Now Reading
PIETRO FORESTI – Intervista al vincitore della targa di produttore rock dell’a …

PIETRO FORESTI – Intervista al vincitore della targa di produttore rock dell’a …

Rhumornero e Down to Ground sono due delle rock band italiane che da mesi sono in forte rotazione su Virgin Radio, il network radiofonico specializzato nel rock. Dietro a loro c’è la mano di un unico produttore musicale, Pietro Foresti, che si è formato a Los Angeles con nomi che ruotano intorno ad icone del rock: Guns n’ Roses, Korn, Counting Crows. Pietro è appena stato premiato al MEI come “produttore rock dell’anno”.  
 
Cosa significa fare il produttore nel 2016?
Significa dare un senso e una direzione coerente, concreta ed attuale alla forma artistica musicale, creare una sinergia tra messaggio musicale e suono, sviluppare e rendere completa un’idea per farla apprezzare al pubblico sin dai primi secondi di una canzone. Significa lavorare con l’artista dalla composizione fino alla finalizzazione del brano. 
 
Come cambia il suono dopo il tuo intervento?
Migliora, nel senso che si completa, si riempie, trova la sua espressività. 
Il suono si forma strada facendo. Non è dato solo dal volume o dal tono delle chitarre, ma da tutto l’insieme. E, per il 50%, dal “colore” della voce. 

 
Cosa rende i pezzi sui quali lavori delle hit che possono passare su Virgin Radio? 
La coesione tra forma e sostanza, che in musica corrisponde a una perfetta armonia tra messaggio e mondo sonoro. Non ci sono quindi regole prestabilite, c’è la voglia di capire a fondo il senso di un album, di un brano, trasferendolo poi sia nella parte musicale che in quella sonora. La grande fortuna è che a Virgin Radio ci sono esperti competenti e pieni di passione, come Marco Biondi e Pier Filippo Colombi, tra gli altri, che sono ormai diventati degli A&R, veri e propri talent scout in grado di discernere il valore artistico di una proposta musicale. Questo motiva me e gli artisti a proporre la qualità musicale più alta possibile. 
 
Cosa può fare una rock band per emergere in Italia? 
Come in tutto, da soli non si va da nessuna parte. Quindi bisogna fare una selezione di professionisti del settore che abbiano umanità, intelligenza ed esperienza. Ci sono ancora delle etichette musicali che fanno la differenza. Tra tutte la VREC di David Bonato che ha permesso a molte band da me seguite artisticamente di fare un salto di livello nella promozione e nei live: un esempio su tutti i Down to Ground che hanno suonato come apertura ufficiale durante tutto il tour italiano degli Skunk Anansie.