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TAMÈ – Il nuovo singolo “Pasanè” e il disco di debutto “Ma tu”

TAMÈ – Il nuovo singolo “Pasanè” e il disco di debutto “Ma tu”

In occasione dell’uscita del singolo “Pasanè” e in vista dell’uscita dell’album di debutto “Ma tu”, prevista per venerdì 30 aprile, ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con i Tamè, band formata da 5 ragazzi che provengono da varie regioni d’Italia e che si sono incontrati a Torino, città in cui vivono da qualche anno.

Ciao ragazzi, benvenuti su Tuttorock, come state?

Grazie, stiamo alla grande. Decisamente galvanizzati.

Parliamo un po’ di questo singolo, “Pasanè”, quando è stato scritto? Siete partiti prima dal testo, da un’improvvisazione in sala prove o da un’idea di uno di voi?

Il testo di “Pasanè” è stato scritto da Gio (Giovanni Cialone), il nostro cantante, durante il periodo natalizio di un annetto fa, quando era tornato nella sua terra d’origine per passare le feste.

La primissima bozza strumentale è stata frutto di una jam in saletta che risale circa a un anno e mezzo fa. Il progetto della canzone si chiamava Cuore di Bue. Dopo ulteriori rielaborazioni e l’aggiunta del testo, più recentemente, siamo arrivati a “Pasanè”.

“Pasanè” anticipa l’uscita del vostro album di debutto “Ma tu”. Gli altri brani seguiranno lo stile musicale del singolo o dobbiamo aspettarci altre sperimentazioni?

C’è parecchia sperimentazione, ma lo stile che lega i brani è coerentemente vario, ricco di suoni e ritmi diversi che fanno però riferimento al sound proveniente dal mondo nu soul e modern soul sia italiano che internazionale.

Avete fatto uso del dialetto, che si sposa molto bene con la vostra proposta musicale. È un modo per onorare le vostre radici?

Gio, l’autore del testo, è molisano, e il suo accento assomiglia un po’ a quello napoletano. Tuttavia, nel significato del testo, l’uso del dialetto ha un senso piuttosto specifico. Ma l’omaggio alla canzone napoletana e in particolar modo a Pino Daniele c’è tutto.

Di chi è stata l’idea del video e chi l’ha realizzato?

Il video è stato pensato intorno alla figura di Edoardo “Edo” Fumagalli, ballerino incontrato casualmente durante una sua performance e reclutato immediatamente. Abbiamo deciso di creare uno scenario e un’atmosfera per poterlo far sbizzarrire il più possibile e riprenderlo da qualunque direzione. A questo punto ci ha pensato Anthony Ouf, filmaker autore di decine di videoclip musicali, a far fruttare al massimo le scene e le inquadrature, tutte girate all’interno del Palazzo delle Feste di Bardonecchia.

La produzione del singolo e dell’intero album è stata affidata a Stefano Casalis aka Nutty Dub dei Funk Shui Project, come mai avete scelto lui?

Natty è un innovatore, sempre di ottimo gusto negli arrangiamenti e beatmaker di grande qualità. Il lavoro svolto col Funk Shui Project non ha bisogno di ulteriori elogi e costituisce un riferimento per ciò che ci eravamo posti come obiettivo: accostare alla canzone italiana indie e pop sonorità tipiche della black music, del nu soul e dell’hip hop.

Siete soddisfatti dei riscontri che avete avuto dai precedenti singoli?

C’è stato un buon riscontro, sempre crescente, sia dal punto vista degli ascolti che di seguito sui social. Abbiamo infatti curato con passione anche l’aspetto grafico della promozione di ogni singolo, dal suo annuncio fino alla pubblicazione. Questo ha divertito molto noi e chi ha cominciato a seguirci a partire dai primi due singoli “Al buio” e “Prequel”, accompagnati da rispettivi videoclip, per finire con “Dinosauri” e “Eterno fragola”, anch’esso accompagnato da videoclip girato ancora da Anthony Ouf.

Come vi siete conosciuti e quando avete deciso di formare i Tamè?

Abbiamo deciso di formare questo gruppo un paio di anni fa ma ci conosciamo chi più chi meno da circa 5 anni, da quando ci siamo trasferiti a Torino e abbiamo cominciato a suonare in questa città partecipando alle jam, facendo parte di altre formazioni, incrociando e condividendo tra noi musica e nottate. L’intenzione di far nascere questo gruppo è derivato dalla voglia di fare finalmente qualcosa di serio con impegno, ricerca e professionalità. Siamo stati fin da subito molto motivati e concentrati sul risultato ma soprattutto ci siamo veramente divertiti.

Cosa significa Tamè?

Tamè è un’esclamazione, un’interiezione, un modo di dire dialettale comune a molte regioni che significa “guarda!”. Forse è anche un modo per attirare l’attenzione ma comunque l’abbiamo scelto anche perché era un’espressione ricorrente di Giò, il cantante, che ora per contrappasso non usa più così tanto.

In questo momento storico in cui purtroppo la musica live è ferma come pensate di promuovere l’album?

In realtà abbiamo tanti progetti proprio perché costretti a dover pensare metodi alternativi. Ci sono venute in mente tante soluzioni e tante proposte per farci conoscere. In questi ultimi anni abbiamo avuto la fortuna di conoscere persone che hanno sposato la nostra causa incoraggiandoci sin da subito in questo progetto, come ad esempio Gianni Marsiglia che è il nostro attuale manager e come Saiara Pedra di Phonarchia Dischi, etichetta indipendente di cui siamo entrati a far parte da poco. Proprio con loro abbiamo pensato appunto ad esibizioni acustiche e showcase in cui incontrare gli ascoltatori, presentare il disco e raccontarlo. Il nostro sogno attuale è quello di poter far un bel release party in autunno, magari in un bel teatro.

Grazie mille per il vostro tempo, volete aggiungere qualcosa per chiudere l’intervista?

Ringraziare voi di Tuttorock per l’opportunità di farci conoscere e ricordarvi solo che il disco uscirà il 30 aprile su tutte le piattaforme digitali. Buon ascolto, ci vediamo presto.

MARCO PRITONI

Band:
Voce e tastiere: Giovanni Cialone
Voce, tastiere, sax: Alessandro Ferretto
Voce, chitarra: Matto Buccoliero
Basso: Tommaso Ainardi
Batteria: Emanuele Cocomazzi

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