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ROSSOMETILE – Intervista alla metal band campana

ROSSOMETILE – Intervista alla metal band campana

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Ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con i Rossometile, band di base a Salerno che ha da poco pubblicato il quinto album in studio, “Desdemona”, il primo con la nuova cantante  Ilaria Hela Bernardini.

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Tuttorock, come sta andando per voi questa ripartenza post quarantena?

Abbiamo approfittato del periodo di lockdown per continuare a produrre musica. Abbiamo già in cantiere molto materiale, sia per un futuro disco che per un album acustico celebrativo da pubblicare in occasione dei venticinque anni di Rossometile il prossimo anno. La nostra ripartenza post quarantena la stiamo dedicando alla registrazione di due videoclip che avevamo già in cantiere prima del lockdown e che adesso finalmente possiamo girare.

Il vostro album “Desdemona”, è uscito nello scorso mese di aprile, dopo quasi due mesi, siete soddisfatti dei riscontri che avete avuto?

Decisamente si, abbiamo già ottenuto molte recensioni, tutte molto buone, nelle quali i recensori hanno effettivamente colto gli aspetti che in quest’album abbiamo curato particolarmente, e questo ci gratifica molto. Il nostro primo obiettivo è sicuramente fare la musica che vogliamo, con le caratteristiche che a noi piacciono, tuttavia il fatto che il riscontro sia positivo è qualcosa che fa molto piacere e ci spinge ulteriormente sulla nostra strada.

Avete utilizzato strumenti antichi, come la ghironda o le cornamuse, queste ultime molto evidenti nel bellissimo brano strumentale “Whales of the Baltic Sea Orchestra”, com’è nato quel brano e come nasce solitamente una canzone dei Rossometile?

I nostri brani nascono da un immaginario e una visione che in qualche modo definiscono l’ambientazione di quello che sarà il brano, e sulla base di questa visione inizia a nascere la musica. L’idea generale del brano viene realizzata home recording e poi raffinata ed arrangiata meglio in sala prove con gli strumenti reali. Infine scriviamo il testo in italiano cercando di raccontare quella che è stata la visione originaria che ha portato alla realizzazione del brano. Anche per “Whales of the Baltic Sea Orchestra” il procedimento è stato questo, però durante la fase di arrangiamento ci siamo accorti che per rendere più evocativo il brano sarebbe stato funzionale l’impiego di strumenti come la cornamusa, i flauti e la ghironda, e così ne abbiamo scritto le parti e ci siamo rivolti a un nostro amico che suona tutti questi strumenti e che quindi ne ha registrato le parti.

Le vostre tematiche sono molto legate ad elementi mistici, quanta ricerca c’è dietro alla scrittura dei vostri testi?

Generalmente per la scrittura dei testi partiamo da un’idea di Rosario, che alla nascita del brano ha già individuato a grandi linee l’argomento e la “trama” che vanno descritti, dopodiché ci confrontiamo sulle parole da montare sulla linea vocale (nella maggior parte dei casi già precedentemente tracciata) e sulle parole più efficaci da utilizzare. Non è mai un lavoro facile, perché il testo deve esprimere il concetto senza sfociare nel banale o nello sdolcinato e nello stesso tempo le parole scelte devono soddisfare alcuni requisiti di cantabilità: sugli acuti è meglio ad esempio usare vocali aperte come la “a”, a meno che non siano fatti in falsetto, allora vanno bene anche “i” e “u”. È molto importante anche porre attenzione agli accenti naturali delle parole, per farle cadere sulla musica nella maniera più adatta alla loro pronuncia. Il lavoro fatto quindi per la stesura dei testi continua a volte anche per giorni, attraverso brainstorming e prove su prove, fino ad arrivare alla scelta più efficace.

I vostri brani sono in lingua italiana, una lingua che, a dispetto di quanto pensato da molti, si adatta molto bene a sonorità gothic metal. Perchè secondo voi la nostra lingua viene usata così poco in ambito metal?

