Il 4 Gennaio del 1986 muore Phil Lynott.
Dopo aver lottato per nove giorni tra la vita e la morte, il 4 Gennaio del 1986 muore per un’overdose di eroina, a soli 36 anni, Phil Lynott. Fondatore dei Thin Lizzy, leggenda irlandese (nel centro di Dublino, a Grafton Street, è stata eretta una sua statua in bronzo), Lynott univa la fisicità del suono, robusto e duro, alla lucentezza dei testi, mai pretenziosi e orientati verso le necessità della classe operaia e del proletariato. Arrivava con la velocità del fulmine e lasciava il segno anche sui colleghi: Bob Dylan lo definì un genio e Metallica e Iron Maiden guidano la lista delle band che gli pagano un tributo di riconoscenza. Epilettico (condizione che aveva sempre nascosto a tutti), randagio dell’esistenza (non solo perché perennemente in tour, ma anche per il senso di sradicamento che lo aveva scaraventato in strada dopo che il padre aveva abbandonato la famiglia), distrutto dall’incapacità di essere quel che aveva sempre desiderato, cioè un uomo “realizzato”, con moglie e figli, andò in frantumi dopo la separazione dalla moglie.
“Ho preso la mia vita tra le mani e ne ho abusato”, cantava in “Honesty is no excuse”.
Errori in quantità, fino all’ultima dose.
(tratto da ROCK BAZAR)
Attiva da molti anni nel panorama musicale emiliano, Francesca Mercury si occupa di management e produzione in veste di talent-scout e promoter. È organizzatrice di eventi e ricopre il ruolo di stage manager in festival di importanza nazionale. È direttore artistico di progetti e format musicali e teatrali, molti dei quali sono proposti dall’Associazione Musicale “Avanzi Di Balera”, della quale è presidente. Fa parte del team redazionale di "Tuttorock", per il quale cura la rubrica "Almanacco Mercury", presente anche sulle maggiori piattaforme social e in programmi televisivi e radiofonici. Si occupa di formazione nelle scuole di musica emiliane e porta avanti iniziative dedicate alla storia della musica. Ama i suoi figli, le scarpe, la mortadella e Freddie Mercury.



