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“CLERVILLE” – CROTTI B COME DIABOLIK NEL SUO ULTIMO SINGOLO

“CLERVILLE” – CROTTI B COME DIABOLIK NEL SUO ULTIMO SINGOLO

Oggi vogliamo parlarvi di Crotti B, alter ego del 18enne Cristian Cavalli, talentuoso artista rapper milanese e del suo Clerville”, il nuovo singolo d’esordio ispirato al mondo di Diabolik per Noise Symphony, distribuzione Pirames International.  Il brano “Clerville” – come ci racconta nell’intervista il giovane artista – “nasce dalla volontà di tornare ad essere il bambino che divorava Diabolik in spiaggia”, appassionato da sempre dello storico fumetto. In “Clerville”, il rapper milanese Crotti B racconta e narra di quanto sia complicato avere la “nomea” del tipo “rude”. Il suo modo di vestirsi, di approcciarsi e di atteggiarsi sono “mezzo di discriminazione” in ambito lavorativo e a volte complica anche il rapporto con le ragazze che magari conosce o frequenta. Anche una grande e moderna città come Milano può diventare “stretta” e il mondo ideale, l’isola felice anche ora che è diventato maggiorenne resta proprio Clerville, la cittadina del ladro più famoso del mondo – appunto Diabolik – che veniva braccato ma anche temuto e rispettato.

Parliamo del tuo singolo “Clerville“, come nasce, qual è l’idea che ti ha ispirato?
Clerville è un singolo introspettivo che va oltre alle parole. Nella canzone ho cercato di metterci il sentimento, come la nonna quando cucina che ha quel tocco in più, quel ingrediente speciale, che è il cuore.
La canzone in sé ha tanti punti di vista da cui può essere guardata, ma io lascio libera interpretazione perché il mistero fa parte di un ladro di parole.

E’ un brano autobiografico con una sorta di malinconia? Sono anche io malinconica, mi accorgo di questo bellissimo stato d’animo.
Come nasce la tua passione per la musica e qual è la tua esigenza narrativa?
Devo dire che in realtà c’è. Sono una persona che ha un po’ di malinconia nel suo essere e visto che con la musica sono sempre me stesso ed esprimo ciò che non riesco a dire senza, si può scorgere anche nelle melodie più musicali un filo di malinconia.
Crotti comincia a scrivere da piccolissimo. Ha imparato a circa 5 anni grazie all’aiuto di sua sorella e già in seconda elementare si dilettava a scrivere poesie per arrivare in quinta elementare a scrivere il mio primo libro con suo padre.
La Passione penso che me l’abbia lanciata lí la vita e mi abbia detto “fanne quello che vuoi, però poi non dire che io non te l’avevo detto” e io stranamente l’ho ascoltata e ne ho fatto il mio mezzo per urlare al mondo ciò che Cristian altrimenti non saprebbe dire.

Sei un ladro di parole, mode, pensieri, poesia?
Certo, ho cominciato con le caramelle al bar e poi sono finito a rubare ciò che la gente ha sulla punta della lingua da una vita ma che non è mai riuscita a dire, e  devo dire che è molto più soddisfacente e gratificante di una goleador.

Se non avessi fatto musica, cosa avresti fatto?
Domanda difficile, complicata, penso di non saper rispondere. Io ho da sempre una passione per la mente umana, quindi penso avrei fatto lo psicologo.

Quanto è difficile per un giovanissimo artista, affermare le proprie idee e creatività?
Non tanto quanto sembra, se le hai le hai, se non le hai è inutile dannarsi, ognuno nasce per fare un qualcosa, non siamo tutti uguali, dobbiamo solo seguire la nostra strada e fare ciò che ci piace fare. Poi che gli altri ci rispettino e ci stimino o ci supportino e ci aiutino o ci ascoltino e ci condividano, sta a loro non a noi.

Cosa ne pensi della situazione rap e della musica italiana in generale?
Alcuni hanno la mia stima, altro no. Perché appunto c’è gente che non ha la testa per fare musica; essere musicista va oltre al fare una canzone, brutta o bella che sia. L’atteggiamento è fondamentale, penso che qualcuno non sia di buon esempio per le nuove generazioni e questo lo trovo sbagliato.

E che mi dici della trap? Ghali ne ha fatto uno strumento intelligente per affermare il diritto di nascita su suolo italiano (pensiamo a Cara Italia)
La trap mi piace e la ascolto ma dipende da come viene fatta. Se viene fatta come la stanno facendo in molti solo per farla e senza dire niente di loro ma rimarcando i soliti argomenti non ha il mio appoggio, altrimenti si.

“Taglio i fili col mondo”, citando Clerville. Cosa non va nella società attuale?
La società ha molte cose che non vanno ma io mi soffermerei più sulla micro-sociologia, quella che guarda l’individuo, non l’agglomerato di persone.
Spesso viene data la colpa a chi ci governa, spesso a chi ci insegna, ma la verità è che siamo noi i primi a sbagliare e io non scaglierò la prima pietra verso nessuno, ma dirò soltanto che se ognuno di noi si impegnasse a fare la raccolta differenziata magari ci sarebbe meno inquinamento.
Lo sbaglio quindi è del singolo che va a ripercuotere sulla massa, se noi ci diamo delle regole le cose possono migliorare altrimenti le conseguenze le paghiamo tutti.

Perché i giovanissimi/giovani non si avvicinano alla politica attiva, cosa li respinge e non convince?
Le bugie. I bambini capiscono tutto solo guardandoti negli occhi, i ragazzi ormai – sempre più giovani – imparano le cose prima, perché la concorrenza è sempre più forte ed assidua, quindi per vincere sui proprio rivali si fa a gara a chi cresce prima. Solo che per chi cresce in anticipo le facce sono tutte diverse ma hanno un comune una cosa, o dicono una bugia o dicono la verità e chi è cresciuto prima è più furbo, capisce subito le balle, la politica non ci attira per quello, perché è un cinepanettone di scarsa qualità.

Si parla tanto di “valori perduti”: è sempre colpa dei ragazzi, di generazione in generazione?
È sempre un discorso generale quello che voglio fare, senza espormi troppo, ma sono convinto che il nostro “mos maiorum” vada perso col tempo, i valori non sono altro che tradizioni che vanno scemando col tempo, perché sono storie orali che cambiano da orecchio ad orecchio, come il telefono senza fili.

Prossimi progetti, Covid permettendo?
Tanta nuova musica e si spera anche live.

Alessandra Paparelli