suo Astolfo. Per qualche minuto l’intero Ippodromo si è trasformato in un grande teatro e ogni spettatore è sembrato diventare un paladino. Un omaggio all’arte siciliana che ha trovato spazio all’interno di uno spettacolo contemporaneo e tecnologico, creando un suggestivo ponte tra tradizione e modernità.
E poi, finalmente, è arrivato Lorenzo. L’inizio del concerto è stato costruito come un vero racconto. Una frase di Borges, “Eravamo, come sempre, alla fine del mondo”, introduce lo spettacolo, seguita dalle immagini di un bambino che disegna un aereo di carta. Le immagini si intrecciano con la musica: Nel blu dipinto di blu, NeverEnding Story, Il cerchio della vita, fino a Battiato con Tutto l’universo obbedisce all’amore. L’aereo di carta diventa una barchetta, la barchetta diventa l’Arca di Noè, che in questo caso è l’“Arca di Lorè”. Il bambino ritorna sulla sua barchetta e, a quel punto, ha inizio il viaggio.
La scaletta ha attraversato tutta la carriera di Jovanotti, alternando brani più recenti e grandi successi che hanno accompagnato intere generazioni. Da Shiva Jam e Attaccami la spina a Lo scimpanzé, (Tanto)³, Gimme Five e Penso positivo; da Oceanica, Le canzoni e Buon vento a Mi fido di te, Ora e Come musica. Non sono mancati i momenti più intimi e quelli dedicati alla tradizione, come No Potho Reposare, prima di tornare a scatenare il pubblico con So solo che la vita, Estate, Bella, I love you baby, L’estate addosso, Ti porto via con me e La notte dei desideri. E ancora Gente della notte, Chiaro di luna, Baciami ancora, Oh, vita!, Muoviti muoviti, Una tribù che balla, Ciao mamma, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, Gli immortali, L’ombelico del mondo, Ragazzo fortunato e, infine, A te.
Una scaletta che ha permesso al pubblico di attraversare epoche diverse, passando dalla voglia di ballare alla nostalgia, dall’euforia all’emozione. Perché Jovanotti riesce ancora a far ballare, scatenare, emozionare e ricordare al pubblico cosa significhi davvero godersi ogni attimo. Anche gli arrangiamenti hanno dato nuova vita ai brani più conosciuti. Le canzoni sono apparse rinnovate, più ritmiche, tecniche e costruite per uno spettacolo che non lascia praticamente mai spazio alla staticità. Sul palco Jovanotti è puro spettacolo: canta, balla, suona, corre da una parte all’altra e cambia continuamente ritmo. E, naturalmente, non potevano mancare i suoi ormai immancabili cambiamenti di cappello.
Ma Palermo ha avuto anche un momento tutto suo. A un certo punto sul palco sono saliti Gianni Renzi al violino, Giovanni Apprendi al tamburello e Lello Analfino al marranzano, per una versione completamente riarrangiata di Penso positivo, trasformata per l’occasione in una sorta di tarantella siciliana. Un’esplosione di suoni e tradizioni che ha fatto sentire ancora più forte il legame tra Jovanotti e il territorio che lo stava ospitando. E proprio Lello Analfino, con una battuta che ha strappato un sorriso al pubblico, ha sintetizzato perfettamente il momento: “Da Jovanotto a Jovanotti è un attimo”, giocando sul titolo del suo celebre brano.
Tra tutti, però, uno dei momenti più significativi e commoventi è stato quello dedicato al 1992, anno che Jovanotti ha definito come un momento di profondo cambiamento nella propria vita e nella propria consapevolezza. Il ricordo degli attentati a Falcone e Borsellino e di quella stagione drammatica della storia siciliana ha introdotto Mi fido di te, dedicata proprio a Palermo. In quel momento la grande festa si è fermata per qualche istante. La musica ha lasciato spazio alla memoria e il concerto, pur rimanendo un enorme spettacolo, ha assunto un significato più profondo: quello di ricordare, attraverso la musica, una ferita che appartiene alla storia della Sicilia e dell’intero Paese.
A Palermo, l’Arca di Lorè ha navigato tra passato e presente, tra la musica di ieri e quella di oggi, tra le tradizioni siciliane e il grande spettacolo contemporaneo. E a bordo c’erano migliaia di persone, pronte a cantare, ballare, emozionarsi e lasciarsi trasportare.
Alla fine, resta una certezza: Jovanotti è energia. Un’energia contagiosa, inesauribile, capace di trasformare un ippodromo in una pista da ballo, un concerto in una festa e una serata d’estate in un ricordo da portare con sé.
Chiara Impallari
Photoset by JOSEPH TALLO
Credits: si ringrazia Goigest e Trident per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.
BAND:
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- Saturnino Celani (Basso storico)
- Adriano Viterbini (Chitarre)
- Moris Pradella (Chitarra e cori)
- Christian Rigano (Tastiere e campionatori)
- Franco Santarnecchi (Piano e tastiere)
- Carmine Landolfi (Batteria)
- Leo di Angilla (Percussioni)
- Gianluca Petrella (Trombone e fiati)
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Afternoon Set 1
- Ricordati di vivere;
- Si alza il vento.
Afternoon Set 2
- Cado verso l’alto;
- Un raggio di sole;
- Tutto l’amore che ho;
- DNA.
Main Set
- Shiva jam;
- Attaccami la spina;
- Lo scimpanzé;
- (Tanto)3;
- Gimme Five;
- Penso positivo;
- Oceanica;
- Le canzoni;
- Buon vento;
- Mi fido di te;
- Ora;
- Come musica;
- No Potho Reposare;
- So solo che la vita / Estate;
- Bella;
- I love you baby;
- L’estate addosso;
- Ti porto via con me;
- La notte dei desideri;
- Gente della notte;
- Chiaro di luna;
- Baciami ancora / Sapore di sale;
- Oh, vita!;
- Muoviti muoviti;
- Una tribù che balla;
- Ciao mamma;
- Il più grande spettacolo dopo il Big Bang;
- Gli immortali;
- L’ombelico del mondo;
- Ragazzo fortunato;
- A te.
Chiara Impallari, classe '99, laureata in Lettere ed Editoria. Amo scrivere. Lavoro per una web radio e scrivo per altre riviste. Datemi una tazza di the fumante, un divano e una buona serie tv e sarò felice! Esco solo per un motivo: i concerti. Dicono che vedere concerti live allunghi la vita, bene, spero di vederne ancora così tanti da vivere mille anni. Avete presente quando state ascoltando una canzone struggente e la rimettete indietro perché la parte che doveva ferirvi non vi ha ferito abbastanza? Ecco, sono io.












