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“E TU DAVANTI A ME” – IL CAPOLAVORO DI ERMINIO SINNI VINCITORE DI THE VOICE SENIOR ITALY

“E TU DAVANTI A ME” – IL CAPOLAVORO DI ERMINIO SINNI VINCITORE DI THE VOICE SENIOR ITALY

Abbiamo raggiunto Erminio Sinni, musicista, cantautore e pianista, vincitore della prima edizione di The Voice Senior Italy, Rai Uno, condotto dalla sempre bravissima Antonella Clerici.
La finale del 20 dicembre scorso 2020 del talent show riservato alle voci adulte, è stata una esplosione di colori ed emozioni, una grande festa in cui Erminio Sinni ha trionfato, seconda classificata Elena Ferretti e terzo Marco Guerzoni. Ci voleva il talent di Rai Uno per accorgersi di un grande artista e cantautore, autore di un brano famosissimo, conosciuto in particolare nella Capitale e nel sud, in cui tutte le radio lo trasmettono regolarmente.
Una lunga carriera artistica musicale la sua, sia come autore sia come pianista di pianobar nei più importanti e bei locali della Capitale e d’Italia. Davanti a Erminio sono passati i più grandi: da Frank Sinatra, passando per Joe Cocker fino a Liza Minnelli, accompagnandoli tutti.

“L’estate è finita e i bar sono tutti chiusi per ferie” – E tu davanti a me

“E tu davanti a me” la sua canzone infatti più celebre interamente scritta da lui che rinasce a nuova vita, uscita con un nuovo arrangiamento a cura di Nicolò Fragile in questi giorni: un capolavoro, un’opera d’arte come la definiscono in moltissimi, una canzone che resta e resterà nella storia della musica italiana esattamente come le canzoni dei più grandi cantautori italiani, colonna sonora della vita e dell’amore di molte persone. Questo brano – come ci racconta Sinni stesso durante l’intervista – rinasce a nuova vita ma cammina da sola con le sue gambe da anni.
Le sue radici, i ricordi, le emozioni, la sua famiglia ricordata nella presentazione della Blind Auditions in cui si racconta “sono figlio e nipote di minatori, mio padre e mio nonno scavavano nella terra, io ho cercato invece di scavare dentro di me”. E così facendo, Erminio ha raggiunto l’assoluto, l’essenza delle emozioni e la profondità dell’anima, arrivando a toccare il cuore delle persone fin dalla prima apparizione su Rai Uno, colpendo ed emozionando giudici, pubblico, conduttrice, staff. Lui canta e tutti si voltano dalla sua parte: un momento toccante perché l’emozione è palpabile.
Partecipa al Festival di Sanremo 1989 come autore (l’anno in cui vincono Anna Oxa e Fausto Leali con “Ti lascerò” e Mia Martini soltanto ottava con la splendida, indimenticabile “Almeno tu nell’universo”, premio della critica), nel 1991 canta davanti a Frank Sinatra presso l’Ambasciata americana a Roma, per una festa organizzata in suo onore. Nel 1992 conosce Riccardo Cocciante con cui inizia un rapporto di collaborazione; infatti nel 1993, con un brano prodotto da Cocciante, partecipa al Festival di Sanremo tra le nuove proposte (in quell’anno tra i giovani trionfa Laura Pausini con “La Solitudine”) arrivando al quinto posto con la canzone “L’amore vero” e aggiudicandosi anche il Premio Volare come migliore musica della manifestazione e anche il Premio S.I.L.B. come miglior testo. Nel ’93, ricordiamo, vinse il Festival Enrico Ruggeri con “Mistero”.
Contemporaneamente esce l’album “Ossigeno”, nove tracce tra cui la celeberrima “E tu davanti a me” con tutte le canzoni scritte interamente da Sinni. Nel 1996 riceve il riconoscimento come miglior cantautore al Premio Mia Martini. Nel 1998 la canzone “L’amore vero” diventa colonna sonora per la telenovela Por amor a vos trasmessa in America Latina da Rete Globo.
Dal 2002 al 2006 è il musicista ufficiale della Nazionale di Calcio Italiana a Casa Azzurri. Nel 2006 esce “11.167 km”, il cd che prende il nome dalla distanza che intercorre tra Fiumicino e Buenos Aires. Nel 2012 esce “ES” il nuovo cd che contiene 12 brani e che si avvale di collaborazioni internazionali come Xavier Girotto, Flavio Boltro, Enrico Zanisi e un duetto con Massimo Bizzarri. E infine, arriviamo a dicembre 2020, dove partecipa e vince la prima edizione di The Voice Senior nella squadra di Loredana Bertè, con grande apprezzamento e riconoscimento plebiscitario. Ci sono progetti futuri, prossimi, alcuni top secret. Riprendere i live, il pianobar, un disco, tante progettualità. Vi lasciamo con la curiosità ma una delle sorprese potrebbe essere proprio legata alla Bertè e chissà che non arrivi la chiamata al Festival di Sanremo 2021. Vedremo, sicuramente Erminio ci continuerà a raccontare in una prossima intervista.

