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MOMO RIVA – “Non riuscirei ad immaginarmi senza musica”

MOMO RIVA – “Non riuscirei ad immaginarmi senza musica”

momo riva

Ho fatto una chiacchierata con Simone “Momo” Riva, polistrumentista e direttore artistico di TdEproductionZ, che vanta collaborazioni con: Bob Coke (Ben Harper), Sonny Thompson, Tommy Barbarella, Michael Bland, Dr. Fink, Eric Leeds (Prince) Greg Boyer, Horndogz (George Clinton) Arisa, Paola Turci, Pino d’Angiò, Luca Urbani (Soerba), Ridillo. Momo, durante la quarantena, ha registrato 44 brani di cui 16 sono contenuti nell’album “Lockdown”, uscito lo scorso 15 maggio, un disco in cui si alternano Pop, Alternative, Hip Hop e R&B mantenendo inevitabilmente la sua attitudine funky che, oltre a cantare, ha suonato tutti gli strumenti: chitarra, basso, batteria e synth

Ciao Simone, benvenuto su Tuttorock, innanzitutto, visto che il tuo nuovo album “Lockdown” è uscito da ormai due mesi, che riscontri hai avuto e stai avendo?

Ciao! È stato un lavoro duro, in due mesi di solitudine ho registrato quotidianamente nel mio studio un sacco di brani, sono molto soddisfatto, ho avuto ottimi riscontri e buone recensioni.

Il titolo non ha bisogno di spiegazioni, ti chiedo però, il tuo umore, durante la quarantena, è stato più volte alto o sono state più le volte in cui ti sei fatto prendere dallo sconforto?

Il mio umore variava di giorno in giorno e la musica che registravo ne era condizionata, a volte mi sentivo ottimista e altre preoccupato, ma alla fine trovavo sempre una forte necessità di superare i momenti bui scrivendo canzoni piene di speranza e positività.

Consideri la musica la miglior terapia?

Suono ormai da tanti anni e non riuscirei ad immaginarmi senza musica, mi trovo a suonare quotidianamente nel mio studio e anche nei concerti, non potrei resistere a lungo senza un ritmo o una melodia.

L’album è nato nel periodo in cui tutti siamo stati costretti a star chiusi in casa, tu hai suonato tutti gli strumenti presenti, sei autodidatta o hai studiato musica? Qual è lo strumento con il quale ti senti più a tuo agio?

Ho registrato e suonato tutti gli strumenti, chitarra, basso, batteria, synth e tutte le voci compreso il beatbox, fin da piccolo ho sempre cercato il modo di imparare a suonare più strumenti possibili per poter registrare la mia musica in maniera indipendente. Sono autodidatta e adoro il ritmo, ecco perché alla batteria mi sento più a mio agio.

In “Lockdown” ci sono 16 brani ma so che ne hai registrati 44, i restanti 28 li farai uscire in futuro o li terrai solamente per te?

Per il momento non ho le idee chiare, ma è possibile che più avanti possa far uscire ‘Lockdown parte 2’. Magari il prossimo anno… per il momento sono tornato a lavorare come produttore per altri artisti.

Nei brani si sentono molte influenze, Pop (addirittura, in “Mission”, citerei anche il Britpop), Alternative, Hip Hop, R&B, tu ascolti un po’ di tutto? 

Sì, adoro ascoltare diversi generi musicali, sono cresciuto ascoltando prevalentemente Black music, James Brown, Stevie Wonder, Prince… ma mi piace anche l’attuale Alternative di Grimes piuttosto che l’HipHop di Lamar o il Britpop dei Coldplay.

Tu sei anche produttore e direttore artistico di TdEproductionZ, quante soddisfazioni ricavi dal vedere che un artista prodotto da te riesce a farsi strada nel mondo della musica?

La soddisfazione è grande, ho lavorato con Naif Herin per tanti anni, attualmente con Kiol e altri nuovi artisti emergenti che danno grandi soddisfazioni in casa TdE. Costruire un brano in studio e poi vedere che viene apprezzato anche fuori è davvero emozionante e stimolante.

Se tu dovessi fare un nome di un artista già affermato di cui ti piacerebbe produrre un disco, chi mi diresti? 

Childish Gambino, ma la lista è lunga!

Stai valutando le modalità e gli spazi dove potresti proporre questa tua nuova musica dal vivo?

Per il momento sono tornato a lavorare come produttore per altri artisti, suonerò con alcuni di loro in concerto, ma per il momento non suonerò i brani di Lockdown.

Per finire, una domanda facile facile, più che altro una curiosità, il soprannome Momo chi te l’ha dato?

Mia nipote Vittoria mi ha sempre chiamato zio Momo! (ride – ndr)

Grazie mille per il tuo tempo, vuoi dire qualcosa a chi ha letto l’intervista fin qui e magari dare un consiglio a chi vuole cimentarsi nel mondo della produzione?

È importante essere se stessi al 100%, fare Musica per necessità senza barriere o regole.

MARCO PRITONI