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Meneguinness + Folkstone St. Patrick’s day @ Alcatraz Milano

Meneguinness + Folkstone St. Patrick’s day @ Alcatraz Milano

Meneguinness + Folkstone St. Patrick’s day @ Alcatraz Milano 17.03.2024

Una serata all’insegna della tradizionale musica gaelica rivisitata in una chiave decisamente nazionalpopolare quella che si è svolta il 17 Marzo presso l’Alcatraz di Milano in occasione dell’ immancabile festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda e forse anche degli alcolisti qui riuniti.
Chissà se tale Maewyin Succat che da qualche anno è ormai stato adottato anche nel nostro Paese (forse come pretesto per far festa più che di un reale interessamento religioso), avrebbe mai immaginato di divenire l’idolo degli amanti della birra e in particolare dei fanatici dell’iconica Guinness? Bevanda a base di malto d’orzo bevuta a fiumi in madrepatria e prodotta nello stabilimento di St. James’s Gate Brewery a Dublino… tappa obbligata di qualsiasi tour della capitale.
Prodotto tipico che oltretutto dà il nome anche al gruppo brianzolo che apre le danze (ma solo dopo quelle vere con cui ci ha deliziato l’accademia Gens D’Ys che – ricordiamo – partecipa anche a competizioni di livello mondiale).
Sono i Meneguinness che ripropongono i ritmi forsennati della tradizione irlandese, uniti ad elementi di diverso genere che delineano le influenze più variegate dalla ska al prog, dal blues al country, con striature popolari e talora balcaniche come nel caso del loro ultimo lavoro “Irish Caravan” (2022), a dare origine ad uno stile unico e tutto da ballare in quadriglie scalmanate.
Complice anche l’abilità di Fabio Mantegazza cantante-bassista perfettamente in grado di tenere il palco e far muovere il pubblico.
Scherza coi fan chiedendo quanti bresciani ci sono in sala e riportan in auge la sempiterna rivalità tra Brescia e Bergamo (ricordiamo che gli headliner sono bergamaschi fino all’osso).
Mette zizzania poi lancia qualche maglietta dopo aver improvvisato un breve quiz a premi…
Il basso spesso rimane in sordina ma in questo caso è proprio il pilastro centrale che mantiene tutta la sovrastruttura.
Cover di grandi classici ed inediti si alternano riuscendo a coinvolgere il pubblico con un’esibizione coinvolgente, animata dalle immagini tratte dai loro videoclip: spontanei, bizzarri ed arguti. Proprio come loro.
Si divertono e fanno divertire a loro volta, un concetto semplice ma mai scontato.
Alle 21.30 come una popolazione barbara e per la precisione longobarda calano sul palco i Folkstone che sembrano raccontare attraverso i propri occhi la terra in cui affondano le radici, con tutta la grinta e l’indipendenza che li caratterizza da sempre.
Un gruppo fuori dai tradizionali dettami del metal che canta in italiano e mescola sonorità heavy ad elementi di carattere folkloristico, con un peculiare linguaggio fatto di arpe, ghironde e cornamuse e l’inserimento di qualche tributo di origine dialettale (bergamàsch) come nel caso della poetica “Luna” dall’ album “Il Confine” registrato in Svezia nel 2012 e co-prodotto dai fan.
Lorenzo “Lore” Marchesi è molto apprezzato dal pubblico nostrano che lo accoglie sempre con calore, poghi e horns up, cantando a squarciagola i brani più conosciuti del loro repertorio (e ne propongono parecchi da “Diario di un ultimo” a “Passo Pesante”).
I partecipanti sono però tutti preparatissimi, forse proprio in virtù del fatto che il concerto diviene occasione per la registrazione del videoclip ufficiale del singolo uscito il 6 Marzo “La fabbrica dei perdenti”.
Non vogliono fare brutte figure: “imparate il testo” avevano fatto sapere ai fan.
In effetti lo sanno e la serata procede bene tra poghi sudati e liberatori.
Sicuramente un’ ottima occasione per scaricare la tensione accumulata durante la settimana e rifocillarsi di un po’ di sano metal (e birra).

SUSANNA ZANDONÀ

SETLIST:

Nella mia fossa
Diario di un ultimo
Nebbie
Fuori sincronia
I miei giorni
Frammenti
Non sarò mai
In caduta libera
Scintilla
Le voci della sera
Briganti di montagna
Anomalus
Anime dannate
Elicriso (C’era un pazzo)
Mercanti anonimi
Luna
Il confine
Frerì
Un’altra volta ancora
Rocce nere
Macerie
La fabbrica dei perdenti
Omnia Fert Aetas
Prua contro il nulla
Folkstone
Con passo pesante