Partiamo dalla tua schiacciante vittoria a The Voice Senior con più del 57% del voto da casa, nel team della grande Loredana Bertè:
Non mi aspettavo di vincere infatti il mio viso è incredulo: mi sono soffermato a guardare il monitor davanti a me, quasi imbambolato, quasi senza rendermi conto di quello che stava succedendo. Guardavo la televisione, praticamente la televisione ero io, in quel momento. E’ stato come se non mi rendessi conto di quello che stava capitando, una sensazione strana e bellissima. Subito dopo, sono andato in confusione, non ho salutato immediatamente Antonella Clerici, l’ho fatto subito dopo aver salutato la seconda classificata; mi sono messo nei panni di tutti, per ognuno sapevo e conoscevo il sogno e il sacrificio, li ho abbracciati quasi a chiedere “scusa” per aver vinto.

Come è stato lavorare con Loredana Bertè? Una scelta azzeccatissima il team, cosa ti ha lasciato di lei?
Lavorare con la Bertè è stato meraviglioso perché mi ha messo a disposizione tutta la sua grinta, il suo cuore, esperienza, tutta la sua carica di energia e anche la sua grande umanità. Sotto tutta l’artisticità, i costumi di scena, le luci, prima del personaggio viene la persona e io ho visto i suoi occhi. Ci siamo riconosciuti dagli occhi.

Gigi D’Alessio e Clementino ti hanno subito riconosciuto, quando ti sei presentato per la prima volta e i giudici erano girati dall’altra parte:
Sì, loro due mi hanno riconosciuto perché la mia persona, dal punto di vista artistico e cantautoriale, è conosciuta nel sud, io sono stato scoperto a Napoli, le radio del sud hanno sempre trasmesso la mia canzone “E tu davanti a me”; poi mi sono trasferito a Roma, dove vivo da 42 anni. Sono conosciuto da loro in quanto napoletani, appunto, perchè quel brano è un evergreen ed ha avuto un grande successo prima a Napoli e poi a Roma, nei locali dove ho suonato e cantato per anni, e naturalmente anche in altre parti d’Italia.

“E Tu Davanti A Me”, infatti è uscita da pochi giorni con una nuova veste, un nuovo arrangiamento. Ricordiamo, brano interamente scritto da te con la produzione di Nicolò Fragile che vanta grandi collaborazioni (Vasco, Mina, Ramazzotti, Renato Zero, Irene Grandi, ecc). Come nasce questo brano evergreen conosciutissimo dalle persone e da chi ti segue?
Era difficile aggiungere qualcosa a questa canzone, si rischiava di togliere qualcosa a questo brano e invece Fragile ha fatto un grande lavoro. Questa canzone è come il fiore di loto, metaforicamente parlando, rinasce anno dopo anno, una canzone che resiste nel tempo. Ormai è lei che ha scritto me e non viceversa…

E infatti non c’è pianobar in Italia in cui non si canti ed è vero che ci sono successi che viaggiano a prescindere dalle grandi produzioni. Raccontiamo ai nostri lettori e lettrici come è nata questa canzone:
Verissimo, questo brano ha camminato sempre sulle sue gambe ed è stato sviluppato in momenti diversi; mi trovavo nel 1991 negli Stati Uniti per un tour e dovevo andare su una piccola isola del Michigan, un luogo meraviglioso. Dalla camera dell’albergo in cui ero ospite, avevo l’affaccio sul lago. C’era una chitarra in camera, iniziai a strimpellare guardando il panorama e nacque la musica, ispirandomi a quello che vedevo. Tornando a Roma, avevo la musica e le immagini in testa, poi sono arrivate le parole.

Nel 1991 canti davanti a Frank Sinatra presso l’Ambasciata americana a Roma, per una festa organizzata dall’ambasciatore americano di allora, Peter Secchia. Raccontaci come è andata e le emozioni provate. Erano gli anni del pentapartito in Italia, i locali pullulavano di personaggi famosi e politici noti: 
In quegli anni e in quei locali notissimi era normale infatti, era molto facile incontrare grandi personaggi. Fu un caso, stavo suonando a questo party organizzato per Sinatra a Villa Taverna, sede dell’ambasciata americana e mi si avvicinò un giornalista de Il Messaggero chiedendomi di suonare My Way e Strangers In The Night: ricordo che gli gli risposi “ma sei matto?!” Lui mi rispose che aveva già scritto il pezzo per il giornale e che il direttore del famoso quotidiano romano lo avrebbe licenziato, se non avessi cantato. E così fu, cantai e dopo Sinatra si alzò dal tavolo in cui stava cenando, venne verso di me e lo accompagnai al piano. Mi ringraziò in un mix strano italo-americano tipo il nostro indimenticato Biscardi “Thang you”!

Alessandra Paparelli