Effettivamente è la lingua inglese che si sposa meglio con le sonorità metal, sia per la pronuncia sia per la possibilità di utilizzarle al meglio sulla musica. Molte parole in inglese possono essere contratte o pronunciate più rapidamente, il che rendono questa lingua in qualche modo “malleabile” per l’utilizzo nei brani cantati, quindi la composizione risulta più facile a nostro personale parere. Con la lingua italiana bisogna stare attenti ai numerosi criteri descritti in precedenza, quindi a non sfociare nel banale e a fare in modo che le parole suonino naturali e siano funzionali all’esecuzione del cantante. Il lavoro da fare per comporre i testi in italiano è quindi più lungo ed elaborato, ma se fatto bene aggiunge una particolarità alla band e peculiarità alla scrittura del brano.

Esistete dal 1996 e, come molte band, avete affrontato molti cambi di formazione. Nel 2019 avete cambiato un importantissimo elemento, la voce, cantante, cosa vi ha portato l’arrivo di Ilaria Hela Bernardini sia a livello umano che a livello tecnico/artistico?

La scelta non è stata a caso: eravamo alla ricerca di una cantante con delle caratteristiche particolari, che avesse sia un registro rock che lirico. Con Hela poi ci siamo accorti di aver trovato anche di più visto che in Desdemona ha apportato anche altri elementi tecnici, come il Kulning (un’antica tecnica di canto tipica della Svezia e della Norvegia, utilizzata per richiamare il bestiame dagli alti pascoli montani al tramonto e che veniva messo in atto anche per spaventare i predatori, come lupi e orsi – ndr), oltre ad aver partecipato alla stesura di alcuni testi ed aver realizzato tutti gli arrangiamenti vocali. Sul lato umano poi, abbiamo subito trovato feeling creando un amalgama tra noi quattro che per una band risulta essere sempre un valore aggiunto.

Vi sentite stabili ora e proseguirete su territori gothic metal o spazierete ancora tra i generi come avete fatto ottimamente durante tutti questi anni?

I Rossometile si sono sempre contraddistinti per la loro caratteristica di mescolare elementi propri di vari generi. Si può dire che questo sia il nostro “marchio di fabbrica”, la nostra “firma”, per cui sicuramente continueremo a farlo! Prevediamo di rimanere nel territorio gothic/symphonic metal come base principale, per poi aggiungere tutto quello che ci viene in mente come abbiamo sempre fatto, miscelando i vari spunti in maniera sapiente e funzionale al singolo brano.

Immagino non vediate l’ora di presentare “Desdemona” dal vivo, quanto vi manca suonare sopra ad un palco?

In tutto questo tempo di pandemia non ci siamo praticamente mai fermarti. Abbiamo lavorato a distanza promuovendo l’album. Ovviamente il non poter suonare live ci è mancato e ci manca tantissimo; speriamo di poterlo fare presto e di tornare a suonare dal vivo davanti ai nostri fans che, devo dire, in tutto questo tempo non ci hanno fatto mai mancare il loro supporto ed affetto.

C’è qualche band di oggi con la quale vi piacerebbe particolarmente partire per un tour?

OK, allora, poiché ci stai proponendo di sognare ti rispondiamo: Nightwish, Epica e Delain.

Grazie mille per il tempo che mi avete dedicato, volete dire qualcosa ai lettori di questa intervista?

Grazie a te Marco per il tuo interessamento e le tue domande e grazie soprattutto ai lettori di Tuttorock, perché in un mondo dove ormai si presta attenzione solo ai video e alle immagini, evidentemente esistono ancora persone che leggono, che approfondiscono le cose e seguono le loro passioni, quelle più pure come la musica.

MARCO PRITONI

Band:
Voce: Ilaria Hela Bernardini
Chitarra: Rosario Runes Reina
Batteria: Gennaro Rino Balletta
Basso: Pasquale Pat Murino

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